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Benvenuto a salire
con me il Monte del Signore.

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venerdì 6 gennaio 2023

Noi e l'Epifania

 

Papa Francesco Pensieri

( Angelus Epifania 2023)

 

 

Chiamata

 


Dio chiama ogni giorno, qui e oggi.

Dio ci chiama,

chiama ognuno di noi,

ogni giorno,

ci chiama qui e ci chiama oggi,

nel nostro mondo.

Siamo chiamati ad andare oltre,

a non sentirci felici rimanendo lì,

ma sentendoci chiamati ad andare oltre.

(Dio cosa vuole oggi di più da me, ora?)

 

 

Capire e scegliere



Quant’è importante, fratelli e sorelle, saper distinguere

la meta della vita dalle tentazioni del cammino!

Una cosa è la meta della vita, altra cosa sono le tentazioni del cammino.

Saper rinunciare a ciò che seduce, ma porta su una brutta strada,

per capire e scegliere le vie di Dio!

 

 

Sorprenderci

 


Saper trovare la grandezza nella piccolezza,

che Dio tanto ama.

Perché il Signore s’incontra così:

nell’umiltà, nel silenzio, nell’adorazione,

nei piccoli, nei poveri.

mercoledì 2 dicembre 2020

Gesù, confido in Te

 

Confidenza in Gesù

(Don Quadrio Giuseppe)

 

2 novembre 1944

Magnificat anima mea Dominum!  Quia fecit mihi magna qui potens

est... Fecit potentiam in brachio suo... Quia respexit humilitatem ancillae

suae... Esurientes implevit bonis... Suscepit Israel puerum suum, recordatus misericordiae suae.

 

Di quanta grazia hai inondato l’anima mia fino a traboccarne, nella

Giornata Missionaria (22 ott.), di Cristo Re (29 ott.), di tutti i Santi (1

nov.), dei Fratelii morti (2 nov.). Quale meraviglioso crescendo di luce, di

comprensione, di nuovi panorami, di ineffabili illuminazioni dello Spirito.

Veramente sei grande, o mio dolce Fratello; e onnipotente é la tua

grazia, e divinamente efficace il tuo sangue.

 

 


Mio Gesù, se io fossi Caino, o Giuda,o il più Iussurioso e ladro degli uomini, confiderei follemente in te, nel tuo Amore senza sponde,

e nella tua carne fecondissima; confiderei non solo di salvarmi, ma di farmi santo. Gesù, credo che mi vuoi bene, che mi perdoni, che vuoi essere amato da me, che ti é gradito il mio servizio.

Credo che nelI’ordine della Santità, tu sei tutto e fai tutto, io non sono niente e non faccio niente.

Confido in Te.

 

domenica 5 gennaio 2020

Pace


Nel Medio Oriente la tensione è giunta a punti altissimi.

Ci chiniamo davanti a Maria Regina della Pace e preghiamo:
"Dona, Maria la tua protezione e la tua intercessione a noi tuoi figli deboli e peccatori e riconcilia i popoli tra loro, donaci dal Signore la Pace".

Condividendo la riflessione di un amico, Don Ferdinando Colombo, ne trascrivo una calda riflessione sulla Pace e su Maria Regina della Pace.






Beati coloro che costruiscono PACE

Auguri per il nuovo anno. Ti auguro di essere un costruttore di ponti, di abbattere tutti i muri di divisione, di essere un attivo artigiano della Pace.

Il primo giorno dell'anno, in cui festeggiamo Maria Madre di DioRegina della Pace, è sempre dedicato dalla Comunità cristiana a rilanciare l'impegno che Gesù ci ha affidato quando ha proclamato le Beatitudini: "Beati quelli che diffondono la pace".

Papa Francesco è veramente un assiduo artigiano di Pace che non si accontenta di pregare per la pace, ma compie gesti "inauditi" a livello diplomatico per rendere possibile un cammino di Pace.
Ricordiamo che ha convocato in Vaticano per tre giorni i responsabili politici della guerra tra Sudan e Sud Sudan e si è chinato a baciare i loro piedi: vero servo della Pace.

