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Benvenuto a salire
con me il Monte del Signore.

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lunedì 13 febbraio 2023

In cammino con Don Bosco

 


La Famiglia Salesiana.


Il movimento di gruppi e persone suscitato da Don Bosco 

costituisce la Famiglia salesiana.

Tale movimento sembra abbia una profonda vitalità che non gli consente di scomparire nelle pieghe del tempo e della storia.

Tale movimento infatti non può morire, dovrebbero infatti scomparire i giovani.Il Cielo l'ha voluto per essi, come appare dal sogno dei 9 anni fatto da Don Bosco.

Se nel 1887 Don Bosco piangerà a Roma celebrando la Santa Messa al Sacro Cuore  di Gesù è perché Lui, Don Bosco sente ancora la voce di Maria, udita allora: 

" A suo tempo tutto comprenderai!".

Don Bosco capiva allora, durante la celebrazione, quale fosse il filo conduttore della sua opera e la vastità del progetto divino che si serviva della sua persona. 

Il comando di Gesù Risorto, comando mmissionario di andare in tutto il mondo ad annunciare il Vangelo (Mc. 16,15), fa parte di questo Movimento ricco di luce e di calore, che si diffonde nel mondo. 

Un Movimento che nasce da un cuore di Pastore e Padre che ama: si alimenta da una scoperta sorprendente: "Dio ci ama fino alla gelosia;ci ama fino a porsi tra le nostre braccia; non è lontano da me e lo trovo nel mio prossimo".

Don Bosco condotto da Maria per volere di Gesù, conduce avanti questo Movimento della Famiglia Salesiana nel mondo attraverso varie opere e attività dei suoi figli. Ai giovani che amano sognare e sanno amare, stende la sua mano come a Don Rua bambino e propone:

"Vuoi condividere con me questa opera di salvezza per il mondo per i giovani?..."





Mișcarea grupurilor și a oamenilor inspirate de Don Bosco

constituie Familia Saleziană. Această mișcare pare să aibă o vitalitate profundă care nu-i permite să dispară în faldurile timpului și ale istoriei. De fapt, această mișcare nu poate muri, tinerii ar trebui să dispară și Cerul a vrut-o pentru ei, așa cum reiese din visul de 9 ani făcut de Don Bosco. Dacă în 1887 Don Bosco a plâns la Roma celebrând Sfânta Liturghie în biserica a Sfintei Inimii ale lui Iisus este pentru că El, Don Bosco chiar și acum mai aude glasul Mariei, care spunea atunci: ”Cu timpul vei înțelege totul!”. Don Bosco a înțeles chiar atunci, în timpul rugăciunii, voce acea, care a fost laitmotivul lucrării sale și înțelegea vastitatea planului divin care s-a folosit de el. Porunca lui Isus Înviat, porunca misionară de a merge în toată lumea pentru a vesti Evanghelia (Mc 16,15), face parte din această Mișcare, bogată  de lumină și căldură, și care se va răspândi în întreaga lume. Este o Mișcare care se naște din inima Bunului Păstor și Tatălui iubitor: ea se hrănește printr-o descoperire surprinzătoare: „Dumnezeu ne iubește până la gelozie; ne iubește până la așezarea în brațele noastre; nu este departe de noi  și îl găsesc chiar în aproapele nostru”. 

Don Bosco condus de Maria din porunca lui Isus, duce mai departe această Mișcare a Familiei Saleziane în lume prin diverse lucrări și activități ale urmașii săi. Tinerilor care iubesc de a viza și  care știu de a iubi, Don Bosco acum îi întinde mâna sa a lui Don Rua în copilărie și propune lor:

 „Ați dori să împărtășiți cu mine această muncă de a salva lumea, de a salva pe tinerii?...”


giovedì 15 settembre 2022

Scuola elementare all'Oratorio Don Bosco di Bacau

 Si è inaugurata l'istituzione 

della Scuola elementare cattolica

al Don Bosco di Bacau-Romania 

il 5 settembre 2022


Un dono di Maria Ausiliatrice alla Romania.

Grazie a tanti collaboratori 

e l'approvazione dello Stato romeno.



https://youtu.be/LtzKN1nufBU

domenica 6 febbraio 2022

Frasi di Don Bosco- Dizionario di D. Bosco.

