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con me il Monte del Signore.

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lunedì 19 dicembre 2022

Natale capovolto

 


Meditiamo sulle Persone di Maria e San Giuseppe

 nel mistero del Natale che si avvicina. 

Ne approfondiremo  la bellezza e la Grazia che lo avvolge.


Questo facciamo, servendoci di alcune riflessioni di 

Padre Caffarel, fondatore dell' Equipe Notre-Dame.

 



Gesù è nato, 

Maria e Giuseppe contemplano il Bambino...


La scelta

Giuseppe e Maria, guardando il bambino addormentato, capiscono che l’ordine delle cose è capovolto. L’ordine delle cose è quando i genitori desiderano il bambino e decidono della sua venuta. Ma lui ha scelto suo padre e sua madre.

 


La Grazia

Da tempo immemorabile, il Padre dei cieli ha pensato a questo bambino, è per lui che i mondi sono stati creati, è per lui che i profeti hanno parlato; è per lui che loro stessi sono stati richiamati alla verginità e al matrimonio. Sono entrambi bagnati da una grande luce e il loro atto di grazia è senza limiti.

 


La riconoscenza

Essere scelto da Dio, esiste un sentimento, una certezza che possa portare più felicità e che renda la preghiera più adorante? Essere stato scelto dal loro figlio, esiste una gioia più meravigliosa per i genitori? Mentre negli altri uomini il bambino deve essere riconoscente ai propri genitori per la vita che ha ricevuto, in questo caso sono Maria e Giuseppe che ringraziano il bambino e Dio suo Padre. […]




La Paternità 

Per di più, questo bambino che viene da altrove, è loro affidato…Gesù…riceve dai suoi genitori la scienza degli uomini, la protezione durante la sua infanzia e la gioventù, l’educazione che lo renderà l’uomo di un tempo, di un contesto, di una razza, di una religione. Per Giuseppe e Maria, Dio si priva per così dire di tutti i suoi diritti sul bambino. Si fida di loro. Lui che li ha creati, ispirati, diretti, santificati per questo minuto e per questa missione, delega loro la sua paternità.

 

 

 


 

Padre Caffarel, fondatore delle Equipe Notre-Dame

 

Tradotto dal francese. Fonte: Des équipes Notre-Dame à la Maison de prière [Delle Equipe Notre-Dame alla Casa di preghiera], Parole et silence (pagine 62 e 63). Da Un minuto con Maria.


BUON NATALE  

e Felice anno uovo nel Signore Gesù! 

martedì 2 agosto 2022

Maria Santissima nel mese di Agosto

 Questo mese ci ricorda la Dormizione di Maria, 

come chiamano gli Ortodossi l'Assunzione di Maria 

al Cielo in anima e corpo.


E' dunque opportuno gustare la bella lettera di Don F.  Colombo che ci scrive dal Santuario del Sacro Cuore di Bologna.

Egli scrive così:


Agosto

Papa Francesco ha aggiunto questa invocazione alle Litanie:
Maria Madre della Misericordia.

 
Se Maria è la Madre della Misericordia,
vuol dire che suo Figlio, vero Dio, è la Misericordia Incarnata.
E se il Figlio, Misericordia Incarnata, è nel seno del Padre 
ed è il Verbo di Dio,





vuol dire che Dio è la Misericordia in sé stessa.
E poiché Maria è la Madre di Dio,
è ben giusto che venga invocata con questo bel titolo
di Madre della Misericordia.
 
Assunta al Cielo in anima e corpo, Regina degli Angeli
e dei Santi,

Maria ha avuto una parte fondamentale nella vita
di Gesù con i suoi "Sì".

L'ha accolto nel mistero dell’Incarnazione,
pronta ad affrontare ogni cosa.
L'ha donato nell’ora della sua rivelazione pubblica
aprendo il tempo a Cana.
L'ha donato sulla Croce a Dio, consapevole che questo
era il suo posto nell’Unica Volontà Divina.
Ha offerto e sofferto col Figlio, ne ha condiviso i dolori
e lo strazio, ma anche la gioia della Risurrezione

Affidiamoci alla SS. Madre di Dio
Madre della Misericordia.

Dobbiamo affidarci alla Madre della Misericordia
per obbedire fiduciosa- mente, non ad un proprio
sentimento o ad una devozioncina, ma alle stesse
parole del Figlio di Dio che 
ce la donò come Madre
nel momento massimo del suo dono sulla Croce:
dono visibile della Misericordia infinita.