Ricordiamo che è il primo Papa della storia ad aver messo piede sulla penisola arabica. 
Il grande incontro interreligioso avvenuto lunedì 4 febbraio ad Abu Dhabi aveva come tema principale quello del perseguimento della pace. 
«Ho accolto l’opportunità di venire qui come credente assetato di pace, come fratello che cerca la pace coi fratelli» ha detto Francesco.

Papa Francesco ci ricorda che inviando in missione i suoi discepoli, Gesù ha indicato proprio come loro primo compito:
 «In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa!».
E aggiunge:
 “Casa non va riferita solo alle nostre abitazioni, Gesù intende anche la casa comune, il pianeta in cui Dio ci ha posto ad abitare e del quale siamo chiamati a prenderci cura con sollecitudine”. Dunque siamo invitati a costruire Pace in ogni situazione, in ogni attività umana, anche in quelle circostanze tragiche di cui sono piene le cronache dei giornali

La pace è simile alla speranza, come un fiore fragile che cerca di sbocciare in mezzo alle pietre della violenza. Sappiamo che la ricerca del potere ad ogni costo porta ad abusi e ingiustizie. La politica è un veicolo fondamentale per costruire la cittadinanza e le opere dell’uomo
.
L'appello del Papa si fa pressante per le persone che hanno scelto di assumere le responsabilità delle decisioni politiche da cui dipende la vita dei cittadini, la vita delle Comunità locali e nazionali, 
ma è sempre più chiaro che nelle mani dei politici c'è la sorte dell'intero pianeta.

A queste persone papa Francesco raccomanda di ricordare 
le “beatitudini del politico”, 
proposte dal Cardinale vietnamita François-Xavier Nguyen Vãn Thuan, 
morto nel 2002, in fama di santità:

• Beato il politico che ha un’alta consapevolezza e una profonda coscienza del suo ruolo.
• Beato il politico la cui persona rispecchia la credibilità.
• Beato il politico che lavora per il bene comune e non per il proprio interesse.
• Beato il politico che si mantiene fedelmente coerente.
• Beato il politico che realizza l’unità.
• Beato il politico che è impegnato nella realizzazione di un cambiamento radicale.
• Beato il politico che sa ascoltare.
• Beato il politico che non ha paura.

E noi, ciascuno di noi, cosa può fare oltre che pregare incessantemente?

La risposta ce la offre, con il suo esempio, Maria.
Maria è la Madre di Dio, la Madre di ciascuno di noi, che pur essendo una giovane ragazza ignorata da tutti i potenti del tempo, si rende totalmente disponibile ai disegni del Padre e ricca solo della presenza del Cristo in lei, parte in fretta ed entrando nella casa di Elisabetta, proclama fiduciosamente quella che è la sua e la nostra speranza:  

«Grande è il Signore: lo voglio lodare. Ha dato prova della sua potenza, ha distrutto i superbi e i loro progetti. Ha rovesciato dal trono i potenti, ha rialzato da terra gli oppressi. Ha colmato i poveri di beni, ha rimandato i ricchi a mani vuote.  Fedele nella sua misericordia, ha risollevato il suo popolo».

Affidiamo alla Regina della Pace questo anno che comincia, 
affidiamogli la nostra vita perchè Lei possa prenderci per mano 
e sostenerci con forza nell'impegno di essere  costruttori di pace. 

Don Ferdinando Colombo




lunedì 14 ottobre 2019

Il male


Il male

Dio non ci spiega il male, il perché del male non lo spiega; ma dal male ci libera e ci libera dispiegando le risorse del bene,  radicalizzando la fedeltà del suo amore misericordioso definitivamente rivelato nella carne del Figlio suo messo ingiustamente a morte dagli uomini, e proprio così reso causa di giustificazione, di santificazione e di salvezza per tutti (1 Cor.1,30). 

