dituttounpoco

Benvenuto a salire
con me il Monte del Signore.

domenica 21 ottobre 2012

Icoane. Immagini sacre. Le immagini di Maria.

Madonna dei Disperati M. Atos - Grecia



1-Le icoane o immagini di Maria
( Vedi per questo una pubblicazione di Jesus delle Paoline)



A San Luca si attribuiscono molte immagini antiche della Madonna. E' una cosa verosimile, data la sua comunicazione e conoscenza di Maria, la sua abilita' di medico e di pittore. Qualcosa di vero c'e' allora. Eccolo qui rappresentato in un dipinto del XVII secolo mentre dipinge, assistito dagli angeli, la figura di Maria Madre di Gesu'.






Le immagini della Vergine Maria ci riconducono al Mistero dell'Incarnazione e sono, con tutte le immagini sacre, ma in modo speciale proprio esse, un Vangelo per gli umili ed un approfondimento del Vangelo per i dotti. Esse infatti hanno sempre un messaggio di grazia e di salvezza e ci mettono in contatto con la Vergine Maria e attraverso di Lei con Gesu'. Maria diviene cosi', attraverso le immagini sacre e in particolare le icone, la Porta del Cielo, la Porta di Gesu'.


Madonna in trono del Sinai. Secolo VI. Nella Basilica di Santa Caterina sul Sinai.



La proibizione del Vecchio Testamento di fare le Immagini del Sacro, di Dio, (Es. 20,4) e' strettamente tenuta da alcune grandi religioni monoteistiche attuali, per noi Cristiani, tale proibizione e' stata elevata dall'Incarnazione ad una dimensione piu' profonda  e liberata dalle esteriorita' che sviano da Dio e dal Salvatore Gesu'.
Ogni Idolatria nel Cristianesimo e' un peccato contro Dio.
L'immagine sacra invece, non essendo un idolo, ma una rappresentazione del Mistero ed un ponte per raggiungerlo, diviene un valore  come appare nel pensiero cristiano fin dal IV secolo.
Dopo la lotta all' Iconoclastismo, superato e sbaragliato come un vero errore nella fede,( Settimo Concilio di Nicea, nel 787), il Cristianesimo promuove e valorizza le immagini, le icone che rappresentano Dio, i Santi, la Vergine Maria( Catechismo della Chiesa cattolica, nn. 2129-2132).; pur vigilando per eliminare ogni esagerazione prodotta da ignoranza.
Con la sua Incarnazione, Dio non e' piu' in modo assoluto inconcepibile e rappresentabile mentalmente e quindi anche esternamente. Come dice il Catechismo per i giovani "Youcat":  "dopo Gesu' noi possiamo farci un'immagine della sua essenza" (Gv. 14,9). Da cio' deriva che tutte le immagini che ci riconducono al Mistero della Salvezza sono permesse da Dio e religiosamente valide. A conferma di questo, la Chiesa Orientale ritiene le immagini addirittura parte del Sacro. E nello stesso Vecchio Testamento vediamo la rappresentazione di Cristo Salvatore nel Serpente di bronzo, gli Angeli del Cielo nei Cherubini dell'Arca Santa e vediamo che la stessa Arca Santa e' venerata con tanto amore e rispetto religoso.
Del resto, per noi Cristiani "l'onore reso ad una immagine appartiene a chi vi e' rappresntato" (S. Basilio di Cesarea).



E' bello allora contemplare e meditare su alcune immagini di Maria ispirate a San Luca o prodotte, secondo una tradizione popolare, dallo stesso San Luca.



Madonna Avvocata nostra.
Il dipinto e' del  750.
Si trova  in S. Maria Campo Marzio a Roma

Madonna Nikopeia- a San Marco Venezia del IX-X secolo. Era a Costantinopoli fino al 1204.


Madonna di Vladimir, secolo XI-XII. Nel Museo a Mosca.

Grande Panaghia. Nel museo di Mosca. Secolo XIII


Madonna di Kazan. Secolo XVI.
 Nel Collegio Greco a Roma.
 E' un copia dell'originale distrutto da un ladro
e che era stato trovato dopo una visione
 ripetutasi e avvenuta ad una fanciulla.

Madonna di San Luca. A Bologna (Italia).

"E Lei che ho visto" (Santa Bernardetta Soubirou).
Madonna di  Cambrai in Francia


Panaghia dell'Axion Estin. Si trova sul Monte Atos (Grecia).

Madonna delle Grazie. In Vaticano. Del secolo XI-XII.

