dituttounpoco

Benvenuto a salire
con me il Monte del Signore.

mercoledì 5 aprile 2017

Poeta. Scusi sa?!...e perche' no?...








Perche' no?

Immortale
 poesia?
E' da rider
 questa mia.
Si', da rider!...
E nulla piu'!...
Ma e' il riso 
cosa buona?
Si', di certo,
questo io so!
Ecco allora
ecco un serto
di  parole
che rider... fa.






Onomastico.




In questo giorno celebrato
faccio auguri al fortunato
che di Bruno porta il nome
e la gioia dentro al cuor.

L'onomastica circostanza
di letizia ed esultanza 
di sereno e festa insieme
e' occasiene a rinnovar.

E' per questo che alzo il "nappo"
e al buon vino ho tolto il tappo:
con il brindisi a lui faccio
tanti auguri e felicita'.

A lui leggendo con baldanza
questo miser scartafaccio,
non ho segno d'arroganza
si' un lieve mio tremor.

Io pavento un pochettino
degli esperti in poesia
il disprezzo a questa mia
affettuosa composizion.

Ma son certo che al cuore
non la legge puoi dettare,
ma l'amore, il bene, il fare,
che si accetta con piacer.

Tanti auguri, auguri dunque
da noi tutti a te vicini,
che di bene gran bottini
con gli auguri a te speriam!










Esercizi 87


In cinque venimmo
sul Collecumano
con un'auto sola:
le scarpe sul mento
si' stretti eravamo.



Smontati dall'auto
appena arrivati
tra amici ci siamo
in cinque trovati.



La camera e' data
ben linda e pulita,
a tre letti addobbata,
di luce sfornita:
di sopra al lavabo
il lume non c'e'.


Smontati dall'auto
appena arrivati
noi siamo rimasti
d'un colpo scioccati.


Si lodan le cose:
bellissimo e' il sito!
stranissimo il luogo,
si ammira l'ordito
e chi l'arte vi pose.




Smontati dall'auto
appena arrivati
un suon di campana
ci ha tosto adunati.


Il conferenziere
ci arringa possente,
novello Battista,
le vie preparando
al nostro Signor.


Smontati dall'auto
appena arrivati
la mente ed il cuore
sentiam confortati.


La prima giornata!
Dal canto di galli
in mille concenti
la truppa e' svegliata
e s'alza contenta.



Smontati dal letto
appena svegliati
sorbiamo i caffe'
del bar annacquati.







Si corre alle Lodi
si vola a pregare
col cuore in festa
si sta ad ascoltare
le gran' verita'.



Discesa nel cuore
li fa rinnovati
la santa Parola
che ha detto Gesu'.


Le liete canzoni
si van ripassando
e le note ed i suoni
con gusto ritmando
al nostro Signor.



Finite le Lodi,
su grandi pensieri
pendiamo dal labbro 
di maestri sinceri.






Seguono i giorni,
seguono le ore
tra lampi e tra tuoni
del grande oratore
che il vero ci da'.



Sentiti quei detti,
e appena finiti,
a casa torniamo
ben lindi e puliti.


Son fermi i voleri
i propositi veri.
Nel cuore ci resta
del Cielo il sapore
ed inni di festa.



Saliti nell'auto
e tosto partiti
in mente rimangono
gli incontri graditi.









venerdì 24 marzo 2017

Preghiera della serenita'


Oggi viviamo le 24 ore per il Signore, come volle Papa Francesco. Una giornata di grazia nella quale le Chiese parlano del perdono e della misericordia di Dio per mezzo del Sacramento della Penitenza. Per questo ti offro una preghiera che mi piace molto, perche' mi mette in pace con me stesso e gli altri e mi fa amare Dio  con tutto il cuore e il prossimo come me stesso. Una preghiera di riconciliazione e di felicita' o di serenita' interiore, di pace. Spero ti sia utile...

Preghiera della gioia.

Gesu',
io amo cio' che sono
io amo l'ambiente in cui vivo.
io amo coloro con i quali vivo
io amo quello che faccio per obbedienza.
io mi trovo bene con Te, Gesu'
e cammino verso di te,
con Maria, la Mamma tua
e San Giuseppe,
che tanto Ti amo'.




Azi noi trăim 24 ore pentru Dumnezeu, cum a vrut Papa Francisc. O zi de har în care Bisericile deschise vorbesc de iertare şi milostivire a Lui Dumnezeu prin Sacramentul Pocăinței. Pentru aceasta iți ofer o rugăciune care îmi place mult; nu este făcută de mine dar este numai finisată de către mine. Se poate intitula:





RUGĂCIUNE A FERICIRII.
Iisuse,
eu iubesc pe mine, pe cel care sunt.
eu iubesc ambiantul în care trăiesc.
eu iubesc pe cei cu care locuiesc.
eu iubesc ceea pe care fac din ascultare.
eu mă găsesc bine cu Tine, Iisuse.
Şi merg cu Tine,
cu Maria, Mama ta, şi cu sfântul Iosif,
care așa de mult pe tine te a iubit.

sabato 18 marzo 2017

POESIE




Ai monti...


