dituttounpoco

Benvenuto a salire
con me il Monte del Signore.

domenica 10 maggio 2015

Kaliakra



La comunita' salesiana di Bacau si e' spostata in una gita di comunione e di distensione nella Comunita' di Constanta e poi, con una escursione, in Bulgaria nella localita' di Kaliakra non molto lontana da Constanta, sul Mar Nero. Si e' goduto delle bellezze di quel meraviglioso posto ricco di storia e di spettacoli della natura.

 Un promontorio si protende nel mar Nero e forma la localita' di Kalimakra.
Terra abitata dai Traci, dai Greci, dai Romani, dai Turchi, dai Rumeni, ceduta ai Bulgari, ripresa dai Rumeni e terminata alla Bulgaria. 

Li' ci furono quei quattro Salesiani, che vollero ritrovare la gioia di stare insieme e godere insieme una giornata di sole e di tepore primaverile, immersi nel clima di mare e persi tra i resti della vecchia citta' di mare, attuale punto di osservazione metereologica e navale della Bulgaria sul mar Nero.

La storia e la leggenda si intreccia in quella striscia di terra.
Terra rocciosa e sanguigna,alta sul mare, 
che canta le bellezze del creato e la santita' di un capitano; 
che ricorda nel monumento di pietra l'eroismo delle 40 fanciulle che preferirono la morte nel dirupo sul mare che la perdita della loro innocenza di fronte ai crudi invasori; 
e che testimonia con una cappellina il miracolo di camminare sulle acque del mare, ottenuto dal Santo Vescovo Nicola.

Le foto scattate allora, documentano il tutto.



























































mercoledì 8 aprile 2015

Risurrezione


E’ risorto, e’ veramente risorto!




L’apparizione di Gesù agli apostoli narrata da Luca alla fine del suo Vangelo (Lc 24,35-48) è strana e tuttavia familiare. Dice loro: “Pace a voi!”. Ma essi sono colti dalla paura e pensano - come tanti tra coloro che hanno bisogno di una spiegazione - che si tratti di uno “spirito”. Allora, egli fa toccare loro il suo corpo, e mangia davanti ai loro occhi. Lo fa per dar motivo alla fede nella realtà della sua risurrezione: essa e’ reale e totale. Non e’ uno spirito, un fantasma, un sogno, e’ Lui, e’ reale, quello di prima pur diverso da prima, perché entra a porte chiuse…, ma e’ lo stesso, e’ Lui, proprio Lui!... Cristo e’ veramente risorto! Ed e’ importante questa certezza perché, dato che la fede nella morte e nella risurrezione di Gesù è il fondamento di tutta la predicazione, e di tutta la vita cristiana, la Risurrezione di Gesù non tollera alcun dubbio.
Da questa fede solida nella risurrezione di Gesù nasce il doveroso comportamento di ogni cristiano, che non potrà essere se non conseguente alla fede nella risurrezione reale di Cristo.
E le conseguenze sono queste:  
in una comunità cristiana i peccati vengono perdonati,
 i grandi accolgono i piccoli,
 il ricco si fa disponibile al povero,
il nemico è amato come un fratello,
chi comanda si considera servo,
il pianto si apre alla speranza,
la bocca si apre all'annuncio della grande gioia del Vangelo.
E ancora, a causa della Risurrezione del Signore, “l'amore di Cristo non sarà certo cancellato da una macabra bandiera nera issata al posto di un crocifisso divelto”(card. Bagnasco).
A causa del Risorto „si saprà riconoscere il primato di Dio anche di fronte alla morte" "(card. Bagnasco)

Ed ancora, proprio perché Cristo e’ risorto, per questo,  il cammino della vita diviene una gioiosa attesa dell’incontro con il Risorto che, pur presente, ritornerà nella sua gloria.

giovedì 19 marzo 2015

Amore di Dio




Non possiamo vivere senza l'Amore.
Dio e' tutto Amore
"Non potete fare nulla senza di me" dice Gesu'
Non possiamo vivere senza Dio che e' tutto Amore

Ma come e' l'Amore di Dio?