Maria viene inviata dal Signore a prepararci
all’incontro con Lui.

Dio l’ha resa Madre di tutti gli uomini.


 




A Lei ha dato il compito di seguirci, ammonirci,
confortarci. E Lei lo assolve con cuore di Madre
 per noi e con la dolce autorità di Madre di Dio,
presso il Figlio Il Suo ruolo di Madre e di
potente intercessore aiuta i fedeli e indirizza sempre a Dio.

Ogni parola della Vergine è in funzione di Cristo,
di Dio, della Trinità.
Il suo ruolo è quello di accompagnarci a Cristo,
da cui ha ricevuto tutto, ma non di sostituirsi a Lui.
È Cristo l’Unico Mediatore, l’Unico Redentore.

Sotto il suo manto materno, tutta la Chiesa,
procede sicura verso Cristo.


Il Papa e i Vescovi, uniti nel suo Cuore Immacolato,
senza timore, ci conducono ai piedi del Santo Altare,
che è Cristo stesso, dal cui Cuore trafitto sgorga,
come un giorno nel deserto dalla roccia, la Vera Acqua 
che disseta il nostro mondo assetato di Verità,
per la vita Eterna.


E anch'essa, sia pur Regina del cielo,
quando è con noi ai piedi dell'Altare,
quale nostra Madre e sorella, depone la corona
per adorare suo Figlio e a Lui ci affida per ottenere
a noi la Grazia di essere aiutati contro il Maligno.







  Maria, Madre nostra,
ci affidiamo alla Tua protezione.


 
      Dai tuoi occhi le tue lacrime partecipano al nostro dolore,
        ma il tuo viso sereno ci invita alla fiducia
        che Dio, Trinità Misericordia Infinita,
        nel dono perenne del Figlio, il Signore nostro Gesù,
        non ci lascia mai soli
        e nell' Amore dello Spirito Santo
        ci avvolge nel suo abbraccio di Padre.
        Amen! 

 
          Don Ferdinando Colombo


E noi ci affidiamo a Lei, 

nostra Madre tenerissima e forte.






domenica 20 febbraio 2022

Perdono

 

 

 


Il Perdono dei peccati.

In che cosa consiste?...

E il nostro perdonare

 

 Che cosa intendiamo quando professiamo con il Simbolo

apostolico:"Credo la remissione dei peccati"?

 

Se vogliamo dire che Dio, nella sua misericordia e in virtù

dell’espiazione di Gesù, condona i nostri peccati, in modo che

possiamo riconciliarci e rientrare in un rapporto di Alleanza con

Lui, non c’e alcuna sostanziale differenza rispetto alla fede anti-

cotestamentaria.

Anche gli Israeliti credevano che, in virtù delsacrificio di Isacco,

Dio era pronto a perdonare chiunque since-

ramente pentito tornasse a Lui.Se crediamo che Dio,

in virtù dei meriti di Cristo, ci giustifica in un modo soltanto “forense”,

considerandoci giusti ai suoi occhi, ma lasciandoci di fatto nei

nostri peccati, questo non risolve in radice il nostro dramma e,

alla fine, fa di Cristo - per usare le parole di Paolo - un "ministro

del peccato" (Galati 2,17). E se anche ritenessimo che Dio mise-

ricordioso, con la remissione dei peccati, ci metta nuovamente in

condizione di osservare fedelmente la sua Legge, in modo da

poter rneritare alla fine la giustificazione in virtù delle nostre

opere (cfr Galati 2,16), in che cosa questa nostra giustizia oltre-

passerebbe quella pur ammirevole degli scribi e dei farisei?

 (cfr Matteo 5,20).

In realtà, quanto Dio ha compiuto in Cristo nella "pienezza

dei tempi", e cioè  "la redenzione per mezzo del suo sangue, la

remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia» (cfr

Efesini 1,7-10), è molto di più:

Egli non soltanto ha ristabilito la situazione originaria,

cioè quella prima del peccato, ma, in coloro

che hanno accolto il dono dello Spirito di Cristo, ha operato

una "nuova creazione".