Vivide
chiazze
di sole.
ristretti 
anfratti
di ombra.

Un giorno 
nuovo
inizia
ai monti.

E' come
godere
or ora
del mondo
la bellezza.




Monte Santo Lussari



Come luce
di cristallo
forte e pura
sulla vetta
di Maria
il santuario
fermo sta.

Sale ardente
la preghiera
di tre genti:
l'italiana
la tedesca
e la slovena.

Mentre intanto
su l'attonite
espressioni
di piante
numerate
e scheletriche,

tra chiare
estensioni
d'estatica
e limpida
gaiezza,
immobile
e nitido

il suo nome
il tempo
incide
e va.



mercoledì 15 marzo 2017

Lo stupore della poesia




C'e' una preghiera che possiamo chiamare

 la preghiera della felicita'.


Essa dice così:


Io amo ciò che sono.
Io amo l'ambiente in cui vivo.
Io amo coloro con i quali vivo.
Io amo quello che faccio.
Io mi trovo bene con Te, Gesù.
E cammino verso di Te.

(b.f.)






...Ripeterla verso per verso finché entra nel proprio cuore, fa riscoprire la gioia e la serenità.







:

mercoledì 22 febbraio 2017

Don Bosco inedito



I pennini e Don Bosco





Erano nello studio 

In cattedra l'assistente. Era un chierico. Nei banchi un bel numero di ragazzi stavano studiando. Uno di loro avendo terminato i compiti e non sapendo che fare si occupava con dei pennini. Giocava con loro. L'assistente lo guarda. Lo richiama al dovere più volte. Scende dalla cattedra e gli si avvicina. "Perché invece di studiare giochi con i pennini?"
" Ho finito i compiti e non so cosa fare!"
"Beh, non ti accorgi che disturbi giocando con i pennini!?..Mettili via e fai qualche lettura."
Il chierico torna verso la cattedra. Ma il ragazzo continua a giocare con i pennini. Di nuovo ammonisce il ragazzo, ma appena si volta il ragazzo che aveva rimesso in tasca i pennini inizia di nuovo a giocare con quelli...
L'assistente prende una decisione severa. Chiama il ragazzo e lo accompagna alla camera di Don Bosco al secondo piano. Bussa. Don Bosco li fa entrare e chiede benevolmente che cosa sia successo. Il chierico spiega che con quel ragazzo non si può continuare a studiare, perché fa rumore con dei pennini e disturba tutti gli studenti. Richiamato continua a giocare e non la smette. Per questo l'ha condotto da Don Bosco.
Don Bosco lo invita a tornare ad assistere nello studio, perché lui avrebbe parlato con il ragazzo.
Quando il giovane chierico se ne è andato Don Bosco parla amabilmente con il ragazzo:
- Che è successo?..Cosa facevi?
Il ragazzo non risponde.
 Allora Don Bosco gli dice:
 -Sai che ti voglio bene. Rispondimi e dimmi un po' cosa facevi con i pennini? perché non studiavi?...Parlami, sai che so mettere le cose a posto. Non aver paura!..
Il ragazzo finalmente apre la bocca:
-Suonavo una musichetta con i pennini?!
- Ma bravo!... E come facevi?!...
-...
-Su', mostrami come facevi?..Come potevi fare una musichetta...!?
-Ecco...!
Il ragazzo tira fuori i pennini dalla tasca e li infila chi più, chi meno nel legno del bordo della scrivania di Don Bosco. Poi li tocca leggermente e.. suona una musichetta!
- Ma bravo!..- dice Don Bosco - Ho capito....Però adesso metti i pennini in tasca e vai nello studio. E leggi tranquillo qualche cosa finché sarà tempo di andare in cortile. Comportati bene d'ora in poi.
- Sì, Don Bosco!.
E quello se ne va.
Don Bosco tira fuori il borsellino dei soldi e guarda...Vuoto!...
Apre un cassetto della scrivania per cercare dei soldi e non ne trova. Vuoto!..
Non aveva soldi quel giorno, come in tanti altri. Ma...
Don Bosco si alza dalla sedia della scrivania e prende il cappotto. Lo mette sul braccio, anche se fuori faceva fresco ed esce. Va al mercato. Lì c'era un rigattiere che comperava di tutto.
Don Bosco gli vende il soprabito. Con i soldi che ha, va da uno che vendeva strumenti musicali e compra una modesta spinetta da pochi soldi. Torna a casa e pone lo strumento musicale vicino allo studio, ma sotto le scale, di modo che, se qualcuno suonava lo strumento musicale non disturbasse lo studio.
Poi va nello studio e si avvicina al ragazzo irrequieto di prima.:
- Vieni con me!...
... Vedi questo strumento musicale? D'ora in poi potrai suonarlo tu, quando, finiti i compiti, avrai ancora spazio per fare altro. Potrai uscire dallo studio con il permesso dell'assistente e verrai qui ad esercitarti.
Quel ragazzo era Giovanni Cagliero, che diverrà musico, sacerdote, Vescovo missionario e Cardinale. E l'assistente era Don Rua, il primo successore di Don Bosco, ora Beato.