 TERMINA QUI  IL DIZIONARIO DI DON BOSCO 

CON LE ULTIME FRASI REGISTRATE 

DALLE MEMORIE  BIOGRAFICHE.


R

Ricchezza.

 Le ricchezze sono spine per acquistarle, per conservarle, per possederle.

 

Ricchi.

 Non solo i ricchi fanno del bene a noi dando l’elemosina, ma noi pure facciamo del bene ai ricchi dando loro occasione di fare elemosina.

 

Sacramenti.

Due sono le ali per volare in cielo: la confessione e la comunione.

 

Salvezza.

Miei cari figli, abbiamo un’anima sola; salvata questa, è salvato tutto.

 

Sanità.

Per conservare la sanità e vivere lungamente e necessario:

l) coscienza serena, cioè coricarsi la sera tranquilli, senza

timori per l’eternità;

2) mensa frugale;

3) vita attiva;

4) buone compagnie, ossia fuga dei viziosi.

 

Scandalo.

Colui che con parole, discorsi, azioni desse scandalo,

non è un amico è un assassino dell’anima.

 

Scienza.

Ricordatevi che scienza senza coscienza non e che rovina dell’anima.

 

Scrittore.

Per scrivere senza errori bisogna avere tra le mani sempre un vocabolario di pregio.

Il mio studio nel predicare e nello scrivere fu sempre unicamente rivolto a farmi intendere da tutti, sia nell’esposizione come nell’uso dei vocaboli più semplici e conosciuti.

 

Sistema preventivo.

Il mio sistema educativo? Semplicissimo:

lasciare ai giovani piena liberà di fare le cose che loro maggiormente aggradano.

Il punto sta di scoprire in essi i germi delle loro buone disposizioni e procurare di svilupparli. E poiché ognuno fa con piacere soltanto quello che sa di poter fare,

io mi regolo con questo principio, e i miei allievi lavorano tutti non

solo con impegno, ma con amore.

Studenti.

La virtù che in particolar modo va inculcata agli studenti e l’umiltà.

Uno studente superbo e uno stupido ignorante.

 

Superfluo.

La Provvidenza ci mancherà quel giorno in cui si

sciuperanno danari in cose superflue o non necessarie.

 

Tempo.

Un’ora guadagnata al mattino è un tesoro per la sera.

Un solo minuto di tempo è prezioso tesoro; vale un infinito,

vale quanto Dio stesso.

 

Tribolazioni.

Dio ci vuole in cielo, ma per mezzo delle tribolazioni.

 

Umiltà.

Chi è umile e amorevole sarà sempre amato da tutti:

da Dio e dagli uomini.

 

Visite in chiesa.

Volete che il Signore vi faccia molte grazie?

Visitatelo sovente. Volete che ve ne faccia poche? Visitatelo di

rado. Volete che il demonio vi assalti? Visitate di rado Gesù in

Sacramento. Volete che fugga da voi? Visitate sovente Gesù.

Volete vincere il demonio? Rifugiatevi sovente ai piedi di Gesù.

Volete essere vinti? Lasciate di visitare Gesù. Miei cari! La visita

al Sacramento e un mezzo troppo necessario per vincere il demonio.

Andate adunque sovente a visitare Gesù, e il demonio

non la vincereà contro di voi.

 

Vita.

La nostra vita è troppo breve. Bisogna fare in fretta quel

poco che si può, prima che la morte ci sorprenda.

Questo mondo è come una scena di teatro: passa in un momento.

 

Vocazione.

Il più gran dono che Dio possa fare a una famiglia

è quello di una vocazione al sacerdozio.

 

 

Sac. Don Bosco

 


in esse si rivela la sapienza della sua mamma che lo seguù con grande dedizione di sé

lunedì 31 gennaio 2022

Don Bosco (Lettera di Don F. Colombo)



 


Ricordiamo San Giovanni Bosco
Il 31 gennaio, per tutta la grande famiglia salesiana è festa per l'entrata in Paradiso di don Bosco.
Nato nel 2015, muore nel 1888, ma in realtà è sempre più vivo nel cuore di milioni persone che fanno parte della grande Famiglia Salesiana. Vi trasmetto tre aspetti  fondamentali della sua vita.
 
