dituttounpoco

Benvenuto a salire
con me il Monte del Signore.

giovedì 2 luglio 2020

Uscire da noi

Il mese di luglio ci apre al dono di Gesù 
sulla Croce e nell'Eucaristia e 
ci insegna a fare della vita un dono

Ci aiutano le  parole di


Madre Teresa di Calcutta

Mandami qualcuno da amare

Signore, quando ho fame, dammi qualcuno che ha bisogno di cibo,
quando ho un dispiacere, offrimi qualcuno da consolare;
quando la mia croce diventa pesante, fammi condividere la croce di un altro;
quando non ho tempo, dammi qualcuno che io possa aiutare per qualche momento;
quando sono umiliato, fa che io abbia qualcuno da lodare;
quando sono scoraggiato, mandami qualcuno da incoraggiare;
quando ho bisogno di comprensione, dammi qualcuno che ha bisogno della mia;
quando ho bisogno che ci si occupi di me, mandami qualcuno di cui occuparmi;
quando penso solo a me stesso, attira la mia attenzione su un’altra persona.
Rendici degni, Signore, di servire i nostri fratelli
che in tutto il mondo vivono e muoiono poveri ammalati ed affamati.
Dà loro oggi, usando le nostre mani, il loro pane quotidiano,
e dà loro, per mezzo del nostro amore comprensivo, pace e gioia.



lunedì 15 giugno 2020

Etiopia vicina



african news



Il solito ma sempre caloroso messaggio mensile di un nostro caro  amico.

  Giugno 2020

Don Filippo Perin ci scrive:

   

Carissimi amici, come state?
Spero bene. Qui finalmente sono iniziate le piogge, il fiume Baro di
Gambella, che poi va sul Nilo e che raccoglie tutte le acque di una
zona molto grande dell’Etiopia, è già bello pieno. 

Anche qui a Lare tutto e’ già verde con l’arrivo delle piogge.

Tutta l’Etiopia e’ un po’ in ansia con l’aumentare dei casi di corona
virus, ad oggi siamo a 3.345, quasi 200 al giorno soprattutto nella
capitale e 57 deceduti. Gli uffici pubblici e le scuole sono chiuse,
ma il resto della vita continua, almeno qui a Lare.
Nella nostra regione solo un caso accertato fin’ora, un nuer che
venire dal sud Sudan, passato per il confine di Lare e arrivato a
Gambella, dopo alcuni giorni di quarantena e’ stato trovato positivo.
Speriamo tutti che questo sia il picco di contagi e che da questo
periodo in poi possano scendere.

In questi mesi abbiamo sempre continuato a celebrare 
la santa Messa a Lare, il sindaco ha dato il permesso di continuare non solo a noi ma anche alle altre chiese protestanti e ortodosse, tenendo le distanze, senza scambio della pace, lavando bene le mani all’inizio della Messa...


Battesimi


 
Ieri abbiamo avuto la visita di don Aristide, direttore dei salesiani
a Gambella e incaricato per le cresime nel nostro vicariato, una bella
celebrazione con 3 cresime, 11 comunioni e 18 battesimi, dalle 9.00
alle 12.30, davvero lo Spirito Santo e’ sceso abbondante, per qualche
momento non siamo riusciti a tenere le distanze per la gioia e la
felicita’, ma poi tutto e’ andato bene.

In questo mese le attività della parrocchia sono diminuite, abbiamo
continuato la visita alle famiglie, soprattutto quelle che ci
chiedevano, per una preghiera per il figlio ammalato, per mostrarmi
qualche difficoltà concreta, per condividere qualche ora del
pomeriggio....
Il coro si trova con meno frequenza il sabato per preparare la Messa della domenica, così anche le donne e i bambini,
 

una bimba del luogo


un po’ dovuto alla situazione attuale, molto al fatto che ora tutti
hanno piantato nei vari orti e campi il granoturco e bisogna seguirlo,
togliere l’erba, guardarlo dagli animali... tutti sono presi nel
coltivare.

