martedì 11 ottobre 2016

Ventesimo della presenza dei Salesiani in Romania (Costanta 30 settembre- 2 ottobre 2016).



Da Don Bosco .ro


PRIMA dei SALESIANI,
DON BOSCO!



























Le celebrazioni del 20° anniversario della presenza dei salesiani in Romania e Moldavia, non possono non tener conto, a onor del vero, dell'opera eroica di alcuni salesiani venuti in queste terre qualche decennio prima, nei tempi duri del comunismo: presenze che hanno lasciato un segno vivissimo...


IN ROMANIA DALL’UNGHERIA
1943,
DJ. Antal chiede al Rettor Maggiore di poter mandare eccezionalmente qualche salesiano a Nagybànya (oggi Baia Mare), in Transilvania. Furono designati D. Jànos Beliczay e D. Emerico (Imre) Halasi. Nel 1945 si inaugurava la cappella che fu subito trasformata in parrocchia per sottrarla alla confisca comunista. Seguirono momenti davvero difficili: tanto sotto l'influenza nazista quanto sovietica. Quando il regime comunista vietò qualsiasi insegnamento religioso e ogni lavoro pastorale, l'ultimo salesiano, D. Halasi, si vide costretto a lasciare tutto. Era il 1952.

NELLA REPUBBLICA MOLDOVA
Il Comunismo instauratosi nella Repubblica di Moldova dopo la seconda guerra mondiale e sostenuto dal  potere sovietico, comincio’ a fare pressione sui cattolici in modo sempre piu’ aspro, fino alla collettivizzazione forzata e alle deportazioni di massa in Siberia. Furono distrutti o confiscati quasi tutti i luoghi di culto; unica parrocchia riconosciuta ufficialmente dallo Stato sovietico era la parrocchia „Providenţa Divină" di Chişinău. Qui il salesiano don Bronislaw Chodanionek, proveniente dall'ispettoria di Varsavia, per ben 24 anni è stato l'unico sacerdote per l'intera Moldavia! Si può ben affermare che grazie al suo lavoro, sofferto e nascosto, si è salvata la fede e la chiesa cattolica in questa nazione. Ora egli riposa nel cimitero della città.

..e  DON BOSCO in ROMANIA…
L’ammirazione e la devozione per don Bosco, visto specialmente come prete appassionato per la salvezza delle anime e intraprendente esempio di azione pastorale, si era diffusa ampiamente nei seminari e tra molti sacerdoti: alcuni lo hanno scelto come patrono personale... Anche in molte chiese, tra le immagini dei santi più amati, spesso si incontrava la figura di san Giovanni Bosco (talvolta con san Domenico Savio, presentato a modello di santità per i ragazzi!).

DESIDERO FARMI SALESIANO...
In questo contesto davvero bello e fertile, prende avvio l'avventura di un giovane, Venceslau Grosu, che avverte la chiamata a seguire don Bosco e a diventare Salesiano. Nel 1995 decide di scrivere una lettera al Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana, nella quale manifesta questa intenzione... e chiede consiglio sul da farsi.


La richiesta di questo giovane mette in moto una serie di azioni che sfociano nella decisione del Rettor Maggiore e del suo Consiglio di aprire una nuova frontiera per i figli di Don Bosco nell'Europa dell'Est. 
Si affida all'lspettoria Veneta San Marco il compito non facile di reperire il personale salesiano, studiare la fattibilità, trovare le risorse ... Don Alberto Trevisan, don Aldo Bort e don Gianni Filippin si impegnano immediatamente per intessere contatti con la Chiesa locale e il territorio, per realizzare quanto, allora, era solo un sogno. 

Finalmente, il 24 ottobre 1996 fanno la loro entrata ufficiale in Romania (a Constanţa) i primi 2 salesiani designati per quest'opera: don Sergio Bergamin e don Sergio Dall'Antonia.
Sorgera' la casa di Costanta sul Mar Nero...
 Ora ... lasciamo spazio alle immagini che dicono da sole la "bellezza" di quella storia, di quei giorni… e dei nostri giorni...