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con me il Monte del Signore.

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domenica 1 maggio 2022

Maggio (Lettera di Don Baldina Eugenio)

 PREPARIAMOCI!


INCOMINCIAMO

    IL MESE DI MAGGIO!



Perché il mese di maggio è dedicato alla Madonna?

ECCO UN PO’ DI STORIA


Ai tempi della Chiesa delle origini ci sono prove dell’esistenza di una grande festa in onore della Beata Vergine Maria che veniva celebrata il 15 maggio di ogni anno, ma solo nel XVIII secolo il mese di maggio è stato associato alla Vergine Maria.


Le prime pratiche devozionali, legate in qualche modo al mese di maggio risalgono  al XVI secolo.
In particolare a Roma san Filippo Neri,(1515-1595) insegnava ai suoi giovani a circondare di fiori l’immagine della Madre, a cantare le sue lodi, a offrire atti di mortificazione in suo onore.
Un altro balzo in avanti e siamo nel 1677, quando il noviziato di Fiesole, fondò una sorta di confraternita denominata "Comunella".
Riferisce la cronaca dell’archivio di San Domenico che «essendo giunte le feste di maggio e sentendo noi il giorno avanti molti secolari che incominciava a cantar meggio e fare festa alle creature da loro amate, stabilimmo di volerlo cantare anche noi alla Santissima Vergine Maria...».

Si cominciò con il Calendimaggio, cioè il primo giorno del mese, cui a breve si aggiunsero le domeniche e infine tutti gli altri giorni.
 Erano per lo più riti popolari semplici, nutriti di preghiera in cui si cantavano le litanie, e s’incoronavano di fiori le statue mariane.


Parallelamente si moltiplicavano le pubblicazioni.Secondo la Catholic Encyclopedia, «la devozione di maggio nella sua forma attuale ha avuto origine a Roma, dove padre Latomia del Collegio Romano della Compagnia di Gesù, per contrastare l’infedeltà e l’immoralità diffuse tra gli studenti, fece alla fine del XVIII secolo il voto di dedicare il mese di maggio a Maria.


 Da Roma la pratica si diffuse agli altri collegi gesuiti, e da lì a quasi ogni chiesa cattolica di rito latino».
Dedicare un mese intero a Maria non era una cosa nuova, e c’era una tradizione precedente di dedicare un periodo di trenta giorni alla Vergine, chiamata Tricesimum.


Il gesuita Annibale Dionisi pubblica nel 1725 “Il mese di Maria”

 L’indicazione di maggio come mese di Maria lo dobbiamo però a un padre gesuita: Annibale Dionisi. 
Nel 1725 Dionisi pubblica a Parma con lo pseudonimo di Mariano Partenio Il mese di Maria o sia il mese di maggio consacrato a Maria con l’esercizio di vari fiori di virtù proposti a’ veri devoti di lei.

Tra le novità del testo l’invito a vivere, a praticare la devozione mariana nei luoghi quotidiani, nell’ordinario, non necessariamente in chiesa «per santificare quel luogo e regolare le nostre azioni come fatte sotto gli occhi purissimi della Santissima Vergine».
In ogni caso lo schema da seguire, possiamo definirlo così, è semplice: preghiera (preferibilmente il Rosario) davanti all’immagine della Vergine, considerazione vale a dire meditazione sui misteri eterni, fioretto o ossequio, giaculatoria.


Per lo sviluppo della devozione mariana sono importanti anche le testimonianze dell’altro gesuita padre Alfonso Muzzarelli che nel 1785 pubblica Il mese di Maria o sia di Maggio e di don Giuseppe Peligni.

Presto si diffusero nel mese di maggio varie devozioni private a Maria, come viene ricordato nella Raccolta, una serie di preghiere pubblicata a metà del XIX secolo:
«È una devozione ben nota consacrare alla santissima Maria il mese di maggio, come mese più bello e pieno di fiori di tutto l’anno".

La devozione di Pio XII

Nel 1945 Pio XII ha avvalorato l’idea di maggio come mese mariano dopo aver stabilito la festa di Maria Regina il 31 maggio.