Madonna Fonte Viva. Secolo XIX.
E' una riproduzione di un originale. Si trova a S. Sofia .
(Costantinopoli  Turchia)

Madonna del Perpetuo soccorso.
Via Merulana (Roma).
Nella chiesa di S. Alfonso dei Redentoristi .
E' del XII secolo.

S. Anna e la Vergine Maria. 1637. A Venezia.

Madonna del Pokrov o del Manto. A Mosca nel museo.
E' del XVI secolo

Panaghia psychosostria. A Ocrida nel museo.

Panaghia Portaitissa. E' la Madonna dei Disperati.
Sul Monte Atos in Grecia.
E' del XVI secolo

2-Le immagini o icoane piu' belle 
incontrate nei monasteri della Moldova
e nei crocicchi delle strade della Moldavia...



Cetatea Neamtz (Romania)

Oratoriul Don Bosco Bacau (Romania)

Oratoriul Don Bosco Bacau (Romania) Daniel

Oratoriul Don Bosco Bacau (Romania) M. Ausiliatrice

Manastirea Carmelitzi Luncani Bacau (Romania)


Manastirea AGAPIA Neamtz (Romania)
Chishinau al Don Bosco

Agapia  Adormirea Maicii Domnului

Monastero di Horaitza

Horaitza Monatero

Monastero di Varatec



Monastero di Curhi


Monastero di Curhi

Monastero di  Curhi Chiesa di S. Dumitru



Monastero di Piatra Neamtz ( in Romania)


Sarata Bai ( Bacau)Romania

Sarata Bai -Bacau (particolare)Romania

Piatra Craiului (Satic ) Arges Romania

Târgu Ocna (Romania)


Il tuo sguardo ci accompagni 
in ogni momento della nostra vita  
e sul punto finale di essa,
o Porta dei Cieli, 
o Vergine e Madre, 
Maria!





venerdì 12 ottobre 2012

Anno della fede 11 ottobre 2012- 24 novembre 2013






11 ottobre

Inizia l'anno della Fede.

Vogliamo rivedere il Volto di Cristo nella Chiesa e nei fratelli. Rinnovare il nostro modo di credere ritornando alle sorgenti per portare anche agli altri l'acqua viva della fonte che abbiamo bevuto.



Prendiamo atto che - come disse il Santo Padre Benedetto XVI.mo  nel discorso di apertura- il Cristianesimo nella sua essenza consiste nella Fede in Dio e nell'incontro personale e comunitario con Cristo che orienta e accompagna la vita di ogni uomo e del mondo insieme.

Accostiamo con attenzione e obbedienza del cuore la Bibbia, 
riprendiamo in mano gli insegnamenti del Concilio Vaticano II 
e riandiamo al Catechismo della Chiesa cattolica 
per vivere con pienezza la nostra amicizia con Gesu' e la  testimonianza  della nostra  vita nuova in Lui.
Il Concilio infatti ricorda alla Chiesa che essa, in tutti i suoi componenti, ha la missione e il mandato di trasmettere la Parola di Dio che salva, affinche' essa sia ascoltata e vissuta come una autentica chiamata di Dio che contiene in se' la nostra felicita' eterna. 

E' cosi' che la Bibbia, il Catechismo della Chiesa Cattolica e le quattro Costituzioni conciliari divengono per i credenti la Bussola capace di orientare.

In particolare, quanto al Concilio Vaticano Secondo,

la Costituzione sulla Liturgia del Santo Concilio mostra che la Chiesa e' dall'inizio in atteggiamento di adorazione di Dio,  e che in essa vive l'efficacia  e la centralita' della presenza del mistero di  Gesu' Cristo.

La Lumen Gentium afferma che la Chiesa, quale Corpo di Cristo e Popolo in cammino nel tempo, ha come missione fondamentale quella di glorificare Dio.

La Costituzione sulla Rivelazione divina, la Dei Verbum, manifesta che la Parola di Dio raduna la Chiesa e la rende viva nel tempo del suo pellegrinare.

La Gaudium et spes, La Chiesa nel mondo contemporaneo, espone quale sia il modo con il quale la Chiesa porta al mondo la Luce che ha ricevuto da Dio perche' si realizzi la glorificazione di Dio.

Questo fa si' che il Concilio Vaticano secondo sia per noi un appello potente 
per riscoprire in ogni giorno la bellezza della nostra fede, 
per conoscerla in modo approfondito 
e per realizzare un rapporto piu' intenso con Dio, vivendo cosi' fino al termine della nostra vita la nostra Vocazione o chiamata divina in Cristo.


L'incontro con Gesu' in questo periodo ci riportera' cosi' ad essere quelli di cui parla Gesu' nel Vangelo:
" Chi beve dell'acqua che io gli daro' diverra' in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna"
 ( Gv. 4, 14). 



lunedì 8 ottobre 2012

Orientare alla vocazione ....