Così ad esempio, afferma Don Bosco: “ Il Signore non nomina mai l’inferno se non con figure, perché ancorché lo avesse descritto come è, non avremmo inteso. Nessun  mortale può comprendere queste cose; il Signore le sa e può dirle a chi vuole”.(1)




… Così in questo incidente, io ero presente.
Ho fatto quasi nulla, dando solo l’assoluzione da lontano; ma se guardiamo bene l’immagine, vediamo che c’era lì il Crocefisso, quasi a dirmi: “Nonostante la tua incapacità, io ero lì per la salvezza di quelle persone che soffrivano il male e il dolore…”.
Di fronte al dolore, alla sofferenza, al male, non dobbiamo chiedere a Dio “…Perché?...!” Ma riconoscerne la presenza per soccorrerci in quel male.
E diceva Papa Francesco a quel bimbo disperato per la morte del papà: “A Dio non si può chiedere il perché di tutto, alcune cose non si possono capire, ma sappiamo che ci ama ed è misericordioso”.
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(1) Cfr.: R: Carrelli in I sogni di Don Bosco, LAS, Roma 2017, pp. 348-349)

martedì 2 aprile 2019

Aprile mese con la Pasqua


Risorgere con il Signore.

Questo è l'invito che ci dà Don Ferdinando attraverso il suo articolo nella rivista mensile del Sacro Cuore di Bologna "Vivere", articolo che riporto in questo blog .





Vi supplichiamo…
lasciatevi riconciliare con Dio

«Vai e vivi, Ti sono perdonati i tuoi peccati»Quante volte abbiamo fatto esperienza del perdono e della gioia che entra nel nostro cuore dandoci la forza di sperare in un comportamento futuro più ricco d'amore.
Qualche volta abbiamo fatto esperienza di essere talmente freddi e amareggiati da pensare di non meritare il perdono e invece il Signore ci ha raggiunti per mezzo di un amico, di una situazione imprevista, di un incontro.
Il perdono è una libera iniziativa del Padre che ci vuole abbracciare tutti come suoi figli.
Il perdono concretamente è un'apertura di credito sul futuro; Dio si fida che noi cresceremo nell'amore, scommette sulla nostra vittoria contro l'egoismo, ci affida nuove responsabilità.
«Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ha dato a noi l'incarico di portare altri alla riconciliazione con lui».
Oggi il Signore ci chiede di essere i suoi ambasciatori presso le persone che conosciamo e di invitarle all'abbraccio con il Padre, alla fiducia nel Figlio, al bacio dello Spirito Santo.Il Dio Trinità in cui crediamo è desideroso di abbracci, di intimità, di comunione, di amore donato e ricambiato.
«Così Dio ha riconciliato il mondo con sé per mezzo di Cristo: perdona agli uomini i loro peccati e ha affidato a noi l'annunzio della riconciliazione. Quindi, noi siamo ambasciatori inviati da Cristo, ed è come se Dio stesso esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo da parte di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio».
Nel corso della vita, purtroppo facciamo cose ingiuste per noi, per gli altri, per l'ambiente con una gravità che può giungere a distruggere il progetto di Dio. Sono i peccati.
Il nostro passato, i nostri peccati che il Padre conosce benissimo, fanno parte della verità della nostra vita su cui Lui interviene per liberarcene e per darci quelle grazie di Spirito che ci permetteranno di evitare altro male.
Dio, non si è accontentato di perdonare i peccati dell’uomo; ha fatto infinitamente di più; li ha presi su di sé, se li è addossati.
«Cristo non ha mai commesso peccato, ma Dio lo ha caricato del nostro peccato per riabilitarci dinanzi a sé per mezzo di lui».
 San Bernardo diceva: “Non fu la morte del Figlio che piacque a Dio, ma la sua volontà di morire spontaneamente per noi. Non la morte, ma l’amore ci ha salvati!"

Dio è giustonon può approvare il male, perché è una negazione della sua "creatività materna" con cui genera ogni forma di bene per la sua creatura.

Dio è "giusto" e quando agisce "fa cose giuste", rende "giuste" le persone che accolgono il suo amore gratuito. Questa è Misericordia.

Nel momento in cui il male, il peccato è entrato nella vita di una persona il comportamento di questo Dio è di intensificare il suo amore per quella persona.

L'intervento di Dio è "un di più d'amore", un investimento più intenso di amore gratuito, nella speranza che il peccatore si renda conto di essere amato e ritorni a Lui.

L'obiettivo di Dio è di "rendere giustala persona che ha fatto il male: di liberarla dal male, di rimetterla nella "giusta relazione" con sé, con il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo.