Dopo il Concilio Vaticano II questa festa è stata spostata al 22 agosto, mentre il 31 maggio si celebra la festa della Visitazione di Maria.


L’invito a non trascurare la recita del Rosario soprattutto nel mese di maggio viene da lontano.

Nell’Enciclica Ingruentium malorum del 1951, Pio XII scriveva:
«È soprattutto in seno alla famiglia che Noi desideriamo che la consuetudine del santo Rosario sia ovunque diffusa, religiosamente custodita e sempre più sviluppata.
 Invano, infatti, si cercherà di portare rimedio alle sorti vacillanti della vita civile, se la società domestica, principio e fondamento dell’umano consorzio, non sarà ricondotta alle norme dell’Evangelo.
Per ottenere un compito così arduo, Noi affermiamo che la recita del santo Rosario in famiglia è un mezzo quanto mai efficace».

Mense Maio, l’enciclica di Paolo VI del 1965
Anche il Magistero recepisce e incoraggia questa devozione nata dal popolo. Nell’enciclica Mense Maio datata 29 aprile 1965, Paolo VI indica maggio come «il mese in cui, nei templi e fra le pareti domestiche, più fervido e più affettuoso dal cuore dei cristiani sale a Maria l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione.
Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia».
Nessun fraintendimento però sul ruolo della Vergine nell’economia della salvezza, «giacché Maria – scrive ancora papa Montini – è pur sempre strada che conduce a Cristo.
Ogni incontro con lei non può non risolversi in un incontro con Cristo stesso».
Anche papa Montini attribuiva una straordinaria importanza al Rosario recitato in famiglia:


«Non v’è dubbio – scriveva – che la Corona della Beata Vergine Maria sia da ritenere come una delle più eccellenti ed efficaci ‘preghiere in comune’ che la famiglia cristiana è invitata a recitare.
Noi amiamo, infatti, pensare e vivamente auspichiamo che, quando l’incontro familiare diventa tempo di preghiera, il Rosario ne sia l’espressione più gradita». 

(Marialis Cultus 53).

       ALLORA:
BUON CAMMINO
PER TUTTO IL MESE DI
MAGGIO
CON E PER
MARIA!
Tuo Don Eugenio

domenica 9 giugno 2013

Abbiamo bisogno...

Abbiamo bisogno di una Madre



Abbiamo bisogno di una Madre.
Abbiamo bisogno di una Madre forte e fedele . E Maria lo fu fino alla Croce di Gesu'.
"E la Madre stava vicino alla Croce..."
Abbiamo bisogno di una Madre che si interessi di noi e sia dolce e prudente, provvida e saggia, attenta e sollecita, con profonda amorevolezza. E Maria lo fu a Cana, quando mancando il vino nella festa dello sposalizio degli amati coniugi novelli, chiese a Gesu' con semplicita' : "Non hano piu' vino..".
E non si scoraggio' di fronte alla nuova realta' a cui Gesu' la richiamava, quella realta' da lui gia' scelta a dodici anni quando il Padre Celeste Lo rivendico' come attore del suo Piano di salvezza. Per questoa Cana la sua espressione difficile a capirsi: "Donna che c'e' tra Te e me?...Ho un legame molto piu' profondo e nuovo a cui mi richiama il vino buono che tu mi  richiedi!...Non e' giunta la mia ora". Ma la Madre crescendo nella fede e purificandola, partecipa al nuovo modo di rapportarsi del suo Figlio ed entra in pieno nel piano della Salvezza del Padre dicendo: " Fate quello che vi dira'"!
Noi abbiamo bisogno di questa Madre cosi' grande nelle sue scelte e cosi' coraggiosa nelle sue richieste, ma nello stesso tempo cosi' saldamente partecipe del progetto divino per il Bene di tutti gli uomini.
Abbiamo bisogno di una Madre che interceda per noi presso Dio, ma abbiamo anche bisogno di una Madre che dialoghi con noi, con ciascuno di noi, come avviene nella recita meditata e partecipe del Santo Rosario, nelle tre Ave Maria della sera prima di coricarci...
Abbiamo bisogno di una Madre che ci scusi e supplichi per noi, alzando il suo grido di dolore  al Figlio per noi. Come avvenne dopo i tre giorni di ricerca di Gesu': " Figlio mio, perche' ci hai fatto questo...?" 
Una Madre che conservi nel suo cuore la risposta  da parte del Figlio al suo lamento, per spezzettarla e farla capire a noi...
Abbiamo bisogno di una Madre potente e forte come un esercito schierato a battaglia, cosi' come ce la descrive la Genesi quando dice: " Porro' inimicizia tra te e la donna, tra il seme tuo e il seme di Lei, esso ti schiaccera' il capo e tu cercherai di morderle il calcagno!".
E questa Madre si chiama Maria Ausiliatrice Aiuto dei Cristiani.