Itineratrio per gli educatori.
(De Pieri)






La premessa ad ogni itinerario di orientamento vocazionale e' la conoscenza degli influssi sulla vocabilita' esercitati dai fattori sociali e culturali, dalla famiglia, dalla societa', dalla cultura e dalla civilta' di appartenenza nonche' dalla Chiesa; il tener conto dell'influsso delle crisi di trasformazione della persona e degli influssi delle ristrutturazioni ambientali e sociali; l'avvalersi degli aiuti che offrono le scienze umane circa la vocazione , in quanto si pongono a servizio della crescita, maturazione e sviluppo dell'identita' vocazionale delle persone.










I criteri, a cui fa riferimento l'itinerario, sono
- La centralita' della persona intesa come protagonista responsabile del proprio orientamento.
- Il rispetto dell'estensione della persona verso le profondita' e l'apertura al Trascendente.
- Il progetto personale  visto come realizzazione dell'essere personale non in forma statica, ma come " un compito aperto".
- Il lavoro umano  considerato come un valore che crea dignita' nella persona che lo compie, qualunque esso sia e indicato come un servizio che si fa responsabilita' verso il bene proprio e altrui.





Itinerario.

C'e' uno stretto collegamento tra l'educazione integrale dei giovani e quella piu' propriamente vocazionale, che non sta accanto, al di sopra e al di fuori della precedente, ma all'interno.
Nell'itinerario dell'educazione integrale va messo prima di tutto il  presupposto della formazione dell'uomo, ma poi va dato il primato all'evangelizzazione.
Per giungere infatti alla scelta  vocazionale ed alla proposta di essa e' necessario l'annuncio di Gesu' Cristo e la risposta di fede che integra e presuppone il processo di crescita biologica, psichica e sociale.






L'ambiente educativo e' la fucina della vocazione.
Il metodo preventivo di Don Bosco privilegia questo ambiente educativo per la funzione di accoglienza che esercita la comunita' che lo vive ; la partecipazione allo spirito di famiglia che esso favorisce; la creazione di rapporti arricchenti che vivifica tra le persone; la comunicazione e il dialogo che esso presuppone, elementi tutti indispensabili per una educazione veramente umana ed integrale. In un valido itinerario di formazione integrale, non puo' mancare percio' questo fattore, quale e' l'ambiente educativo con queste tonalita'.








Ogni itinerario orientativo deve poi porre attenzione ad una crescita armoniosa della identita' della persona, privilegiando l'orientamento proprio ad ogni fase successiva della crescita del soggetto. Cio' significa che il programma di educazione e di evangelizzazione deve avere "come centro la persona nella singolarita' della sua esistenza" e deve voler "aiutarla a realizzare il progetto di vita alla chiamata di Dio, tenendo conto della  sua situazione personale di crescita e sviluppo" verso la maturazione della sua identita'.









L'itinerario della formazione alla  vocazione passa attraverso lo sviluppo nell'educando
della capacita' alla disponibilita' ed alla generosita', presuppone la volonta' di ascolto della Voce di Dio, e dispone infine l'educando alla formulazione di un progetto di vita ed alla sua realizzazione.









Nell'attuazione di un itinerario di orientamento , l'educatore-formatore, imitando il grande Educatore San Giovanni Bosco e attingendo al suo metodo preventivo,
- si rivolge ai giovani senza preclusioni
- pone attenzione particolare a chi manifesta una vocazione di speciale impegno per la societa' o la Chiesa
- coinvolge i giovani stessi a divenire educatori di altri giovani.






sabato 6 ottobre 2012

Orientamento vocazionale. Gli Orientatori. 2




Distinguiamo i ruoli degli insegnanti sebbene siano pur essi  educatori ed animatori
dal ruolo degli educatori ed animatori in quanto i primi hanno un compito specifico scolastico che non sempre hanno gli altri.


2- Gli Insegnanti(*)

Il ruolo degli insegnanti nell'orientamento vocazionale



Il loro compito si riferisce all'informare ed al formare.