Il dono dello Spirito Santo

Proviamo a vedere, infatti, che cosa è successo non appena

Io Spirito Santo è sceso il giorno di Pentecoste (cfr. Atti 2). Pietro,

rigenerato dal perdono di Gesù (cfr. Giovanni 21,15-19), diventa

un uomo nuovo, capace di annunziare con gioia e potenza

il Crocifisso Risorto. I Giudei, che alla sua predicazione si sentono

crocifiggere il cuore e si fanno battezzare nel nome di Gesù per

la remissione dei peccati, ricevono il dono dello Spirito Santo ed

entrano nella nuova comunità dei salvati.

 I discepoli, profondamente uniti nell'ascolto della Parola e nella lode di Dio, nella fra-

zione del pane e nella condivisione dei beni, nella letizia e nella

semplicità di cuore, appaiono a tutti come la comunità escatologica

in cui si vivono i beni messianici della riconciliazione fraterna e della pace.

Come dice Paolo, „in Cristo” ognuno è diventato „una nuova creazione” (2Corinti 5,17).

„Egli, infatti, è la nostra pace…. (Efesini 2,14-18):

in lui è stata abbattuta ogni inimicizia per formare un solo corpo

ed è stato creato l’uomo nuovo, cioè un uomo che ha riconciliato tutte le

sue relazioni, che sa guardare Dio negli occhi, chiamandolo

Padre nostro e che, come san Francesco, si riconosce fratello di

ogni creatura.

E così, crescendo tutti insieme verso Cristo (cfr. Efesini 5,11-16),

lo Spirito Santo ci edifica in santuario di Dio, „a lode della sua gloria”

(Efesini 1,612.14).

 

Ecco, dunque, a cosa “serve” la remissione dei peccati, ecco

quali possono essere gli effetti di una semplice confessione,

magari fatta per poter ricevere la comunione a Natale o a

Pasqua!

 Se veramente con fede ritorniamo al Signore e ci apriamo

al dono di Dio, non solo Lui ci riconcilia a sé, facendoci sperimentare

tutta la dolcezza del suo perdono, come alla donna di

Luca 7,56-50, ma ancor di più effonde su di noi lo Spirito Santo,

trasformandoci in uomini nuovi, semi di riconciliazione e di pace

per la guarigione del mondo.

(cfr. Eclesia Mater, anno LVII, aprile 2019, pp. 25-26).

 

Allora capisco: il suo perdono è una nuova generazione…

Allora capisco che il coomando “Amatevi come io vi ho amato” e

 “amate i vostri nemici, porgi l’altra guancia”… è possibile!...e io potrò amare come Dio!..

.Già ora lo posso!...

Ci sarà dato un giorno il cuore stesso di Dio.

Ogni volta che noi chiediamo al Signore: «Donaci un cuore nuovo»,

noi stiamo invocando di poter avere un giorno il cuore di Dio,

di conformarci agli stessi sentimenti del cuore di Dio.

È straordinario, verrà il giorno in cui il nostro cuore che ha fatto tanta fatica a

imparare l’amore, sarà il cuore di Dio

e allora saremo capaci di un amore che rimane in eterno, che sarà la nostra anima,

per sempre, e l’anima del mondo. (AA…)

«Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano» (Lc 6,27).

E’ l’amore gratuito e immeritato che riceviamo da Gesù 

a generare nel cuore un modo di fare simile al suo, che rifiuta ogni vendetta.

…E’ possibile che una persona giunga ad amare i propri nemici?

Se dipendesse solo da noi, sarebbe impossibile.

Ma ricordiamoci che, quando il Signore chiede qualcosa, vuole donarla.

Che cosa Dio è contento di donarci? La forza di amare, 

che non è una cosa, ma è lo Spirito Santo. La forza di amare è lo Spirito Santo, 

e con lo Spirito di Gesù possiamo rispondere al male con il bene, possiamo 

amare chi ci fa del male.

E poi pregare per chi ci ha fatto del male (cfr Lc 6,28).

Noi, quando ci hanno fatto qualcosa di male, andiamo subito 

a raccontare agli altri e ci sentiamo vittime. Fermiamoci, 

e preghiamo il Signore per quella persona, che l’aiuti, 

e così viene meno questo sentimento di rancore. 

Pregare per chi ci ha trattato male è la prima cosa 

per trasformare il male in bene. La preghiera. Così fanno i cristiani.