«Non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva».
Questa è Misericordia.

  Ecco, questa è l'ora della misericordia, questo è il giorno della salvezza».




Ringraziando il Signore che ha posto nella Chiesa i mezzi per santificarci, ci incamminiamo su questa linea di santità donataci dal divino Amore. E sarà Pasqua anche per noi!

















martedì 19 febbraio 2019

Le sorprese di Dio

NB: questa riflessione si serve del materiale offerto dal commento al Vangelo
 (Mc 8,22-26)
di mercoledì 20 febbraio 2019 in  La Chiesa.it 




Dio opera ed è in modo sorprendente


Quanto è grande il tuo nome o Signore su tutta la terra!
Oh, quanto grande, santo , imperscrutabile e buono sei TU!...
Che bello cheTu ci sia e ci hai chiamati a partecipare al tuo essere; e ci sei vicino  e condividi con noi la mutevolezza dell’esistenza dell’uomo, pur essendone del tutto al di sopra e immutabile nella tua perfezione esistenza ed azione! 

Conoscendoti ci meravigli e nello stesso tempo ci lasci scioccati non capendo come sei, come vivi o come agisci, pur percependo qualcosa di Te dalle cose create, dalla storia, da tutta la realtà, che parla di Te e di ne porta l’impronta.
...E capiamo che pur capendo, non capiamo di Te ciò che sei!

Tu sei ineffabile e irraggiungibile dalla nostra mente eppure il nostro cuore pulsa per Te!.. e ti sente vicino, pur sapendo la lontananza che ci separa da Te per la tua stessa essenza e grandezza, ma gode e vibra nel tuo abbraccio d’amore di una gioia stellare per la tua magnanimità, che si fa tenerezza di Padre!

Questi sentimenti nascono in me alla lettura della pagina della Genesi, che si riferisce al tempo del diluvio e dal leggere nel Vangelo di Marco come tu agisci  nei giorni della tua vita in Palestina, quando ad esempio guarisci il cieco in disparte e in tempi successivi (Mc 8,22-26).

Quanto alla Genesi, essa asserisce quanto segue:


Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni intimo intento del loro cuore non era altro che male, sempre. E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo.
Il Signore disse: «Cancellerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato e, con l’uomo, anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito di averli fatti».

 Ma poi, ancora nella Genesi, si legge:

„Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore”( Gen 6,5-8; 7,1-5.10).

Tu dunque, Dio mio,  hai voluto l’uomo, poi cambi volere: ti addolori e ti adiri, ma  poi ti intenerisci e cambi ancora, come l’uomo e più dell’uomo...Tu il Giusto e l’eterno, l’immutabile?...



 E più avanti dice la Genesi (Gen 8,6-13.20-22):

„Trascorsi quaranta giorni, Noè aprì la finestra che aveva fatto nell’arca e fece uscire un corvo. Esso uscì andando e tornando, finché si prosciugarono le acque sulla terra.
Noè poi fece uscire una colomba, per vedere se le acque si fossero ritirate dal suolo; ma la colomba, non trovando dove posare la pianta del piede, tornò a lui nell’arca, perché c’era ancora l’acqua su tutta la terra. Egli stese la mano, la prese e la fece rientrare presso di sé nell’arca.
Attese altri sette giorni e di nuovo fece uscire la colomba dall’arca e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco una tenera foglia di ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra. Aspettò altri sette giorni, poi lasciò andare la colomba; essa non tornò più da lui.
L’anno seicentouno della vita di Noè, il primo mese, il primo giorno del mese, le acque si erano prosciugate sulla terra; Noè tolse la copertura dell’arca ed ecco, la superficie del suolo era asciutta. Allora Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali puri e di uccelli puri e offrì olocausti sull’altare. Il Signore ne odorò il profumo gradito e disse in cuor suo:
«Non maledirò più il suolo a causa dell’uomo, perché ogni intento del cuore umano è incline al male fin dall’adolescenza; né colpirò più ogni essere vivente come ho fatto.

Finché durerà la terra,
seme e mèsse,
freddo e caldo,
estate e inverno,
giorno e notte
non cesseranno».

 ...