Spetta a loro informare gli allievi sulle possibilita' della scelta scolastica e professionale.
E' pure copito loro formare attraverso l'acquisizione di un metodo di lavoro e di studio alla competenza professionale, dare possibilita' di crearsi una sufficiente conoscenza  di se' per l'autovalutazione nonche' la formazione di una coscienza critica sulla realta'e inoltre aiutarli a sviluppare  delle capacita'  manuali.(De Pieri )







3- Il ruolo degli educatori ed animatori nell'orientamento vocazionale

Tutti i giovani sono destinatari di educazione, orientamento e accompagnamento vocazionale.
Questo fa si' che gli educatori ed animatori assumano un ruolo particolare nell'orientamento vocazionale sicche' ad essi competa di
-  curare la formazione a divenire persone mature,
-  percorrere un itinerario circa la vocabilita' dei giovani che punti ad una vita unificata dal Vangelo,
- far scoprire ai giovani la diversita' di vocazioni e nello stesso tempo della loro caratteristica di radicalita', legata ad un carisma ed ad un dono dello Spirito Santo,
- portar a maturazione la scelta vocazionale  in conformita' con le caratteristiche della sua specificita'.

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(*) vedi  SEVERINO DE PIERI, Orientamento educativo e accompagnamento vocazionaleElledici, Leumann, Torino , 2000,pp.142.




Alcuni consigli 
ad un educatore attento al progetto 
e alla scelta vocazionale dei giovani.

(Dagli scritti del Venerabile Salesiano e Teologo Prof. Don Giuseppe Quadrio)



«...Assuma il suo compito come una missione affidatale da Cristo e dalla sua Chiesa.

Per i suoi ragazzi Lei rappresenta ed è Cristo e la Chiesa.
Ami il suo lavoro.
Scopo della sua missione è edificare la Chiesa che e' li' ove si trova lei, cioè fare dei suoi ragazzi... una comunità di fede, di amore, di gioia, una comunione di santi tra di voi e con Lui. La Comunione si fa con la Messa.
Sia sua aspirazione portare il suo gruppo a "sentire" e vivere la Messa. La strada è lunga e difficile; ma non c'è altro mezzo per fare la Chiesa. Ogni giorno un passo, instancabilmente. Messa comunione nell'amore. 
Non si lamenti mai. Non litighi mai. Cerchi l'accordo con i Superiori e i colleghi.
Avvicini con coraggio specialmente gli scontenti e i sofferenti. 
Ascolti sempre: con pazienza, con comprensione, ma senza connivenza. La malattia e il dolore sono una porta aperta per entrare in un'anima. 
Abbia con ciascuno relazioni personali.Si informi, si interessi direttamente e discretamente.
Se il bene comune esige una rivelazione, si intenda prima con l'inte­ressato.Per quanto è possibile corregga personalmente e non per interposta persona.
Parli poco. Ascolti volentieri. Dia importanza a tutti. Mostri fiducia. 
...
Si consigli con l'Autorità.” 
Non sia fanatico, se non di Cristo.
Non attenda ricambio. 
Sìa magnanimo di fronte all'ingratitudine. 
Tutti sentano che Lei dona, non vende. Disinteressatamente. 
Non si meravigli perciò di sentirsi ferito. Sappia nasconderlo e mo­strarsi superiore.
Dimentichi il bene fatto e il male ricevuto. 
Sappia sorridere di sé con serena "ironia".
Suo primo dovere è pregare. Il resto viene dopo.
Ogni suo gesto, parola, intervento, lavoro deve essere sacro, educativo e come tale deve apparire a tutti, in privato e in pubblico.
E sempre in servizio. 
Sempre educatore. Anche per i suoi colleghi.
Anche piantando chiodi o scherzando in cortile.
Non si accontenti della lettera. Punti sullo spirito che è il fine della lettera.
Non disprezzi la lettera ma la orienti e subordini allo scopo.
Il Regolamento, le Pratiche, le Le Istituzioni, ecc. non sono fini a se stesse ma mezzo e via.
Non si cammina per camminare ma per arrivare.
Non si accontenti di osservare "le prescrizioni", ma si sforzi di rag­giungere il fine.
Però non presuma di arrivare, senza camminare per la strada indicata.
Non faccia di Sua testa. L'intesa col suo Direttore è garanzia sicura.
Allo spirito evangelico appartie­ne "la ragionevolezza", che vuol dire, tra l'altro, che non importa se non ciò che è ragionevole, cioè ragionando e persuadendo.
Questo vale soprattutto per le pratiche religiose.
Nulla è più irriverente per Dio, più contrario al Vangelo, più contro­producente pedagogicamente che costringer i giovani a fare ciò che non compren­dono, non vogliono, non amano.
....Prima far capire, poi far fare. Si può essere contro lo Spirito dell’educatore anche osservando tutte le prescrizioni. Non sia formalista...
Un'ultima cosa importantissima: sappia scaricarsi, distendersi, respi­rare, dormire a sufficienza, mangiare con tranquillità.
Non se la prenda. 
Rida. 
Stia allegro e ottimista».
(Ven D. Quadrio)