La Vergine Maria ci aiuti a essere operatori di pace 

verso tutti, soprattutto verso chi ci è ostile e non ci piace ( Papa Francesco).




domenica 26 settembre 2021

Accoglienza e vigilanza

 

Come se la cosa fosse diversa,

 ma in realtà non lo è…

 

Giudicare gli altri perché non sono dei nostri in modo negativo quando fanno cose di valore e buone, non è cristiano perché dice Gesù:

“Non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi” (8Mc 9,39).

 









 



Il pastore.

Un signore passava vicino ad un gregge. Incontrando lì il pastore del gregge gli chiese:

-       -  Quante sono le pecore?

-        - Quali?- chiese il pastore- Quelle bianche o quelle nere?

-         -Quelle bianche.

-        - Sono 50.

-         -E quelle nere?

-        - Lo stesso- rispose il pastore.

-        - E quanti chilometri fanno al giorno…?

-       *  Quali?- chiese il pastore- Quelle bianche o quelle nere?

-        - Quelle bianche.

-         3 kilometri!

-         -E quelle nere?

-         Lo stesso – rispose il pastore.

-        - Mi dica ancora: quanta erba mangiano ogni giorno? – chiese il viandante.

-         -Quali?- chiese il pastore - Quelle bianche o quelle nere?

-         -Quelle bianche.

-         -2 chili.

-         -E quelle nere?

-         -Lo stesso- rispose il pastore.

-        - E quanti litri di latte fanno al giorno…?

-         -Quali?- chiese il pastore- Quelle bianche o quelle nere?

-         -Quelle bianche.

-         -2 litri a testa.

-         -E quelle nere ?...

-         -Lo stesso- rispose il pastore.

-         -E sono tutte vostre le pecore?

-         Quali?- chiese il pastore- Quelle bianche o quelle nere?

-         -Quelle bianche.

-         -Le bianche sono mie

-         -E quelle nere?

-         -Anche quelle sono mie.

-         -…Ma scusi, perché fa distinzione tra loro?

-        - Perché le une sono bianche e le altre sono nere.

 

Noi tante volte giudichiamo le opere buone degli altri come se la cosa compiuta fosse diversa di valore, ma in realtà non lo è… E questo lo facciamo solo perché non sono dei nostri! Ma sbagliamo. Pensiamo di avere “l’esclusiva su Gesù” e di essere gli unici autorizzati a lavorare per il Regno di Dio. E così finiamo per sentirci i prediletti e considerano gli altri come estranei, fino a diventare ostili nei loro confronti. …” Ogni chiusura, infatti, fa tenere a distanza chi non la pensa come noi, anche se fa del bene, ma questo – lo sappiamo – è la radice di tanti mali della storia: dell’assolutismo che spesso ha generato dittature e di tante violenze nei confronti di chi è diverso” (Papa Francesco, Angelus 26 settembre 2021).

 


Gesù ci esorta a non ostacolare chi si adopera nel bene, anche se diverso, perché concorre a realizzare il progetto di Dio (cfr Mc 9,38-41).

 

 

 

martedì 1 giugno 2021

Sacro Cuore di Gesù- giugno 2021

 

Sacro Cuore di Gesù

 


 Giugno

Dal Santuario del Sacro Cuore di Bologna.

Riceviamo la lettera mensile di Don Ferdinando Colombo. 

Egli ci scrive e ci dona  questa riflessione.

 

 

Quando il colpo di lancia squarcia il costato di Cristo dal suo Cuore scaturiscono acqua e sangue.

 

E’ l'acqua della vita, l'acqua del Battesimo, che con la forza dello Spirito Santo ci rende figli suoi;

 

E’il sangue versato per amore, il sangue dell'Eucaristia che ci nutre e ci raccoglie in Comunità.

 

Così si esprime San Giovanni Paolo II:

«Dal Cuore del Figlio di Dio, morto sulla croce, è scaturita la fonte perenne della vita che dona speranza ad ogni uomo. Dal Cuore di Cristo crocifisso nasce la nuova umanità, redenta dal peccato. L'uomo del Duemila ha bisogno del Cuore di Cristo per riconoscere che Dio è amore e per conoscere di essere amato; ne ha bisogno per costruire la civiltà dell'amore».

Se teniamo fisso lo sguardo sul Cuore di Gesù possiamo affrontare tutta la vita, ma soprattutto le inevitabili prove dolorose in comunione d'amore con Lui, come ci ha insegnato San Paolo: “completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1,24).