Ce lo dice il Papa all'Angelus di Domenica 15 marzo 2015.



Amore di Dio è gratuito e sconfinato

 Papa all'Angelus,( 15 marzo 2015 ):

L'amore di Dio è gratuito e sconfinato e non dobbiamo mai dimenticare che è ricco di misericordia.
 Dio ci ama davvero così tanto!
 «Dio ... ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito» (Gv 3,16).
Ascoltando questa parola, rivolgiamo lo sguardo del nostro cuore a Gesù Crocifisso e sentiamo dentro di noi che Dio ci ama, ci ama davvero, e ci ama così tanto! Ecco l’espressione più semplice che riassume tutto il Vangelo, tutta la fede, tutta la teologia: Dio ci ama di amore gratuito e sconfinato.

Dio sceglie il suo popolo non perché se lo meriti.
Questo amore – afferma il Papa - Dio lo dimostra anzitutto nella creazione. 
E’ un amore gratuito che si manifesta in tutta la storia della salvezza:
Il Signore sceglie il suo popolo non perché se lo meriti e gli dice così: 'Io ti ho scelto proprio perché sei il più piccolo tra tutti i popoli'. E quando venne 'la pienezza del tempo', nonostante gli uomini avessero più volte infranto l’alleanza, Dio, anziché abbandonarli, ha stretto con loro un vincolo nuovo, nel sangue di Gesù – il vincolo della nuova ed eterna alleanza – un vincolo che nulla potrà mai spezzare.

Gesù ci ha amato fino all'estremo limite dell'amore
La Croce di Cristo è la prova suprema dell’amore di Dio per noi: Gesù ci ha amati «sino alla fine» (Gv 13,1), cioè non solo fino all’ultimo istante della sua vita terrena, ma fino all’estremo limite dell’amore:
Se nella creazione il Padre ci ha dato la prova del suo immenso amore donandoci la vita, 
nella passione e la morte del Figlio ci ha dato la prova delle prove: 
è venuto a soffrire e morire per noi. 
E questo, per amore: così grande è la misericordia di Dio!

E' l'Amore di Dio e' infinita Misericordia.
Perché ci ama, ci perdona.
Con la sua misericordia "Dio perdona tutto, e Dio perdona sempre".


Maria ci ponga nel cuore la certezza che siamo amati da Dio.
Maria, che è Madre di misericordia  ci ponga nel cuore la certezza che siamo amati da Dio. Ci stia vicino nei momenti di difficoltà e ci doni i sentimenti del suo Figlio, perché il nostro cammino sia esperienza di perdono, di accoglienza e di carità(Papa Francesco).
(da Sergio Centofanti:Radiogiornale Vaticano)

E allora lasciamoci amare dall'Amore.





martedì 24 febbraio 2015

Denunciamo ogni violenza e la guerra!


Il silenzio e l'indifferenza diventa un crimine contro l'umanità.

In questo momento in cui l'indifferenza comincia a ricoprire i crimini più evidenti e orribili che gli uomini compiono, non possiamo non dichiararci contro di essi.

Per questo e' necessario che ciascuno passi dal silenzio o dalla curiosità' scandalizzata e passiva, alla denuncia esplicita del male che incombe sulla vita umana e sui valori umani più alti, quali la libertà' di religione, la responsabilità' personale e comunitaria, la famiglia, il diritto alla vita, il diritto al lavoro, il diritto alla salute, il rispetto alla natura,...


Eccoci impotenti?..

Lo siamo solo se tacciamo, divenendo per di più' conniventi al male che sembra oscurare il mondo sempre di più' nella passività' nostra...

Per questo voglio denunciare il male della violenza e della prepotenza umana che distrugge il mondo e la vita.