Abbiamo bisogno di una Madre.

domenica 16 dicembre 2012

Spigolando. Il Sacerdote educatore...-Orientamento Vocazionale

Il Sacerdote educatore.




Sacerdote e giovani.
(raccogliendo e spigolanddo da Don G. Quadrio SDB) 

1- Vogliamo vedere Gesu’
«Gli uomini che vi avvicinano o vi fuggono sono tutti indi-
stintamente affamati di bontà, di comprensione, di solidarietà, di amore:
muoiono del bisogno di Cristo, senza saperlo. A ciascuno di voi essi
volgono una preghiera disperata: Vogliamo vedere Gesu’.Non deludete
l'attesa della povera gente. Sappiate capire, sentire, cercare, compatire, scusare, amare. Non temete: tutti aspettano questo!...
Prima che con i dotti discorsi predicate il Vangelo con la bontà sempli
ce e accogliente, con l'amicizia serena, con l'interessamento cordiale, con
l'aiuto disinteressato, adottando il metodo dell'evangelizzazione "feria
le", capillare dell'uno per uno, a tu per tu. Entrate attraverso la finestra
dell'uomo per uscire attraverso la porta di Dio. Gettate il ponte dell'amicizia, per farci passare sopra la luce della grazia di Cristo».



Cinque consigli a un sacerdote novello.

1.      La Messa sia il sole della tua giornata. Sforzati di comprenderla,
gustarla, viverla. Non dimenticarti che la Messa meglio celebrata è quella
meglio preparata. Celebra ogni tua Messa come se fosse la prima, l'ultima,
l'unica della tua vita...
Trasforma la tua Messa in vita vissuta e tutta la tua vita in una Messa continua... Un sacerdote che ogni giorno santamente celebra la sua Mes­sa, non commetterà mai sciocchezze.

2.      Il santo Breviario è il miglior termometro del tuo fervore sacer-
dotale. Ordinariamente è il primo ad essere massacrato dal prete tiepido.
A costo di sudar sangue, non permettere che il tuo breviario diventi una
catena di distrazioni, di negligenze e di peccati. Amalo come lo scudo
avendolo ricevuto dalla Chiesa nel giorno del tuo sud-
diaconato
(a quei tempi, era ancora in vigore, ndr.).
Non considerarlo come una pesante catena, ma come anello nuziale che ti lega alla Chiesa, la tua Sposa.

Non recitare il tuo Breviario, senza aver prima pensato a quello che fai e a quello che sei per mezzo della preghiera ufficiale: sei nel cuore della Chiesa, sei la bocca del Corpo mistico.
Non accontentarti di "dire" il Breviario: devi "celebrarlo" in persona Cristi et Ecclesiae. Conserva a questa celebrazione il tono del dialogo e il senso del dramma, è l'opus Dei, non una semplice lettura o filastrocca magica... Varia opportunamente le intenzioni alle varie Ore. Sii certo che con il tuo Breviario puoi cambiare il mondo più che con le dotte tue conferenze o lezioni.

3.      La confessione regolare ed accurata salverà il tuo sacerdozio dalla superfi-cialità, dalle illusioni, dalla tiepidezza e dalla catastrofe. E’ lacri-
mevole constatare quanto noi sacerdoti siamo trascurati e negligenti nel
ricorrere a questo Sacramento.
Ricordati che, nei pericoli immancabili della tua vita sacerdotale, la salvezza sarà l'avere un uomo che sappia tutto di te, che con mano ferma possa guidarti e sostenerti con amore paterno. Guai a te se, per tua colpa, in quei momenti, dovessi confessare a te stesso: Hominem non habeo...