1. L'uomo e l'ambiente socio-politico
Molto povero materialmente, ma molto dotato intellettualmente e fisicamente, aveva memoria prodigiosa, abilità nella musica, nel canto, nello scrivere, nelle attività da saltimbanco, da prestigiatore, nella forza fisica, un vero atleta e un genio.
Lo guidava un obiettivo "politico" chiaro: educare cristianamente la coscienza e la mente dei giovani, liberandoli da vincoli e schiavitù per renderli «Onesti cittadini, perchè buoni cristiani». 
Per i giovani era un padre e un amico e per i collaboratori era un vero trascinatore.
 
2. Il Sacerdote
Elemento unificante della sua vita è la visione di fede che abbraccia e potenzia ogni aspetto della vita terrena: Dio è Padre buono che ha bisogno la nostra collaborazione per far arrivare il suo amore a ciascuna persona. Maria è la Mamma, l'Ausiliatrice che ci accompagna sempre.
Sapeva rendere spirituali tutte le sue attività: pregare e giocare; confessione, comunione e teatro; canto, banda, gioia.
Ma soprattutto proponeva a se stesso e ai giovani un livello alto di vita cristiana: la SANTITÀ
 
3. L'Educatore
Ha cominciato dagli ultimi: giovani carcerati, ragazzini lavoratori, ragazzi di strada... ma aperto a tutti i giovani con l'oratorio per l'allegria e la scuola seria per formare uomini.
Scrive e pubblica centinaia di libri e inventa un metodo educativo basato sullo stile familiare di fiducia nel futuro di ogni ragazzo (Sistema Preventivo).
Fonda una Congregazione, perchè crede al lavoro di squadrai Salesiani
Inventa le "Scuole di Formazione al lavoro"  per preparare i giovani a guadagnarsi il pane.
Fonda un'altra congregazione per le ragazze: le Figlie di Maria Ausiliatrice
Ma coinvolge anche le famiglie, i laici, dando vita ai salesiani Cooperatori.
Era solito dire ai giovani: «vi voglio felici oggi, felici domani, felici sempre»
 
In che cosa è consistita la sua Santità?
La sua santità si è espressa nel fare suo il progetto di Dio sui giovani e spendendo fiduciosamente tutta la vita per realizzarlo.
  

Preghiamo
 
Padre e Maestro della gioventù,
San Giovanni Bosco che tanto hai lavorato per la salvezza dei giovani,
sii nostra guida nel cercare il bene dell’anima nostra e del prossimo.
Insegnaci a combattere il peccato e a vivere secondo il Vangelo il nostro impegno quotidiano, 
perché tutti ci possano riconoscere come cristiani.
Insegnaci ad amare Gesù nell’Eucaristia e Maria Ausiliatrice.
Insegnaci la fedeltà alla Chiesa e al Papa.
Chiedi a Dio per noi, al termine della vita, il dono di una buona morte,
per venire con Te in Paradiso. Amen.





 

 
        Don Ferdinando Colombo

lunedì 24 gennaio 2022

Don Bosco și Sf. Francisc de Sales....

 

Don Bosco și Sf. Francisc de Sales

…pentru ce „Salezieni?”

sdbSergio

 


Ne vom chema Salezieni!

În timpul unei novene pregătitoare la sărbătoarea Sfântului Francisc de Sales ( ianuarie 1854), un tânăr grup de băieți din Oratoriul al Lui Don Bosco își va lua numele de SALEZIENI, așa cum ni-o destăinuie chiar Don Rua in memoriile sale. El scrie:

,,În seara de 26 ianuarie 1854, ne-am reunit in camera lui Don Bosco. Afara de Don Bosco mai erau prezenți Cagliero, Rochetti, Artiglia si Rua. Ni s-a propus  de către Don Bosco să începem, cu ajutorul Domnului, o perioada de deprindere practică a dragostei fața de aproapele. La sfârșitul acestei perioade ne-am fi putut lega printr-o promisiune, ce mai târziu putea sa se preschimbe in vot. Începând din acea seara a fost dat numele de SALEZIENI tuturor acelora care se vor dedica acestui gen de apostolat.” (Așa scria Michele Rua, viitor salezian și primul succesor al Lui Don Bosco în Congregația Salezienilor, și acum declarat de Biserica Catolică Fericit.)