Un esempio chiaro.

La guerra...
Cifre esatte per la stima del numero delle vittime della guerra non esistono. Tuttavia:...
In base alle stime di diversi storici, 
nel XVI secolo morirono in guerra in tutto il mondo circa 
1, 5 milioni di persone.
Nel XVII secolo ne morirono circa 6 milioni.
Nel XVIII secolo morirono 6,5 milioni.
Nel XIX secolo persero la vita in guerra circa 40 milioni di esseri umani.
Nel XX secolo si arrivo' alla cifra di 180 milioni di persone uccise dalla guerra.
Sono persone cadute durante i conflitti o in circostanze legate alla guerra.
(cfr. Youcat n.400)

...In questo XXI secolo, dove si vuol arrivare?...


E' urgente allora ricondurre ogni uomo al rispetto dell'uomo e alla fraternità universale riconosciuta e cercata.
In questo, la Chiesa ci indica Gesù' la fonte di questo unico rimedio.
Cio' premesso, possiamo cercare i mezzi umani  resi efficaci dall'aiuto di Dio.

Tra i mezzi umani efficaci e' l'educazione 

nella famiglia, 
l'educazione nella scuola,       
come conversione quotidiana alla fraternità', al rispetto, all'amore cristiano.







martedì 17 febbraio 2015

Postul Mare Quaresima 2015




POSTUL MARE



Acum începe Postul mare, acea periodă foarte importantă, care ne pregăteşte la moment cel mai important din anul întreg: Paştele.
Acest timp de har special ni-l dă Biserica pentru a înţelege mai bine misterul de credinţa care este moartea şi învierea Lui Isus.
Moartea şi Învierea a Lui Isus sunt două evenimente extrqaaordinare, pentru că ne dau certitudinea îndelebilă de Iubirea pe care Dumnezeu are către fiecare dintre noi. „Fiecare dintre noi Îi interesează;
Iubirea sa nu Îi permite să fie indiferent la acadimentele noastre…
Din cauză faptului al Întrupării, al Vieţii sale pamânteşti, al Morţii şi Învierii ale Fiului lui Dumnezeu,
s-a deschis definitiv Poarta Cerului intre Dumnezeu şi omul, intre Cerul şi pământul”(Papa Francisc).
Acum, în Postul Mare, trebuie că noi să experimentăm deasupră pielei noastre de ce fel de iubire noi vorbim: acela de Dumnezeu este o iubire care se face prieten, care participă de fiecare viaţă, care se face vecinul nostru, care ne consolează în suferinţele noastre, pentru că şi El a trăit aceaşi viaţa a noastră şi a suferit din cauza durerii şi din cauza morţii  de experienţa propria. Este aşa  ca a deschis o poartă intre Cerul şi  Pământ, intre El şi noi.
Dar noi?...” Se întâmplă uşor că când noi ne simţim bine, suntem în aer nostru, comozi, cu siguranţa uităm de ceilalţi ( ce pe care Dumnezu Tatăl niciodată face ), nu ne intereseayă de problemele lor, de suferinţele lor, de nedreptăţiilor pe care ei suferă…atunci inima noastră alunecă în indiferenţa: în timp ce eu stau relativ bine şi comod, uit de cei care nu stau bine. Aceasta atitudine de indiferenţa a luat astazi o dimensiune mondială…Este o situaţia rea pe care noi Creştini trebuie s-o înfruntăm”,
s-o înfrângem.
Pentru aceasta Postul Mare devine timpul de andrenământ, în care fiecare dintre noi învaţă de la Isus să se apropieze din cet în cet mai mult la realităţiile de suferinţă şi de durere mai mult îndepartate, sau mai puţin departe de locul unde el trăieşte.
Trebuie să se simtă responsabil de fraţi săi de aproape sau de departe şi trebuie să se gândească
Ca şi el poate să făcă ceva pentru binele, ajutorul, alinare altora; pentru a nu rămâne indiferent:
Dumnezeu nu a fost şi nu este niciodata indiferent în faţă oamenilor, mai mult dacă sunt săraci, asbandonaţi, fără aparare, suferinzi.
În aceste zile de Postul Mare, noi vom învaţa să deschidem inima noastră iubirii pe care Dumnezeu ne dăruieşte în Isus  şi aşa vom învaţa să deschidem ochii pentru a ne dă seamă cât de mare este nevoie pe care are lumea de ajutorul Lui Dumnezeu şi de noi pentru elibera pe fraţii noştri de situaţii de săracie său de oprimare. Vor fi zile de har pentru a descoperi câte persoane şi de aceeaşi vârstă de a noastră şi poate lângă noi care suferă din cauză singuratăţii, săraciei, boli pentru a ne simţi solidali cu ei. Vor fi zile de har pentru a vedea pe ceilalţi cu ochii buni: cu ochii  de Dumnezeu, cu ochii de Isus.
Iată atunci cum timpul de Postul Mare să devină timpul de a ne comporta în manieră nouă, cu adevărat o perioadă de har de Dumnezeu.
Pentru această in Postul Mare ne apropiem la Isus prin ascultare Cuvântului Lui Dumnezeu, prin Sacramentele, ne rugăm pentru noi şi pentru ceilalţii, renunţăm la ceva pentru a învaţa să iubim mai mult. Aşa vom putea face loc în inimă noatră cuiva, care este poate lângă noi şi cere ajutor, dar nu este considerat nici văzut.
Dacă vom face aşa vom învaţa să cunoaştem iubirea Lui Dumnezeu către noi şi vom trăi iubirea această şi iubirea această ne va umple de bucuria mare, aceea care vom descoperi în ziuă Paştelui.