Questa semplicità e mutevolezza divina, che può destare il nostro stupore, perché Dio cambia la sua decisione: «Cancellerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato „; ma poco dopo: "Non maledirò più il suolo a causa dell'uomo, né colpirò più ogni essere vivente come ho fatto", che a noi appare come una contraddizione in Dio.

Sorprese del genere appaiono anche nel Vangelo .
Leggiamo infatti nel Vangelo (Mc 8,22-26) :

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo.
Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano».
Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».

Questa semplicità ci meraviglia: 
Gesù qui sembra un operaio che fa una cosa e non vuole che sia vista finché non è completata. il Signore sembra limitato nel suo potere…

Mette della saliva sugli occhi del cieco gli impone le mani e gli domanda: "Vedi qualcosa?".
 Si direbbe che il miracolo è compiuto a metà: "Vedo gli uomini; infatti vedo come degli alberi che camminano".
 Di nuovo Gesù gli impone le mani e il miracolo è completo: "Vedeva a distanza ogni cosa".

„C'è qui qualche contraddizione, ma è una contraddizione che deriva dalla nostra limitatezza, che non può comprendere Dio.

Dice sant'Agostino che è una grande felicità poter comprendere qualche cosa di Dio, ma che non è possibile all'uomo comprendere Dio; se l'uomo lo comprendesse, non sarebbe più Dio.

 Se vogliamo fare come i filosofi, e insistere sulla immutabilità di Dio, avremo un'idea di Dio molto molto povera. Dio sarebbe per noi come un mucchio di pietre, che non si muove, non cambia, non ha sentimenti, non vive.

Se invece leggiamo con semplicità la Bibbia, vediamo che Dio pensa, ha dei sentimenti, ama profondamente, va in collera per i peccati del suo popolo, cambia le sue decisioni...
E abbiamo l'idea di un essere vivente, pieno di movimento, di ricchezza, e questo è più vero dell'idea dei filosofi.

Nella Bibbia si parla di Dio piuttosto come di un uomo, che è vivo, che riflette, prova delle emozioni, cambia parere, fa dei progetti... Questo è il modo più usato nella Bibbia.
 Talvolta anche la Bibbia fa delle osservazioni nella direzione dei filosofi, dicendo che Dio è perfetto, non muta, non si pente; generalmente però mostra Dio a nostra immagine, perché questo è più utile.

Dobbiamo sapere che la perfezione divina è una perfezione di pienezza, non una perfezione di immobilità; che questa immutabilità contiene in sé tutti i movimenti; che Dio non ha emozioni umane, ma è al di sopra delle nostre emozioni.
 E vero che Dio non ama come noi, ma egli ama più di noi, in un modo che noi non possiamo comprendere.

La rivelazione di Dio è avvenuta in modo pieno nella umanità di Gesù. Gesù vero uomo, che ha sofferto, ha amato, ha riflettuto, ha fatto dei progetti nella sua vita, che è stato ingannato, tradito, è la rivelazione del modo di essere di Dio” ( Cfr. La Chiesa.it).

Se non è possibile all'uomo comprendere Dio, è  spiegato da questo: 

se l'uomo lo comprendesse, Dio non sarebbe più Dio.

Quanto è grande il tuo nome o Signore su tutta la terra!



lunedì 26 febbraio 2018

Scegliere...


Non sono un focolarino,
ma condivido di cuore lo spirito focolarino e il pensiero di D. Giussani come  su questo argomento:





L’unità e le divergenze tra cattolici sul terreno sociale o politico.
(da ZENIT  e Tempi, 25 febbraio 2018-rielaborazione)
Idealmente noi dobbiamo tendere all’unità anche in politica e nel campo sociale, perché i cristiani debbono tendere all’unità in tutto, dato che sono un corpo solo. Perciò è un dolore non trovarsi dello stesso parere, ... È dolorosa, anche se tante volte inevitabile, la diversità, e bisogna essere tutti tesi a scoprire perché il fratello la pensa diversamente e comunicargli nel modo migliore i motivi della propria convinzione, nella ricerca dell’unità.
Non “pluralismo”, ma “multiformità”: multiformità, sono diverse modalità di sperimentare la stessa cosa che è il fatto cristiano; nella multiformità c’è un’affinità, una parentela profonda. Uno è contento di vedere che l’altro ha una fantasia diversa dalla propria…
Il pluralismo invece è l’esito dell’impatto della fede sul campo culturale: che ci sia, per esempio politicamente, diversità fra cattolici, è umanamente comprensibile, ma non è l’ideale. L’importante che almeno, pur avendo opinioni diverse, ci si senta dentro la stessa cosa: la stessa fede. Siccome è più forte la nostra fede, anche se la pensiamo diversamente, siamo protesi a imparare l’uno dall’altro, a cercare di capire senza ostilità rimanendo collegati alle esigenze della stessa fede. Ma non è un valore il pluralismo, il valore è la libertà.(1)
E dunque…