4.      Le anime siano la tua unica passione. Sei sacerdote per loro, non
per te stesso. Sii sempre, dovunque, con tutti veramente sacerdote: non solo nel
confessionale, ma anche sulla cattedra, in cortile, per strada. Abbi una coscienza vivissima e "senza eclissi" della tua dignità sacerdotale: non un testo o una parola che non siano intonati ad essa. Da' un'anima genuina­mente sacerdotale ad ogni tua occupazione, fosse anche la più profana. In te il sacerdote deve assorbire tutto il resto...
Sia tua delizia confessare specialmente i piccoli e gli adolescenti; i sa­cerdoti e i religiosi siano i "privilegiati clienti" del tuo confessionale: non farti mai attendere.

Incomincia al lunedì a "pensare" alla tua predica della successiva do­menica. Le tue prediche siano ricavate dalla tua meditazione personale, non
 dai "repertori predicabili". Predica il Vangelo, continuamente, con la vita, a tu per tu, con tutti.


5.         La carità sia l'anima e lo stile della tua vita sacerdotale. Sii buono
e gentile sempre e con tutti. Ognuno che ti avvicina veda in te il prolungamento vivente della
benignitas et humanitas del nostro Salvatore.
Sii “come lui". Considerati a servìzio e a disposizione dì tutti.





CONCLUSIONE

Ed ecco "il cappello" a tutto il discorso di orientamento vocazionale fatto
nei vari posters precedenti. Sono le parole di un sacerdote ad un adolescente di 14 anni.


"...prego perche' la tua giovinezza sia gioiosa e ardente. E' necessario avere un ideale che ci aiuti ad essere "Noi stessi"; e' nello sforzo della realizzazione che sta la nostra gioia. Ti sono vicino in questa ricerca, che fara' di te un "autentico" uomo.
Nella fede e nella donazione agli altri, nella razionale rinuncia al nostro egoismo, troveremo la serenita'...La scelta deve essere libera e cosciente, allora si andra' avanti bene, senza tentennamenti".( D. P. Penzo)
Un programma di vita.

venerdì 12 ottobre 2012

Anno della fede 11 ottobre 2012- 24 novembre 2013






11 ottobre

Inizia l'anno della Fede.

Vogliamo rivedere il Volto di Cristo nella Chiesa e nei fratelli. Rinnovare il nostro modo di credere ritornando alle sorgenti per portare anche agli altri l'acqua viva della fonte che abbiamo bevuto.



Prendiamo atto che - come disse il Santo Padre Benedetto XVI.mo  nel discorso di apertura- il Cristianesimo nella sua essenza consiste nella Fede in Dio e nell'incontro personale e comunitario con Cristo che orienta e accompagna la vita di ogni uomo e del mondo insieme.

Accostiamo con attenzione e obbedienza del cuore la Bibbia, 
riprendiamo in mano gli insegnamenti del Concilio Vaticano II 
e riandiamo al Catechismo della Chiesa cattolica 
per vivere con pienezza la nostra amicizia con Gesu' e la  testimonianza  della nostra  vita nuova in Lui.
Il Concilio infatti ricorda alla Chiesa che essa, in tutti i suoi componenti, ha la missione e il mandato di trasmettere la Parola di Dio che salva, affinche' essa sia ascoltata e vissuta come una autentica chiamata di Dio che contiene in se' la nostra felicita' eterna. 

E' cosi' che la Bibbia, il Catechismo della Chiesa Cattolica e le quattro Costituzioni conciliari divengono per i credenti la Bussola capace di orientare.

In particolare, quanto al Concilio Vaticano Secondo,

la Costituzione sulla Liturgia del Santo Concilio mostra che la Chiesa e' dall'inizio in atteggiamento di adorazione di Dio,  e che in essa vive l'efficacia  e la centralita' della presenza del mistero di  Gesu' Cristo.