O poveştioară
pentru a înţelege
Postul Mare
Cei trei fii
Şi gesturi mici arată iubirea, pe care avem.




Într-un sat, trei femei voiau să aducă apă de la fântână. Nu departe de acest loc stătea un înţelept şi ascultă cum cele trei femei îşi lăudau fiii. •
„Fiul meu, spuse prima, este aşa de atletic, încât îi lasă în urmă pe toţi ceilalţi".
„Fiul meu, spuse a doua, cântă aşa de frumos ca o privighetoare. Nici un alt băiat nu are o voce aşa de frumoasă ca cea a fiului meu".
„Iar tu, de ce nu-ţi lauzi băiatul?", o întrebă una pe cea de-a treia femeie. „Fiul meu nu are nimic deosebit în el, nu l-aş putea lăuda pentru ceva. El nu-i decât un băiat obişnuit ca toţi ceilalţi".
Femeile îşi umplură găleţile şi plecară spre casă.
Înţeleptul merse încet după ele.
Găleţile fiind grele, ele se opriră să se odihnească.
Atunci veniră în întâmpinarea lor tocmai fiii lor.
Primul făcu o săritură, veni pe mâini şi aşa începu să meargă.
Femeile strigară: „Ce băiat deştept!"
Al doilea începu să cânte ca o privighetoare şi femeile îl ascultară cu entu-ziasm şi cu lacrimi de bucurie strigără:” Ce cântareţ extraordinar!”
Al treilea băiat veni la mama sa, îi luă găleata din mână şi o duse acasă.
Atunci femeile îl întrebară pe înţelept: „Ce spui despre fiii noştri?"
„Unde sunt fiii voştri? le răspunse bătrânul. Am văzut doar un singur fiu".(1)

Copilul ălă a văzut oboseală mamei sale şi a ajutat-o.
A văzut-o…a ajutat-o. Aceasta este adevărată iubire pe care vom învaţa în timpul Postului mare.
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(1)cfr. Fr D. Ciobanu, Să educăm prin pilde şi povestioare.Presa Buna Iaşi 1999.