Unità nelle scelte politiche di fondo.
Cristo con il battesimo ti assume, così che siamo membra gli uni degli altri.
È una cosa dell’altro mondo, ma questa è l’unità cristiana.
Se tutti siamo una cosa sola non possiamo non cercare di esprimerci concordemente. E perciò ci raduniamo in azione unitaria. Se uno non se la sente o non ci fossero le condizioni, è un dolore non poterlo fare, non un diritto da sbandierare!
C’è un altro criterio  degno di esser realizzato perchè perfettamente  umano:
 l’obbedienza alla fede.
 È il criterio supremo dell’azione cristiana.
E’Il criterio della verità, che è ultimamente fuori di noi – e questo fa imbestialire i nemici del cristianesimo. Sì: obbediamo!
·        Ci toglie dalla balìa del potere che occupa e dirige le coscienze illudendole della loro autonomia,le quali credendo di essere libere, obbediscono invece a uomini.
·         L’obbedienza cristiana pesca nel mistero.
·        E invece, chi si dipinge come autonomo dalla coerenza con la fede, obbedisce a quella ridicola menzogna che ha come criterio di base la valutazione morale dell’altra persona. Una cosa atroce, disumana, priva di responsabilità nella condivisione (2).
Ma quale unità?...
Unità delle risposte.
Una unità fondata sulle esigenze, sulle domande, e non sulle risposte conosciute, scaturite dalla saggezza umana illuminata dall’obbedienza alla fede, non è un’unità che unisca.
Peggio, una unità fondata, ricercata, sulle incertezze e sulle indigenze, sulla necessità di far fronte a un potere avverso, per superare certe circostanze, una unità fondata sul riconoscimento di limiti che bisogna oltrepassare: ecco, costruisce il potere  antidemocratico, disumano.
Infatti lascia il posto all’appartenenza della gente a chi è più forte, a chi dalle circostanze  è fatto vincente; è evidente.
Questi infatti viene criticato mentre si fa strada rubando e massacrando, ma appena giunge al potere tutti lo onorano»(3).  
E’ la morte della democrazia.

E’ tempo di scelte. Scegli bene e nel modo giusto.
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(1)   cfr. Ivi, Intervista a A. M. Baggio, 1986, in Luigi Giussani, L’io, il potere, le opere, Marietti.
(2)   cfr. Ivi, Intervista a Renato Farina, Il Sabato, n. 17, 25 aprile 1992, pp. 14- 15.
(3)   cfr. Ivi, da una conferenza fatta alla fondazione Adenauer per i dirigenti del Movimento Cristiani Lavoratori, 1986,  “La crisi dell’esperienza cristiana come trionfo del potere”.

venerdì 28 aprile 2017

Messaggio. Mese di Maria. Fatima luogo della speranza.


Alla scuola di Maria
per salvare l'umanità

Cento anni fa', tre piccoli pastorelli, nell'impensabile logica di Dio, ricevono a Fatima da Maria Santissima, un messaggio cosmico di lotta e di salvezza che ha influenzato la spiritualità cristiana del secolo scorso e ancora oggi sorregge la speranza che possiamo e dobbiamo contribuire alla vittoria del Bene sul male: «Infine il Mio Cuore Immacolato trionferà».

Maria ci parla del suo Cuore Immacolato per farci capire che vuole con noi un rapporto interiore, che coinvolga la nostra vita nell'amore, come anche Lei si è totalmente donata a Dio.