In tutte le attività che facciamo, cerchiamo di stare sempre attenti
alle relazioni, ad entrare bene in contatto con le altre persone e
quando si riesce si scopre un altro mondo, un altro modo di ragionare,
di sentire, di vedere la realtà, di provare sentimenti e relazioni,
un'altra cultura appunto.


All’inizio sembra che ci sia una forte differenza e che la nostra
cultura sia migliore in tutto, ma più si sta insieme, ci si frequenta
e ci si conosce la differenza cambia e diventa diversità, cioè si
scoprono valori di vita che noi abbiamo o dimenticato o messo da parte oppure viviamo solo in superficie e che loro vivono quotidianamente, quali l’accoglienza, il rispetto, la famiglia, il valore della fede, il sacrificio, il valore della vita, dei figli e molti altri.. e anche
viceversa naturalmente.

Poi anche i poveri hanno la tentazione di essere egoisti, non sempre è
facile uscire dal proprio guscio, si può correre il rischio di
abituarsi a pensare solo a se stessi, dovuto alla estrema povertà in
cui vivono, alla mancanza di educazione dalla scuola alla famiglia, al
padre quasi mai presente, dare qualche cosa gratis, anche solo di
tempo, per qualcuno che non è della propria famiglia o del proprio
clan, può essere molto difficile.
E’ una bella sfida soprattutto a livello cristiano in cui cerchiamo di
creare gruppo, unità all’interno della Chiesa, solidarietà, aiuto
reciproco tra i vari gruppi.






Per questo vi chiedo una bella preghiera, noi da qui continuamo a
ricordarvi per superare la difficile situazione dovuta al virus, anche
noi cominciamo a farne esperienza.
Intanto un saluto e a presto.


Abba Filippo



Gli tenderai la tua mano?....

sabato 16 maggio 2020

Tempo di Missioni. Etiopia



african news:
Don Filippo Perin   


Carissimi amici, come state?
Spero bene, seguo sempre le notizie dall’Italia e sembrano sempre più
positive per quanto riguarda il codiv-19. Forza! per superare questo
momento.

Qui in Etiopia i casi ad oggi sono 272, quasi tutti nella capitale e
di persone arrivate da fuori, 110 sono già guarite e nessuno e’ in
terapia intensiva. Il governo ha chiuso da metà marzo le scuole e gli
uffici pubblici, bisogna tenere le distanze, salutarsi senza toccarsi,
in ogni posto in cui uno entra deve prima lavarsi le mani, niente
riunioni religiose, ne per i cristiani ne per i musulmani, anche se
noi nel nostro villaggio di Lare, abbiamo un permesso straordinario
del nostro sindaco e celebriamo la Messa all’aperto domenica, tutti
ben sparpagliati.

Speriamo che tutto questo possa fermare il diffondersi del virus,
penso aiuti che l’età media della popolazione in Etiopia e’ di 17
anni, quasi tutti giovani e pochi vecchi, mentre in Italia e’ di 44
anni, il clima più caldo, la costituzione abituata a superare sempre
tante difficoltà...
Intanto ci sentiamo uniti, tutta la nostra comunità ha un ricordo
nella preghiera giornaliero e soprattutto la domenica per chi nel
mondo sta passando serie difficoltà a causa del virus.

Qui sono arrivate le piogge che hanno portato un bel fresco, siamo
scesi a 30° durante il giorno, solo le zanzare adesso danno un po’
fastidio, il fango per le strade e qualche “insettone” non ben
identificato. E’ tornato a farsi vedere il nostro varano, un
lucertolone lungo quasi un metro che gira nel nostro terreno e un
piccolo scorpione trovato in casa.


Abbiamo celebrato la Pasqua in modo ridotto, senza poter fare le
celebrazioni alla sera, ma solo di giorno e soprattutto il giorno di
Pasqua e’ stato speciale. Tanti ragazzi e giovani e tante mamme, i
battesimi li abbiamo posticipati più avanti. Abbiamo iniziato verso le
9.00 del mattino per concludere verso le 12.00, tra canti, danze,
discorsi e tanto entusiasmo.  Ecco il messaggio di Pasqua: gli
apostoli sono scappati al vedere la croce, ma poi ritornano e
predicano il Vangelo e danno la vita per Gesù, cosa è successo tra la
croce e questo entusiasmo che è venuto dopo? Hanno visto Gesù vivo,
risorto, presente tra loro. Ecco l’augurio di Pasqua, vedere Gesù vivo
nella propria vita, nella famiglia, nella Chiesa e allora tutto
cambia, tutto si rinnova.



