giovedì 29 dicembre 2022

Natale in Etiopia

 Accanto a un Missionario, Don Filippo Perin

e a persone che non hanno le comodità 

che abbiamo noi.

Il Natale a Lare (Etiopia).
- scrive Don Filippo Perin -

Carissimi amici, come state?
Spero bene, qui a Lare festeggiamo due Natali, uno e’ appena passato
il 25 dicembre e tutte le chiese di Lare seguono il calendario
internazionale, percio’ anche noi abbiamo festeggiato da poco il
Natale, ma per la Chiesa Cattolica in Etiopia, visto che segue il
calendario dei cristiani Ortodossi, per essere uniti, il Natale sara’
il 7 gennaio, percio’ faremo due Natali.

Abbiamo iniziato il 24 nel pomeriggio con l’arrivo della nostra gente
dalle varie capelle attorno a Lare, Kubri, Pilual, Gok, Thia jak e
anche una nuova capella, poi siamo andati tutti insieme per le vie
della citta’ cantando e suonando i vari tamburi per dire che e’
Natale. 




Ci siamo incontrati con alcuni cori delle chiese protestanti
davanti al capo villaggio per un saluto e per una preghiera insieme,
infine verso sera siamo tornati alla nostra chiesa per aspettare il buio
e celebrare la santa messa di Natale. Anche quest’anno abbiamo avuto
la presenza del nostro Vescovo Roberto Bergamaschi gia’ dal pomeriggio
di sabato insieme ad un nostro amico Paolo.

Alla sera una bella celebrazione; la chiesa e’ diventata piccola per
un giorno, ma il nostro Vescovo e’ stato bravo nella Messa a non farci
addormentare. 

Dopo la Messa un po’ di cena per tutti gli amici che
sono venuti dalle capelle e poi, chi nei saloni, chi in chiesa, tutti
hanno cercato di dormire un po’.

Il giorno di Natale abbiamo celebrato la santa Messa all’aperto, dato
il numero delle persone, con tanti battesimi, prime comunioni e alcune
cresime, visto la presenza del Vescovo.  




Poi danze, canti 





e alcune
offerte per i nostri ospiti per festeggiare il Natale.





E infine un bel pranzo per tutti.


Sono state due belle giornate per tutti di preghiera, di fede, di
gioia per il Natale e di incontro tra tutti i cristiani della nostre
capelle,... molto belle!

Infine altri due incontri.
Prima di Natale abbiamo avuto la visita dimio fratello Andrea 
e dei suoi figli Paolo e Pietro. Hanno condiviso
con noi alcune giornate, nel nostro asilo, nelle capelle, nella bella
Messa alla domenica, nella vita quotidiana. 


Grazie per la loro venuta.
Il secondo e’ stato il 28 dicembre a Pugnido, una missione a sud di
Gambella dove abbiamo ricordato don Giorgio Pontiggia, un salesiano
missionario mancato proprio un anno fa. 

Don Giorgio nel gruppo...


Ho condiviso 5 anni con lui nella missione di Pugnido,
 prima di venire qui a Lare. Un bel momento per ricordare e ringraziare
per tutto quello che ha fatto in quella bella missione.


Un augurio di cuore a tutti voi di buon Anno, perche’ il Signore
benedica questo nuovo anno che arriva.

Con affetto
Abba filippo


...anche noi siamo vicino a te, Don Filippo:
nella Fede, 
nella preghiera 
e nella stima e affetto che abbiamo per te 
e per chi come te si è donato al Signore Gesù.

lunedì 26 dicembre 2022

Un segno cristiano del Natale: il Presepio.

 Sa Francesco d'Assisi tre anni prima della sua morte, il 25 dicembre 1223...fu il

 primo che arrangiò una specie di presepio per i fedeli, 

lì in un paesino inerpicato sull'appennino Laziale i

n provincia di Rieti, a Greccio, 

Per noi qui a Bacău è ormai una tradizione 

fare il Presepio all'Oratorio Don Bosco.








                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                               

lunedì 19 dicembre 2022

Natale capovolto

 


Meditiamo sulle Persone di Maria e San Giuseppe

 nel mistero del Natale che si avvicina. 