Citirea aceasta ne împinge la întrebarea:

- De ce grupul acela se va chema „Salezieni?”…Nu era mai bine ca s-ar fi chemat cu numele de Don Bosco?

Foarte multe motive erau cauza de aceasta alegere...

Prima dintre toate este aceasta: Don Bosco si-l luase pe Sfântul Francisc de Sales drept patron si ocrotitor. Don Bosco, când a fost consacrat preot a făcut aceasta propunere:

„Iubirea plină de caritate și duioșie ale Lui Francisc de Sales vor fi pentru mine ghidul, care mă va conduce spre dragostea dumnezeiască în fiecare moment al vieții mele”!  iubirea însuflețise fiecare acțiune a Lui Francisc în întreaga viață sa…Don Bosco atunci până de la începutul vieții sale de preot a vrut să alege pe Sfântul Francisc de Sales ca protectorul și modelul său din cauza spiritului său de blândețe, de veselie senină, de răbdare generoasă și promptă ; a vrut să alege pe Sfântul Francisc de Sales pentru neasemuita dragoste pe care Francisc de Sales arăta către Dumnezeu și către sufletele ale aproapelui,

Mai mult!nu era, oare, Francisc de Sales ideal de bunătate cuceritoare așa încât a fost numit „cuceritor de suflete”?...

Și Don Bosco care a ales renumit sloganul: „Doamne, dă mie suflete

și ia - ți celelalte lucruri”, (Don Bosco) nu a fost și el numit cuceritor de suflete pentru Dumnezeu?...

Sfântul Francisc de Sales spunea ca Dumnezeu îi făcuse o inima plină de iubire către oamenii. Și Don Bosco a avut de la Dumnezeu o inimă  plină de dragoste spre tinerii, așa încât putea să spună tinerilor: „Ajunge să fiți tineri, ca eu vă iubesc mult!”. Papa Ioan Paul al doilea îi dăduse Lui Don Bosco titlul de „Tată al tinerilor”.

rte mulți copii, când au devenit mari, spuneau: „Mă iubea mult!”

Atunci, pentru că și fiii ai Lui Don Bosco să trăiască în aceasta lumină, în acest nivel de bunătate nu putea fi mai sugestiv decât să le dea drept călăuza, model si patron, pe Sfântul Francisc de Sales, adică să-i prezinte pe urmași săi în viața de societate ca Salezieni, următori de Francisc de Sales, cei care trăiesc spiritul său: „Salezieni!”.

Din aceasta denumire urmează niște consecințe, care devin pentru fiecare Salezian datorii. Francisc de Sales folosea des fraza aceasta: „Faceți tot din iubire, nimic din sila”.

Don Bosco adăuga:„Încearcă de a fi iubit”!

Fiecare Salezian încearcă de  pune tot ceea ce face sub aceasta regla: a face tot din iubire nu pentru că este constrâns,... și va fi iubit!

Ecoul de aceste cuvinte ale lui Don Bosco, prin urmași săi, trebuie să sosească acum la noi și în toată lumea unde trăiesc Salezieni!...

Înflorând acolo unde Dumnezeu ne a trimis, este atunci sarcina noastră de Salezieni, aici prezenți intre voi, de arata vouă aceeași iubirea care îndemna pe lumea din timpul Sfântului Francisc de Sales să se rostească aceasta exclamare: „Francisc ne iubește ca Isus!”

Dacă Iubirea este măsura de fiecare opera, recunoscându-ne slabi așa încât ușor greșim, facem din rugăciunea tăria noastră pentru a iubi fără măsură.