La gente in questo periodo sta pulendo dalle erbacce i piccoli terreni
che hanno e tra poco pianteranno il granoturco, zappando prima il
terreno. E’ un momento di lavoro comunitario, tutta la famiglia
partecipa e ci si aiuta anche tra le varie famiglie. Le mucche, gli
animali preferiti dai Nuer, tornato dal fiume e stanno vicino alle
loro capanne qui a Lare. Gli alberi si risvegliano e tutto diventa
verde per la pioggia.





L’aiuto di tanti amici ha portato alle famiglie del nostro villaggio
un regalo speciale, dell’utilissimo materiale per cucinare e mangiare,
piatti, bicchieri, posate, una caraffa, una bella pentola, un capiente
contenitore per l’acqua potabile da tenere nella capanna. Non potendo
radunare la gente, i ragazzi del nostro coro hanno distribuito tutto
il materiale portandolo nelle varie famiglie. E’ stato un bel regalo di
Pasqua.


Infine la settimana scorsa abbiamo inaugurato un nuovo pozzo a mano
per l’acqua. E’ stato fatto a circa 20 km da Lare, dove inizia una
grande radura che poi dopo qualche km porta al fiume Baro. I villaggi
sparsi attorno potranno usufruire finalmente di acqua potabile, prima
si servivano di quella del fiume. Stiamo ultimando la base di cemento
per rialzarla, ma la pompa già eroga della buona e abbondante acqua.

Abbiamo poi avuto la visita delle due dottoresse di Abobo, Maria e
Teresa e naturalmente una mattinata intera l’hanno passata a visitare
tutti la nostra gente, e che non avevamo detto niente, chi per una
cosa chi per un’altra; erano venute equipaggiate di medicine e alla
fine la domenica gli abbiamo detto un grande grazie per quello che
hanno fatto.


Quanti incontri stiamo facendo ogni giorno con la gente, chi per
cercare qualche soluzione per la capanna, porta, tetto, chi non ha la
casa e vive in affitto e vorrebbe una capanna tutta sua, chi cerca
lavoro, chi non ha niente da mangiare, vedova con dei figli, chi e’
ammalato e vorrebbe delle medicine, o almeno dei soldi per andare alla
clinica, qualche volta ci portano qualche malato grave che vuole
andare all’ospedale di Gambella ma non ha i soldi per pagare
l’autoambulanza e allora li mettiamo noi, chi per risolvere qualche
litigio con il vicino, chi vuole comprare le mucche per sposarsi ma
non ha i soldi, chi vuole solo parlare.... Facciamo sempre quello che
possiamo, in fondo siamo qui per condividere sia le gioie che le
difficoltà di questa gente, cercando di aiutarsi insieme.

Vi mando un saluto e un GRAZIE DI CUORE per tutto il vostro sostegno,
anch’io vi ricordo con affetto e con una preghiera da Lare, Etiopia.

Abba Filippo

venerdì 1 maggio 2020

Maggio. Mese di Maria che ci conduce a Gesù


Iniziamo il mese Mariano sotto il Patrocinio di San Giuseppe lavoratore. Noi dobbiamo infatti compiere un cammino di giorno in giorno con Maria lavorando a migliorare la nostra amicizia con Gesù. In questo umile e generoso lavoro abbiamo bisogno dell'aiuto dello Sposo di Maria, Giuseppe il lavoratore.





Dalla Basilica del Sacro Cuore di Bologna ci giunge un raggio di luce nelle parole e nelle preghiere riportate da Don Ferdinando Colombo. 



Mese di maggio, mese di Maria, mese di Maria Ausiliatrice
la cui festa è il 24 maggio.

Per tutti coloro che sono legati a don Bosco, il titolo più bello con cui rivolgersi a Maria è quello di Ausiliatrice.