Ne approfondiremo  la bellezza e la Grazia che lo avvolge.


Questo facciamo, servendoci di alcune riflessioni di 

Padre Caffarel, fondatore dell' Equipe Notre-Dame.

 



Gesù è nato, 

Maria e Giuseppe contemplano il Bambino...


La scelta

Giuseppe e Maria, guardando il bambino addormentato, capiscono che l’ordine delle cose è capovolto. L’ordine delle cose è quando i genitori desiderano il bambino e decidono della sua venuta. Ma lui ha scelto suo padre e sua madre.

 


La Grazia

Da tempo immemorabile, il Padre dei cieli ha pensato a questo bambino, è per lui che i mondi sono stati creati, è per lui che i profeti hanno parlato; è per lui che loro stessi sono stati richiamati alla verginità e al matrimonio. Sono entrambi bagnati da una grande luce e il loro atto di grazia è senza limiti.

 


La riconoscenza

Essere scelto da Dio, esiste un sentimento, una certezza che possa portare più felicità e che renda la preghiera più adorante? Essere stato scelto dal loro figlio, esiste una gioia più meravigliosa per i genitori? Mentre negli altri uomini il bambino deve essere riconoscente ai propri genitori per la vita che ha ricevuto, in questo caso sono Maria e Giuseppe che ringraziano il bambino e Dio suo Padre. […]




La Paternità 

Per di più, questo bambino che viene da altrove, è loro affidato…Gesù…riceve dai suoi genitori la scienza degli uomini, la protezione durante la sua infanzia e la gioventù, l’educazione che lo renderà l’uomo di un tempo, di un contesto, di una razza, di una religione. Per Giuseppe e Maria, Dio si priva per così dire di tutti i suoi diritti sul bambino. Si fida di loro. Lui che li ha creati, ispirati, diretti, santificati per questo minuto e per questa missione, delega loro la sua paternità.

 

 

 


 

Padre Caffarel, fondatore delle Equipe Notre-Dame

 

Tradotto dal francese. Fonte: Des équipes Notre-Dame à la Maison de prière [Delle Equipe Notre-Dame alla Casa di preghiera], Parole et silence (pagine 62 e 63). Da Un minuto con Maria.


BUON NATALE  

e Felice anno uovo nel Signore Gesù! 

venerdì 25 novembre 2022

Missione Etiopia - scrive D. Filippo Perin Missionario

 



Prima di Natale 
in Africa 
per amore di Cristo.




Carissimi amici come state?
Spero bene, tra poco inizia il tempo dell’Avvento per prepararci al Natale, anche quest’anno Gesu’ Bambino viene a stare con noi, non si stanca mai di noi e ci vuole un sacco di bene.
Qui a Lare festeggiamo due Natali, perche’  la maggioranza della gente qui festeggia il 25 dicembre, ma per la Chiesa Cattolica in Etiopia, visto che seguiamo il calendario dei cristiani Ortodossi, il Natale sara’ il 7 gennaio, percio’ faremo due Natali.
(In fondo alla mail una comunicazione riguardo il cambio di Iban del
conto della missione).






Finalmente qui in Etiopia le due parti in conflitto hanno siglato un accordo di pace per terminare 
la guerra civile nella regione del
Tigray. Hanno fatto un accordo anche per i passi concreti da fare per tornare alla normalita’. Siamo tutti molto contenti e speriamo che questo si realizzi presto nella vita soprattutto della povera gente che ancora soffre nella regione in questione.

Finalmente anche il caso del centro salesiano di Addis Abeba, che l’anno scorso era stato messo sotto inchiesta dalla polizia perche’ aiutavamo i nostri salesiani nella regione del Tigray, si e’ concluso davanti al tribunale con l’assoluzione di tutti. Siamo ancora di piu’molto contenti di questo, soprattutto per i nostri 
salesiani di Addis Abeba.