Francisc era un conducător spiritual priceput, un duhovnic istet și profund; Don Bosco a ajuns la fel punând în practică comanda Lui Isus care într-o viziune îi zicea, la vârsta de nouă ani: „Ionuț, dacă a deveni formator de tineri” îți pare un lucru imposibil, fă ca aceasta să devină posibil prin supunerea și prin priceperea pe care o vei dobândi; și îți voi da o Îndrumătoare sub povețele căruia vei deveni înțelept: Maria, Mama mea!”. De aceea toți Salezienii au ales pe Maica Domnului ca Mama, Învățătoarea și Ajutătoarea; și pentru a se supune la ea, toți Salezienii se roagă la Fecioara Maria chemând-o cu titlul de Maria Ajutorul Creștinilor.

Don Bosco, înluminat de exemplu de Francisc de Sales, spunea tinerilor: „Vreau să fiți fericiți în aceasta lume şi în aceea viitoare”.

Don Bosco, un Tată, care la pat de moarte a spus tinerilor:

„Vă aştept pe toţi în Paradis!”

De la Francisc de Sales și de la Don Bosco cu toți să învățăm ca oamenii se realizează si ameliorează cu adevărat când sunt iubiți

Si Don Bosco ne a numit Salezieni pentru ca acest nume să anunțe ca aceea care va câștiga viitorul este: fraternitatea, caritatea, iubirea și drăgostea creștină.

 

Testimonianza della veridicità di queste parole:

Una lettera:

(Ispettore INE 24 gennaio 2022)

 

 

Pensando a tanti ragazzi mi son chiesto: “Se i loro occhi parlassero, cosa mi direbbero?”. 

Poimi son detto: “Gli occhi dei ragazzi che incontro mi parlano. Non esiste condizionale. Parlano eccome. Il condizionale è nei miei occhi, nel mio sguardo, nel mio cuore. E se fossi io incapace di ascoltare? E se fossi io incapace di comprendere e di accogliere?”.

 

 L’ho chiesto ad una assistente sociale nata nei nostri ambienti e che lavora ogni giorno con situazioni di bambini e ragazzi che sono una bestemmia contro l’umanità.

Le ho chiesto: “Gli occhi dei bambini e dei ragazzi che incontri cosa ti dicono?”

Gli occhi dei ragazzi gridano di ‘esserci’: di esserci loro e di esserci noi.

I loro cuori vedono e sperimentano il vuoto.

Vuoto di affetti, di presenze vere, di accoglienza, di amore incondizionato.

Provo a scrivere dando voce ai loro sguardi...:


Accoglimi, così come sono. Non ti spaventare delle mie voragini, dei burroni che mi pervadono. Stai con me sul ciglio della fossa. Guardiamo assieme la voragine, mano nella mano. Non avere fretta di riempire quel vuoto, 

sarà molto più importante per me se tu mi aiuti e sostieni a comprenderlo, ad accettarlo, perché in fondo èparte di me e lo sarà per sempre. 

Non tentare di modificarmi dicendomi che sono sbagliato, che non mi comporto bene. Ricordati che quello che sono oggi è il frutto dell’amore mancato nella mia esistenza, è frutto di persone che non mi hanno stimato, è frutto di persone che non mi hanno accompagnato, di persone che non mi hanno accettato.

Non svilirmi. Ci ho già pensato io. Qualcosa di buono e bello in me ci sarà e l’avrò conquistato da solo. Forse è poco ma è tutto quello che ho. Aiutami a rafforzarlo, aiutami a credere che posso essere molto di più. Non sostituirti a me, ma nella dura verità e realtà facciamo coincidere i nostri sguardi per scrutare assieme la via dell’amore, la via di una vita piena. 

Inizialmente farò fatica a fidarmi di te perché l’unica esperienza che ho con l’adulto è l’abbandono; ti metterò alla prova per comprendere fin dove resisterai se realmente sei disposto a sopportare tutto per me e supportare tutto di me. Ricordati che le tue parole ed i tuoi gesti saranno la misura con cui verificherò il tuo starmi accanto. Non mi raccontare belle favole, non mi promettere nulla che tu non sia sicuro di riuscire a donarmi. Non sono veniale. Il mio cuore ha sete di relazioni vere, di uomini veri, 

di persone che ammettono di nonessere onnipotenti, 

di persone che stanno in silenzio perché non trovano le parole, 

di persone che chiedono scusa per il poco che sono. 