Il piccolo Giovannino Bosco aveva imparato l'amore a Maria alla scuola della sua mamma, Margherita Occhiena.
Diventato sacerdote nel 1841, le preferenze di don Bosco si portano sulla devozione all'Immacolata Concezione.
L'opera dell'oratorio ha il suo primo timido inizio l'8 dicembre 1841, festa dell'Immacolata Concezione, quando don Bosco si incontra con Bartolomeo Garelli, e dopo la Messa inizia ad insegnargli il catechismo, ma inizia con la recita dell’Ave Maria, che sarà posta a fondamento della sua opera seguente..


La Madonna entrò ancora più profondamente nella vita di don Bosco, nel 1856, quando mamma Margherita se ne andò in cielo. Il posto di questa mamma nella vita di don Bosco non era stato  piccolo e per il vuoto che don Bosco sentiva si rivolse alla Vergine con questa
preghiera:
«Ora, io e i miei figli siamo senza mamma sulla terra.
È necessario che voi prendiate il posto vuoto.
Una mamma è indispensabile in una grande famiglia.
Chi lo potrà fare all'infuori di voi?
Tutti i miei ragazzi ve li affido.
Vegliate sulla loro vita e sulla loro anima, ora e sempre».
Questo era il punto vertice di una educazione di amore e fiducia in Maria, che don Bosco aveva ricevuto dalla sua mamma, fin da ragazzo.




L'Immacolata si trasforma nell'Ausiliatrice in seguito a un sogno del maggio 1862 che don Bosco raccontò ai suoi ragazzi.
Aveva visto i nemici di Dio ingaggiare una lotta contro la Chiesa e il papa, sotto forma di una gigantesca battaglia navale. La nave della Chiesa però viaggiava sicura fra le tempeste e i proiettili scagliati dalle navi nemiche, e riusciva a trovare salvezza presso due colonne, che si alzavano miracolosamente dal mare. La prima colonna era sormontata da una grande ostia, la seconda da una statua dell'Immacolata,  con la scritta:
Auxilium christianorum- Aiuto dei Cristiani

Il sogno delle «due colonne» illuminava don Bosco sulla missione che l'Immacolata avrebbe compiuto a favore della Chiesa, quale aiuto del popolo cristiano, in tempi che avrebbero conosciuto le lotte alla religione cattolica e al papato. In seguito a tutto questo, don Bosco insisterà sulla devozione a Maria Ausiliatrice, in cui onore inizia e completa, negli anni 1865-1870, la costruzione del santuario a Valdocco.

Negli ultimi vent'anni della sua vita egli amerà questo titolo di Maria in modo speciale, e lo vorrà invocato dai suoi come segno del suo attaccamento alla Chiesa romana e al papa e come mezzo di salvezza in un tempo in cui si voleva rubare la fede al cuore della gente.
L'apostolato e la devozione di don Bosco verso Maria Ausiliatrice fecero sì che presto si incominciasse a parlare dell'Ausiliatrice, come della Madonna di don Bosco.

Ora tocca a noi fare in modo che in casa nostra si respiri la devozione alla Madonna, come una essenziale componente della vita cristiana. Maria doveva essere la guida di tutti noi.




Affidamento della famiglia a Maria Ausiliatrice

Santissima Vergine Maria,
da Dio costituita Ausiliatrice dei cristiani,
noi ti eleggiamo Signora e Padrona di questa casa.
Degnati, Ti supplichiamo, di mostrare in essa il Tuo potente aiuto.
Preservala dai terremoti, dai ladri, dai cattivi, dalle incursioni, dalla guerra,

e da tutte le altre calamità.
Benedici, proteggi, difendi, custodisci come cosa tua
le persone che ora ci vivono e vivranno in essa:
preservale da tutte le disgrazie e gli infortuni,

ma soprattutto concedi loro l'importantissima grazia di evitare il peccato.
Maria, Aiuto dei Cristiani, intercedi per quanti abitano in questa casa

che a Te si è consacrata per sempre. Così sia!

Don Ferdinando Colombo