domenica 20 febbraio 2022

Perdono

 

 

 


Il Perdono dei peccati.

In che cosa consiste?...

E il nostro perdonare

 

 Che cosa intendiamo quando professiamo con il Simbolo

apostolico:"Credo la remissione dei peccati"?

 

Se vogliamo dire che Dio, nella sua misericordia e in virtù

dell’espiazione di Gesù, condona i nostri peccati, in modo che

possiamo riconciliarci e rientrare in un rapporto di Alleanza con

Lui, non c’e alcuna sostanziale differenza rispetto alla fede anti-

cotestamentaria.

Anche gli Israeliti credevano che, in virtù delsacrificio di Isacco,

Dio era pronto a perdonare chiunque since-

ramente pentito tornasse a Lui.Se crediamo che Dio,

in virtù dei meriti di Cristo, ci giustifica in un modo soltanto “forense”,

considerandoci giusti ai suoi occhi, ma lasciandoci di fatto nei

nostri peccati, questo non risolve in radice il nostro dramma e,

alla fine, fa di Cristo - per usare le parole di Paolo - un "ministro

del peccato" (Galati 2,17). E se anche ritenessimo che Dio mise-

ricordioso, con la remissione dei peccati, ci metta nuovamente in

condizione di osservare fedelmente la sua Legge, in modo da

poter rneritare alla fine la giustificazione in virtù delle nostre

opere (cfr Galati 2,16), in che cosa questa nostra giustizia oltre-

passerebbe quella pur ammirevole degli scribi e dei farisei?

 (cfr Matteo 5,20).

In realtà, quanto Dio ha compiuto in Cristo nella "pienezza

dei tempi", e cioè  "la redenzione per mezzo del suo sangue, la

remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia» (cfr

Efesini 1,7-10), è molto di più:

Egli non soltanto ha ristabilito la situazione originaria,

cioè quella prima del peccato, ma, in coloro

che hanno accolto il dono dello Spirito di Cristo, ha operato

una "nuova creazione".

Il dono dello Spirito Santo

Proviamo a vedere, infatti, che cosa è successo non appena

Io Spirito Santo è sceso il giorno di Pentecoste (cfr. Atti 2). Pietro,

rigenerato dal perdono di Gesù (cfr. Giovanni 21,15-19), diventa

un uomo nuovo, capace di annunziare con gioia e potenza

il Crocifisso Risorto. I Giudei, che alla sua predicazione si sentono

crocifiggere il cuore e si fanno battezzare nel nome di Gesù per

la remissione dei peccati, ricevono il dono dello Spirito Santo ed

entrano nella nuova comunità dei salvati.

 I discepoli, profondamente uniti nell'ascolto della Parola e nella lode di Dio, nella fra-

zione del pane e nella condivisione dei beni, nella letizia e nella

semplicità di cuore, appaiono a tutti come la comunità escatologica

in cui si vivono i beni messianici della riconciliazione fraterna e della pace.

Come dice Paolo, „in Cristo” ognuno è diventato „una nuova creazione” (2Corinti 5,17).

„Egli, infatti, è la nostra pace…. (Efesini 2,14-18):

in lui è stata abbattuta ogni inimicizia per formare un solo corpo

ed è stato creato l’uomo nuovo, cioè un uomo che ha riconciliato tutte le

sue relazioni, che sa guardare Dio negli occhi, chiamandolo

Padre nostro e che, come san Francesco, si riconosce fratello di

ogni creatura.

E così, crescendo tutti insieme verso Cristo (cfr. Efesini 5,11-16),

lo Spirito Santo ci edifica in santuario di Dio, „a lode della sua gloria”

(Efesini 1,612.14).

 

Ecco, dunque, a cosa “serve” la remissione dei peccati, ecco

quali possono essere gli effetti di una semplice confessione,

magari fatta per poter ricevere la comunione a Natale o a

Pasqua!

 Se veramente con fede ritorniamo al Signore e ci apriamo

al dono di Dio, non solo Lui ci riconcilia a sé, facendoci sperimentare

tutta la dolcezza del suo perdono, come alla donna di

Luca 7,56-50, ma ancor di più effonde su di noi lo Spirito Santo,

trasformandoci in uomini nuovi, semi di riconciliazione e di pace

per la guarigione del mondo.

(cfr. Eclesia Mater, anno LVII, aprile 2019, pp. 25-26).

 

Allora capisco: il suo perdono è una nuova generazione…

Allora capisco che il coomando “Amatevi come io vi ho amato” e

 “amate i vostri nemici, porgi l’altra guancia”… è possibile!...e io potrò amare come Dio!..

.Già ora lo posso!...

Ci sarà dato un giorno il cuore stesso di Dio.

Ogni volta che noi chiediamo al Signore: «Donaci un cuore nuovo»,

noi stiamo invocando di poter avere un giorno il cuore di Dio,

di conformarci agli stessi sentimenti del cuore di Dio.

È straordinario, verrà il giorno in cui il nostro cuore che ha fatto tanta fatica a

imparare l’amore, sarà il cuore di Dio

e allora saremo capaci di un amore che rimane in eterno, che sarà la nostra anima,

per sempre, e l’anima del mondo. (AA…)

«Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano» (Lc 6,27).

E’ l’amore gratuito e immeritato che riceviamo da Gesù 

a generare nel cuore un modo di fare simile al suo, che rifiuta ogni vendetta.

…E’ possibile che una persona giunga ad amare i propri nemici?

Se dipendesse solo da noi, sarebbe impossibile.

Ma ricordiamoci che, quando il Signore chiede qualcosa, vuole donarla.

Che cosa Dio è contento di donarci? La forza di amare, 

che non è una cosa, ma è lo Spirito Santo. La forza di amare è lo Spirito Santo, 

e con lo Spirito di Gesù possiamo rispondere al male con il bene, possiamo 

amare chi ci fa del male.

E poi pregare per chi ci ha fatto del male (cfr Lc 6,28).

Noi, quando ci hanno fatto qualcosa di male, andiamo subito 

a raccontare agli altri e ci sentiamo vittime. Fermiamoci, 

e preghiamo il Signore per quella persona, che l’aiuti, 

e così viene meno questo sentimento di rancore. 

Pregare per chi ci ha trattato male è la prima cosa 

per trasformare il male in bene. La preghiera. Così fanno i cristiani.

La Vergine Maria ci aiuti a essere operatori di pace 

verso tutti, soprattutto verso chi ci è ostile e non ci piace ( Papa Francesco).