Nella nostra missione di Lare tutte le attivita’ sono ormai avviate, come i nostri 5 asili, le attivita’ di catechesi per i sacramenti,
quelle dei gruppi formativi, la condivisione della Parola,
l’oratorio... anche se molta gente in questo periodo va al fiume a coltivare il granoturco per il secondo raccolto che si fa 
nelle terre vicino al fiume perche’ ancora umide 
dall’acqua che si sta ritirando. Preparare
il terreno, seminare il granoturco e tra qualche mese avere un buon raccolto, e’ la preghiera che facciamo in questo periodo per la nostra gente.

Infine ogni giorno c’e’ l’incontro con la gente dei villaggi, finita
la Messa del mattino, passo sempre un’oretta a incontrare dellepersone, nell’ascolto prima di tutto dei loro problemi, 
delle loro necessita’, di cibo e di medicine per i bambini, di una capanna dignitosa, di una possibilita’ di lavoro...
Molte volte di fronte a tutte queste necessita’ ci sentiamo come una goccia in un mare, ma noi lavoriamo per il regno dei cieli, un regno dei cuori che sorpassa ogni difficolta’ e problema e arriva fino agli estremi confini del mondo, come il nostro.

Che atmosfera c’e’ qui a Natale?
Qui non c’è la neve, nessuno l’ha mai vista, le temperature in questo periodo stanno raggiungendo i 40° durante 
il giorno e scendono di notte solo... fino a 24°, la minima.

Qui non esiste Babbo Natale, nessuno sa chi è, ne cosa fa in questo periodo, anche perchè pochi hanno i soldi per fare dei regali.

Non c’è neppure l’Albero di Natale da addobbare, anche perchè non ci sono alberi da comprare o da togliere e portarsi a casa, la poca legna che c’è viene usata per fare il fuoco per fare da mangiare, siamo nella savana e non c’è il gas o la luce elettrica.

Il Comune non addobba le vie del villaggio con luci o altre
decorazioni perchè non c’è la luce e non c’è il Comune.

Non esiste il Presepe, qui non hanno questa tradizione di fare quella piccola rappresentazione della nascita 
di Gesù bambino perchè qui non vendono le statuine 
e non c’è il muschio.

Non c’è neppure il cenone della vigilia di Natale, ma solo nel giorno
di Natale, nella nostra parrocchia dopo la Messa, 
un bel piatto di polenta e un pò di carne di mucca, 
che la sera prima abbiamo preparaton e cucinato.

L’unica cosa di cui siamo sicuri che ci sara’, e’ l’arrivo di Gesù
Bambino. Ogni anno Gesù nasce qui da noi, non solo a Natale, ma innumerevoli volte nei tantissimi bambini che ci sono qua. Basta saperlo riconoscere.

Un augurio di cuore a tutti voi di buon Natale dalla nostra comunita’ di Lare.

Con affetto
Abba filippo


Una comunicazione tecnica: la banca Friuladria di Porcia, dove abbiamo
il conto della missione: Filippo Perin per Gambella Etiopia, cambia
tutti gli IBAN, dal 28 novembre 2022.
Quello vecchio  IT82P0533664950000030191303, sara’ valido anche dopo
il 28 novembre, per altri 2 o 3 mesi, ma non di piu’.
Dal 28 novembre si passera’ al nuovo IBAN :
IT72J0623 06495 00000 15113834 che prendera’ il posto di quello sopra.


Grazie














martedì 22 novembre 2022

Misericordia di Dio

 


“Come sbagliano, come sbagliano quelli che non sperano! Giuda ha fatto un grosso sproposito il giorno in cui vendette Cristo per trenta denari, ma ne ha fatto uno molto più grosso, quando pensò che il suo peccato fosse troppo grande per essere perdonato. Nessun peccato è troppo grande, nessuno! Nessuno più della Sua sconfinata misericordia!

Una miseria finita, per quanto enorme, potrà sempre essere coperta da una Misericordia infinita.

E non è mai troppo tardi: Dio non solo si chiama padre ma Padre del figliol prodigo, che ci scorge quando  siamo ancora lontano, che si intenerisce, e correndo, viene a gettarsi al nostro collo e a baciarci teneramente”.