 

Per questo la devozione al Sacro Cuore consiste:

• nell'accogliere e vivere questi doni che sgorgano dal Suo cuore: la vita nuova nel Sacramento della Riconciliazione e la comunione d'amore nel sangue dell'Eucaristia;

• nel fare nostri i sentimenti che hanno portato Gesù a donare la sua vita per noi, nutrendoci ogni giorno di Parola di Dio per trasformare il nostro cuore e renderlo misericordioso;

• nell'offrire tutte le azioni della giornata, le gioie e i dolori, in unione spirituale con l'offerta di Gesù al Padre, che si rinnova in ogni Eucaristia;

• nell'unirci in preghiera con Maria, che ritta ai piedi della Croce intercede per tutti gli uomini che le sono stati affidati come figli.

 

Il vero obiettivo della devozione al Sacro Cuore

è di trasformare il nostro modo di vivere e di amare, per divenire

• persone che si impegnano a far conoscere e testimoniare la Misericordia con cui il Signore Gesù ha dato nuovo slancio alla loro vita.

 

• persone che scelgono di vivere come Gesù e, in comunione con lui, intercedere per la conversione di chi compie il male, pregare per chi non prega, e riparare i danni del peccato;

 

Così il Cuore di Cristo non è più solo un simbolo, ma diventa sorgente della vita della Comunità cristiana e fa comprendere anche alle persone che non credono che il cristianesimo è la religione dell'amore fraterno, della solidarietà, del perdono, della Misericordia.

 

«La Misericordia – ha affermato Papa Francesco – costituisce l’architrave che sorregge la vita della Chiesa: la prima verità della Chiesa, infatti, è l’amore di Cristo».

 

Gesù, Amore misericordioso, io confido in Te.

 

        Don Ferdinando Colombo




domenica 14 marzo 2021

San Giuseppe

 



Con cuore di padre:così San Giuseppe ha amato Gesù»

Con queste parole inizia il meraviglioso documento che papa Francesco ha scritto per dare vita ad un anno dedicato a san Giuseppe che durerà fino all'8 dicembre 2021.


La situazione di pandemia in cui stiamo vivendo, offre al Papa l'occasione per evidenziare una particolare caratteristica di san Giuseppe che "ha avuto cura di Maria e del Bambino". 


Il tema di "aver curagli uni degli altri, e san Giuseppe ne è uno splendido esempio.

Abbiamo compreso l'importanza delle persone comuniquelle che, lontane dalla ribalta, ma che esercitano ogni giorno pazienza e infondono speranza, seminando corresponsabilità. 

Proprio come san Giuseppe, 

"l'uomo che passa inosservato, l'uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta",

 oggi «le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni. Non compaiono nei titoli dei giornali e delle riviste né nelle grandi passerelle dell’ultimo show ma, senza dubbio, stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermiere e infermieri, ... 

e tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo

A san Giuseppe, silenzioso e meraviglioso santo, Dio Padre ha affidato la cura e la responsabilità di Gesù e di Maria, come dice più volte il vangelo di Matteo: 


«Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto.

- Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nella terra d'Israele. 

-  Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d'Israele».


Gesù e Maria sua Madre sono il tesoro più prezioso della nostra fede.


Oggi dobbiamo domandarci se noi, come san Giuseppe, stiamo proteggendo e amando  con tutte le nostre forze Gesù e Maria. 

Imploriamo la sua intercessione e imitiamo il suo amore, il suo coraggio, la sua tenerezza e il suo slancio verso Gesù e Maria.


Siamo in piena Quaresima e forzati a rimanere in casa dalla situazione di pandemia. Trasformiamola in una opportunità per meditare la Parola del Signore e per pregare

"La rete delle persone che pregano le une per le altre" è viva tra di noi.


Ecco la preghiera a San Giuseppe proposta da papa Francesco 



nella Basilica del Sacro Cuore a Roma


Salve, custode del Redentore,

 

e sposo della Vergine Maria. 
A te Dio affidò il suo Figlio;  
in te Maria ripose la sua fiducia; 
con te Cristo diventò uomo.


O Beato Giuseppe, mostrati padre anche per noi, e guidaci nel cammino della vita.
Ottienici grazia, misericordia e coraggio, 
e difendici da ogni male. Amen.


                                ( scritto da Don Ferdinando Colombo)