La Lumen Gentium afferma che la Chiesa, quale Corpo di Cristo e Popolo in cammino nel tempo, ha come missione fondamentale quella di glorificare Dio.

La Costituzione sulla Rivelazione divina, la Dei Verbum, manifesta che la Parola di Dio raduna la Chiesa e la rende viva nel tempo del suo pellegrinare.

La Gaudium et spes, La Chiesa nel mondo contemporaneo, espone quale sia il modo con il quale la Chiesa porta al mondo la Luce che ha ricevuto da Dio perche' si realizzi la glorificazione di Dio.

Questo fa si' che il Concilio Vaticano secondo sia per noi un appello potente 
per riscoprire in ogni giorno la bellezza della nostra fede, 
per conoscerla in modo approfondito 
e per realizzare un rapporto piu' intenso con Dio, vivendo cosi' fino al termine della nostra vita la nostra Vocazione o chiamata divina in Cristo.


L'incontro con Gesu' in questo periodo ci riportera' cosi' ad essere quelli di cui parla Gesu' nel Vangelo:
" Chi beve dell'acqua che io gli daro' diverra' in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna"
 ( Gv. 4, 14). 



lunedì 2 gennaio 2012

C'e' Qualcuno in linea?...

- Vorrei parlare a Tu per tu con Dio...
- Ecco, ne hai la possibilita'
La via piu' immediata per entrare in relazione con Dio , sentirne la Parola e parlare con Lui ti e' a portata di mano. E' infatti in virtu' del carattere storico e ralazionale della fede cristiana che il racconto delle storie di Dio e con Dio non solo Te lo fanno conoscere, ma ti consentono di colloquiare con Lui.
Ecco, tu che vuoi parlare con Lui hai alla portata di mano un telefono chiaro e nitido, semplice e sempre disponibile, senza interferenze e accessibilissimo...la Sacra Scrittura ed, in essa, in particolare, i Salmi.
Anche i piu' ...terribili, sono pieni di gioia per un incontro con Chi non tace, ti parla, ti esorta, ti chiama, ti stringe a se', ti rimprovera e ti perdona, ti abbatte per risollevarti nell'amore tenerissino di una mamma...!
Puoi parlare con Dio ed Egli ti risponde, talora ne piglia l'iniziativa.
Puoi!...








La Srittura ci sostiene indicandoci un legame vitale con Dio da non negare ne' perdere, la relazione di Figli di Dio Padre, che ci parla e ci rende figli in Gesu'.
.


Figlioli, chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.
Quanto a voi, quello che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi quello che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna.
Questo vi ho scritto riguardo a coloro che cercano di ingannarvi. E quanto a voi, l’unzione che avete ricevuto da lui rimane in voi e non avete bisogno che qualcuno vi istruisca. Ma, come la sua unzione vi insegna ogni cosa ed è veritiera e non mentisce, così voi rimanete in lui come essa vi ha istruito.
E ora, figlioli, rimanete in lui, perché possiamo avere fiducia quando egli si manifesterà e non veniamo da lui svergognati alla sua venuta.(1Gv 2,22-28)
  
"Vivendo intensamente l’Amore reciproco, ognuno potrà annunciare che Dio gli è apparso, che Dio non è un’idea, qualcosa da intuire, ma che gli si è mostrato nel grembo dell’anima con l’evidenza e la tenerezza di un bambino."

giovedì 2 dicembre 2010

Gioia e fede

Parole di fede
Un mio caro amico – che si chiama Gian Piero ... è stato ricevuto dal Papa e gli ha fatto pervenire questo messaggio: «Ho voglia di vivere, sono entusiasta e curioso, amo la natura e il mondo in cui ho la fortuna e il privilegio di esistere. Sono consapevole che la mia fortuna è frutto della volontà del Signore e ringrazio infinite volte per quanto mi viene concesso».
Gian Piero è una persona felice. Eppure Gian Piero è da più di dieci anni un uomo completamente paralizzato, muto, cieco, mezzo sordo e attaccato ventiquattro ore su ventiquattro a un respiratore artificiale. È anche un po’ storpio.
( da Totus Tuus)