Non mi promettere che ci sarai per sempre, perché sia io che te sappiamo che non sarà così. Cerca però di far sì che il tuo segno nella mia esistenza rimanga per sempre. 

Che io ti ricordi, fra un po’ di anni, 

come quella persona che mi ha voluto bene e, grazie a questo, mi ha insegnato a voler gratuitamente bene. 

Fa’ che tiricordi perché mi hai insegnato a costruire un ponte che attraversa le mie voragini. Non ti dimenticare: insegnami a fare fatica. Non costruire tu il mio futuro, ma aiutami a saper affrontare la vita nelle sue avversità, delusioni, solitudini. Prima o poi sarò di nuovo solo di fronte a tutto questo e ti ringrazierò per avermi insegnato a lottare e

non per avermi tenuto al riparo dietro il tuo scudo.

In fondo io e te siamo uguali: viviamo cercando l’amore”.




sabato 15 gennaio 2022

Don Bosco- Dizionario( continua) / lettera G

 "Gioia e dolore hanno un confine  incerto."( De Andrè).


Don Bosco ci lascia dei pensieri  sotto forma di Dizionario.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       

                     

G

 

Galateo.

Nella buona creanza c’è il germoglio di molte virtù.

Persino i cavadenti devono usare buone maniere.


Generosità.

Dio non si lascia vincere in generosità.

 

Genitori.

La prima virtù di un giovane è l’obbedienza al padre

e alla madre.

Colui che perde il rispetto al padre e alla madre si attira sul

capo la maledizione di Dio.

 

Giochi.

 La più bella passeggiata e il più bel giuoco che mi

piacerebbe è condurre diecimila giovani in Paradiso.

 

Gloria di Dio.

Tutto per il Signore e per la sua gloria.

In tutto quello che fai pensa se hai di mira la gloria di Dio.

 

Gola.

Le intemperanze accorciano la vita ai golosi.

Chi non sa frenar la gola, non è uomo, e la golosità è madre

di mille vizi.

 

Gratitudine.

Gli ingrati noi Ii compiangiamo, perché sono in-

felici.

 

Grazia di Dio.

Il tesoro più grande è la grazia di Dio.

 

 

I

 

Impressioni.

Le prime impressioni, nel cuore dei giovani sono

quelle dell’educazione.

 

Incostanti.

H0 sempre veduto che gli incostanti, che facilmente

variano risoluzioni senza gravi motivi, fanno cattiva riuscita in tutto.

 

Inferno.

Una delle magagne della pedagogia moderna è quella

di non volere che nell’educazione si parli delle massime eterne e

soprattutto della morte e dell’inferno.

 

Innocenti.

L’innocenza è come un giglio tra le spine che Dio

coglie nel suo giardino per porlo come ornamento sopra il suo

cuore.

 

Invidia.

Bando all’invidia; il bene di uno dev’essere il bene di tutti.

 

Ipocrisia.

Il professarsi  cristiano e poi non operare da cristiano è ipocrisia.

 

Ira.

La salvaguardia più sicura contro l’ira è il tardare a sfogarla.

 

 

L                     


 

 

Lavoro.

Il lavoro è l’arma potente contro i nemici dell’anima.

Lavora per il Signore: il Paradiso paga tutto.

Miei cari giovani, non vi raccomando penitenza e disciplina, ma

lavoro, lavoro, lavoro.

 

Letture.

Aborrite le cattive letture più che la peste.

Se sapeste qual tristo seme siano le cattive letture nel cuore

della gioventù!

 

Libri.

Ogni veleno è meno fatale alla gioventù dei libri cattivi.

Un libro cattivo è una peste che arnmorba molti giovani.

 

 

 

 

M

 

 

Male.

Il male dei mali è il peccato.

 

Malinconia.

La ricreazione sia sollievo della mente che dissipi ogni malinconia.

Maria Santissima.

Basta che un ragazzo entri in una casa salesiana, perché la Vergine lo prenda subito sotto la sua protezione speciale.

In ogni pericolo invocate Maria e vi assicuro che sarete esauditi.

 

Mercede.

l nostro premio è in Cielo e solo a quello dobbiamo tendere con tutte le nostre forze.