Ci chiede di affidarci fiduciosamente a Lei nella preghiera, nella vita buona, nell'offrire le nostre fatiche e le nostre sofferenze per esserepartecipi del sacrificio di Cristo, che ancora oggi si offre. È l'attualizzazione della Morte e Risurrezione di Cristo che vuole raggiungere tutte e ciascuna delle sue creature, perchè comprendano il suo Amore e siano partecipi della Sua vita divina. Vuole che nessuno vada perduto.

Maria a Fatima si offre come alleata per ciascuno di noi nel liberarci dal male, ma ci chiede di prendere parte come protagonisti, a questa che è la lotta finale per l'umanità, cominciando dalla conversione del nostro cuore.

La lotta tra il Bene e il male è intrecciata con la storia e con la cultura delle nazioni del mondo intero. Si manifesta nella diffusione di ideologie materialiste, di dottrine che negano Dio, di comportamenti sociali gravemente peccaminosi, di una economia ingiusta che uccide le persone più deboli. Le conseguenze planetarie della negazione di Dio sono sotto i nostri occhi: genocidi, terrorismo, guerre, migrazioni, catastrofi sociali, distruzione delle famiglie. Quanti peccati che portano l'umanità all'odio, alla guerra, ad un vero inferno. Quante vittime innocenti dell'egoismo presuntuoso dell'uomo.

La Madonna invitandoci a pregare per scongiurare tutte queste catastrofi ci insegna che la preghiera può cambiare lo svolgersi dei fatti preannunciati, che il Bene è più forte del male, che la sorte di milioni di persone dipende dalla nostra partecipazione cordiale e fedele al progetto di Dio di cui lei è amabile e appassionata ambasciatrice.

Pregare per la conversione non solo personale, ma anche delle Nazioni. Un'intercessione corale di tutte le persone e le comunità cristiane. Il Papa deve chiamare a raccolta tutti i credenti; tutta la Chiesa deve pregare e lui deve consacrare al Cuore immacolato di Maria il mondo e in particolare proprio le nazioni che diffondono il male perchè si convertano.
È la forte richiesta di condividere e realizzare il grande progetto di Gesù: salvare ogni persona di tutti i popoli e di tutti i tempi.

San Giovanni Paolo II convinto che fu la mano della Madonna il 13 maggio 1981 a deviare la pallottola di Ali Ağca e a salvargli la vita, volle che il proiettile fosse incastonato nella corona della statua della Vergine a Fatima e nell'anno 2000 beatificò Giacinta e Francesco.
Papa Francesco il 13 maggio di quest'anno si recherà a Fatima per dichiararli Santi.




Accogliamo l'appello di Maria e affidiamoci al suo Cuore Immacolato:

Atto di affidamento a Maria 
suggerito da papa Francesco


Beata Maria Vergine di Fatima,
con rinnovata gratitudine per la tua presenza materna
uniamo la nostra voce a quella di tutte le generazioni
che ti dicono beata.

Celebriamo in te le grandi opere di Dio,
che mai si stanca di chinarsi con misericordia sull’umanità,
afflitta dal male e ferita dal peccato,
per guarirla e per salvarla.

Accogli con benevolenza di Madre
l’atto di affidamento che oggi facciamo con fiducia,

Siamo certi che ognuno di noi è prezioso ai tuoi occhi
e che nulla ti è estraneo di tutto ciò che abita nei nostri cuori.
Ci lasciamo raggiungere dal tuo dolcissimo sguardo
e riceviamo la consolante carezza del tuo sorriso.

Custodisci la nostra vita fra le tue braccia:
benedici e rafforza ogni desiderio di bene;
ravviva e alimenta la fede;
sostieni e illumina la speranza;
suscita e anima la carità;
guida tutti noi nel cammino della santità.

Insegnaci il tuo stesso amore di predilezione
per i piccoli e i poveri,
per gli esclusi e i sofferenti,
per i peccatori e gli smarriti di cuore:
raduna tutti sotto la tua protezione
e tutti consegna al tuo diletto Figlio, il Signore nostro Gesù.




( Cosi' ci scrive Don Ferdinando Colombo 
nella rivista del Sacro Cuore di Bologna: 
Vivere)