(Beato Albino Luciani, Papa Giovanni Paolo I.)




martedì 4 ottobre 2022

Perin Don Filippo Missionario in Etiopia ci scrive






 Carissimi amici, come state?


Spero bene, vi mando i saluti da Lare,  il bellissimo villaggio a 80
km a ovest di Gambella,  circa un’ora e mezza di jeep in mezzo alla
savana, proprio sul confine con il Sud Sudan.



Da qualche giorno siamo entrati nel nell’anno 2015, siamo qualche anno
indietro visto che qui seguono il calendario giuliano, antecedente al
nostro, ma l’anno etiope ufficiale e’ proprio il 2015, poi abbiamo
tredici mesi invece che dodici, tutti di trenta giorni tranne
l’ultimo, che e’ di cinque o sei giorni, e anche l’ora e’ diversa: a
mezzogiorno sono le sei in Italia, mentre alle sei di sera sono le dodici... ci
vuole un po’ per adeguarsi, oppure basta venire a Lare dove nessuno ha
l’orologio...

Tutto il villaggio di Lare e molti altri villaggi nella nostra area,
hanno vissuto una grande innondazione di acqua da fine agosto a meta’
settembre. Un fiume che fa da confine con il Sud Sudan e’ esondato,
raccoglie varie piogge dall’Altopiano etiope, e ha allagato con circa
70 cm di altezza, Lare e tutti i villaggi attorno.












Tantissime persone sono scappate, hanno portato le proprie cose prima
nella nostra chiesa o in altre zone, poi quando anche queste si sono
allagate, in villaggi vicini. Soprattutto gli animali hanno sono stati
in pericolo, le mucche e le pecore che hanno in gran numero, sono
state portate con fatica lontano da Lare.
Il governo di Gambella e di Addis Abeba e’ intervenuto con qualche
aiuto per questo grande allagamento che abbiamo subito.
Ora l’acqua da un paio di settimane si e’ ritirata, molti sono tornati
qui a Lare, abbiamo i saloni, la scuola, la chiesa tutti pieni di
gente che vive qui da noi, aspettando di riparare le proprie capanne e
poter tornare a casa.
Il fiume che ha esondato e’ ancora pieno, ma le giornate di sole che
stanno venendo fanno ben sperare che non torni, almeno per quest’anno
tutta quest’acqua.

Stiamo cercando di consolare la gente e di preparare un piano di aiuto
per loro, sia per la ricostruzione delle capanne, sia per un aiuto
alimentare, l’acqua infatti ha distrutto il racconto di granoturco che
proprio nel mese di settembre doveva essere fatto.

Le strade per le nostre cappelle sono ancora impraticabili, ancora
piene d’acqua, ma speriamo al piu’ presto di poterci arrivare e
incontrare la gente. I catechisti delle cappelle di Gok, Kubri, Pilual
e Thiajak sono gia’ venuti a piedi a Lare per avere un incontro e
informarmi della situazione del loro villaggio.
Abbiamo iniziato in questi giorni le iscrizioni agli asili, ogni
cappella ha un asilo, per dare un segno di aiuto e sostegno, anche se
ancora non sappiamo quando potremo incominciare.
Siamo anche alle prese con le pulizie della chiesa e dalla canonica,
con tutto il fango che e’ stato portato dall’acqua.

Vogliamo poter iniziare qualche attivita’ della nostra parrocchia con
la festa del nostro santo patrono, san Daniel Comboni, a cui e’
dedicata la nostra chiesa di Lare, dopo il 10 ottobre, speriamo bene.








La guerra nascosta in Etiopia, nella regione del Tigray, continua,

abbiamo avuto un paio di mesi di tregua, ma a fine agosto sono
ricominciati i cambattimenti. Ora parlano di nuovo di un negoziato di
pace da aprire in Kenia, speriamo che stavolta lo facciano.
La guerra qui, e soprattutto quella in Ucraina, sta portando ad un
aumento pazzo dei prezzi di qualunque cosa, tutto e’ raddoppiato,
anche il cibo, i vestiti, materiali di uso comune... e i salari fanno
fatica a salire. Questo sta portando molta instabilita’ in tutte le
regioni dell’Etiopia, con varie proteste e attacchi indiscriminati.