Il mondo è ingannatore, solo Dio è buon pagatore.

 

Modestia.

Ozio e modestia non possono vivere insieme. Perciò, evitando l’ozio vincerai

anche le tentazioni contro la modestia.

 

Mormorazione.

Le mormorazioni raffreddano i cuori.

La peste peggiore è la mormorazione.

 

Morte.

Pensate ogni sera: se doveste rnorire questa notte, quale sarebbe la vostra sorte?

In punto di morte si raccoglie quello che abbiamo seminato nel corso

della nostra vita.

Bisogna operare come se non si dovesse morire mai e vivere come se si dovesse morire ogni giorno.

In punto di morte quello che darà contentezza, sarà il bene fatto, e tutte le altre cose non daranno che angustie.

In fine della vita si raccoglie il frutto delle buone opere.

 

Mortificazione.

Chi non vuol patire con Cristo in terra, non potrà godere con Cristo in cielo.

 

Musica.

La musica dei ragazzi non si ascolta con le orecchie, ma col cuore.

 

 

 

N

 

 

Nemici.

I tre nemici dell’uomo sono: la morte (che lo sor-

prende), il tempo (che gli sfugge), il demonio (che gli tende i

suoi lacci).                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        ***************************

martedì 8 giugno 2021

Beato Martire Sandor Ștefan

 


nato a Szolnok Ungheria il 26 ottobre 1914
battezzato                         il 29 ottobre 1914
morto (martirizzato)         il   8 giugno 1953
Beatificato                        il 19 ottobre 2013 

·        Il Rettor Maggiore dei Salesiani.

 

il Rettor maggiore Don Anghel Fernandez Artime in un suo messaggio alla Famiglia salesiana parlava del Beato Sandor:  è bello leggerne le affermazioni così significative:

„Per i giovani che stanno ora portando avanti un cammino di crescita vocazionale verso la vita salesiana e vivendo le prime fasi della formazione iniziale, la testimonianza del salesiano Martire, il Coadiutore Beato Stefano Sandor, è motivo di grande incoraggiamento nel proseguire con generosità e fiducia la strada della fede. Stefano ha considerato così prezioso il dono della chiamata a seguire il Signore e servire i giovani come don Bosco che, anche quando avrebbe potuto facilmente mettersi in salvo, han preferito rimanere fedele a prezzo della sua stessa vita. È il paradosso del vangelo:

 “Chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà” (Mt 14,25).

Vocazione è molto di più che una scelta lavorativa o una carriera. Vale molto di più. Vale la vita, e val la pena di dedicarvi il meglio di noi stessi fidandoci senza riserve di Colui che ci chiama e ci manda,”

come ha fatto il Beato Stefano Sandor.                                                                                                                                          

         ·        Il Cardinal Angelo Amato nel giorno della beatificazione.

 

Riguardo al Beato Stefano Sandor SDB, così si esprimeva il Cardinale Angelo Amato prefetto della Congregazione delle cause dei Santi, pure lui salesiano: “Il Beato Martire Stefano lascia a noi, Confratelli Salesiani, un triplice messaggio.

Prima di tutto un annuncio di fedeltà totale, fino alla fine, alla vocazione ricevuta dal Signore;

poi un messaggio di dedizione generosa alla missione di educare i giovani in linea con lo spirito evangelico;

in terzo luogo, un incentivo forte a essere testimoni di bontà e di fede in Gesù, seguendo con speranza e amore la sua Parola”.

Il Beato Stefano Sandor, lottando contro una cultura che spesso ha distrutto nelle giovani generazioni i valori della vita, della carità, dell’ardore entusiasta, del perdono e della fratellanza, ci affida un insegnamento profetico: quello dell’importanza della formazione dei giovani. 

Così si espresse il Cardinale Amato.                                                                        

·      

               Una speranza.

 

In me è vivo un desiderio: la conoscenza dei valori e degli ideali vissuti dal Beato Stefano Sandor divengano la sorgente, da cui scaturisca una vita più buona, più generosa per chi lo verrà a conoscere. Una vita che dica con se stessa:

 - Vieni, Signore Gesù!

E Gesù risponda: 

„Ecco, io vengo presto!”

 

D.S.