Vorrei infine ringraziare di cuore tutte le persone che ho incontrato
nel mio passaggio in Italia, per l’amicizia che ci lega da poco o da
tanto tempo e il sostegno che ho ricevuto, sempre molto generoso da
parte di tutti. Vi ricordo sicuramente con una preghiera da qui e mi
scuso se non sono riuscito a incontrare tutti.
Vorrei ringraziarvi facendovi arrivare il sorriso di questi bambini
che ogni giorno ti accolgono pieni di vita, la speranza di un futuro
nel viso dei giovani di Lare, il grazie negli occhi di tanti uomini e
donne che vengono aiutati in qualche modo ogni giorno dalla missione,
grazie a tutti voi.


Così ci scrive Abuna Filippo.




Noi gli siamo vicini con la preghiera, 
il sacrificio e il dono possibile.

giovedì 15 settembre 2022

Scuola elementare all'Oratorio Don Bosco di Bacau

 Si è inaugurata l'istituzione 

della Scuola elementare cattolica

al Don Bosco di Bacau-Romania 

il 5 settembre 2022


Un dono di Maria Ausiliatrice alla Romania.

Grazie a tanti collaboratori 

e l'approvazione dello Stato romeno.



https://youtu.be/LtzKN1nufBU

venerdì 9 settembre 2022

Giornate per il Creato

 Questo mese si caratterizza fin dalle prime giornate come mese dedicato al ringraziamento, tutela e custodia attenta del dono del Creato. 

Dono di Dio all'uomo,  nella quale egli è immerso, la Creazione gli è stata donata come una realtà che deve favorirne la realizzazone di sé e la Salvezza eterna.

Segno evidente di un Amore che ha pensato a noi e che ci parla di amore attraveso questo stesso dono: l'Universo Creato.

All'inizio di questo mese è veramente opportuna la riflessione fatta da Don Ferdinando Colombo che da Bologna ci scrive:





Nel creato puoi riconoscere l'impronta della SS. Trinità:
è solo Amore.


Spingiamo lo sguardo della nostra fede alla contemplazione di Dio Creatoreil quale rivela nella creazione la sua onnipotenza, la sua sapienza e il suo amore. Creare significa donare (donare soprattutto l'esistenza). 

E colui che dona, ama

L'amore di Dio è disinteressato: 
tutta l'opera della creazione prepara l'Incarnazione di Cristo per la salvezza dell'uomo.
«In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio... 
Tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste..
.». (Gv 1,1)


Ognuno di noi è una «parola» del Verbo, 

«Guardando il Creatore attraverso le opere da lui compiute, 
ci eleviamo alla contemplazione della Trinità, di cui la creazione in una certa e giusta proporzione porta la traccia». (Sant'Agostino)




Il creato è opera del Padre per mezzo del Figlio nello Spirito Santo

Questo universo 
abbracciato dall'eterno Amore

incomincia a esistere nell'istante scelto 

dalla Trinità come inizio del tempo.


In tal modo la creazione del mondo è opera dell'Amore; 
l'universo, dono creato, scaturisce dal Dono increato
dall'Amore reciproco del Padre e del Figlio.




Santissima Trinità, 

Misericordia infinita, 

io confido e spero in Te!.



Per questo ci uniamo a San Francesco nel proclamare:




Altissimu, onnipotente, bon Signore, 
tue so’ le laude, la gloria e ’honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, 
lo qual è iorno, et allumini noi per lui. 
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, 
per lo quale a le tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, 
et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, 
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, 
et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli che ’l sosterrano in pace, ca da te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, 
da la quale nullu homo vivente pò scappare:
 guai a quelli che morrano ne le peccata mortali;
beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati, 
ka la morte secunda no ’l farrà male.
Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate et serviateli cum grande humilitate
.

 
          Don Ferdinando Colombo




A questa riflessione faccia seguito 
il nostro ringraziamento a Dio 
per il Creato e l'mpegno di proteggerlo 
e custodirlo, 
servendocene con attenzione e rispetto.