In questo episodio si vede il tatto di Don Bosco nel trattare con i ragazzi, nel cogliere le loro doti e nell'aiutarli a farle crescere per il bene di tutti.
Il rigattiere intanto, avendo saputo che colui che gli aveva venduto il cappotto era Don Bosco, andò all'Oratorio e diede indietro il cappotto a Don Bosco.



Bello!

Lo racconta un coadiutore salesiano di Valdocco, Torino

mercoledì 18 gennaio 2017

Italia bel paese


Si puo' migliorare...chiediamolo ai giovani... e ritorniamo giovani.
Una riflessione da fare...

Le Missioni e il sociale


Un amico mi scrive a proposito della situazione in Italia:



Lo sapevi che ben 2720 cittadini del "giardino della Madonna" (ROMANIA)
tra le centinaia di migliaia di altri loro simili presenti da noi,sono "alloggiati confortevolmente" nelle nostre carceri (dopo essere stati condannati per gravi reati) e ci costano 339.891,20 euro al giorno,equivalenti a 120.060.288 euro all'anno????
Beati loro!!!!
Stanno al caldo,mangiano e bevono ed il nostro stupido governo,invece di ritornarli al mittente e rispedirli nel "Giardino" ad espiare le giuste pene,preferisce tenerli in casa:
Sappi che i detenuti stranieri sono 18.621 e ci costano 850.000.000 annui!!!!
Non trovi che ci sia da vergognarsi ad essere facenti parte di un popolo così stupido come quello italico che non vuole liberarsi di codeste "abitudini" ???



Gli ho risposto cosi’:


AM

E' triste quel che dici ...Ed e' pure triste che non sia stata capita la nostra presenza nei paesi da cui vengono queste persone, aiutando a sufficienza per contenere almeno il danno con la nostra opera missionaria di educazione e formazione...Tuttavia guardiamo avanti e continuiamo sperando ... Che il Signore vi benedica e apra gli occhi a tutti!
Grazie invece a te ( a voi) per quello che fin dall'inizio hai fatto e donato e continui a fare. Cordiali saluti e auguri di ogni bene. Con amicizia e speranza.
……..



Che ne dici tu?!...




martedì 10 gennaio 2017

Qualche cosa di bello su cui pensare...

Riflettendo con Papa Francesco
elaborazione da  Aleteia






Gesu’


Preghiamo lo Spirito Santo perché svegli in noi la voglia di conoscere Gesù, di adorare Gesù e di seguire Gesù”.





Per essere cristiani non sono necessarie cose strane, cose difficili, cose superflue”, basta invocare “la grazia di conoscere Gesù, di adorare Gesù e di seguire Gesù”.








Perdono
“il perdono è la via maestra per la riconciliazione”.

Nei rapporti fra le persone il perdono sconvolge la logica del “do ut des” e svuota di senso ogni sopraffazione e violenza.

Nelle relazioni sociali e politiche, il perdono guarda alle persone che sono in gioco accogliendole e desiderandone il bene al di là di ogni merito o di possibile contraccambio.

IL perdono è pieno, autentico e fecondo solo quando nasce da una scelta libera, gratuita e senza ritorno.
Solo chi sa amare sa perdonare, e solo l’amore ricevuto e donato rende capaci di domandare perdono e di offrirlo a chi ce lo chiede.

Perdonare, però, è spesso tutt’altro che facile: il perdono richiede una forza interiore e un’audacia nell’amare, che abitano in cuori aperti, in spiriti grandi.

Sulla via del perdono non è difficile perciò incontrare Dio, avvertendo il bisogno della forza che il Suo amore può darci.

Solo chi si riconosce perdonato nel modo più profondo e ricco d’amore, saprà anche perdonare.

Solo il perdono cambierà il mondo e renderà abitabile e godibile per tutti la casa comune e l’ambiente.








Il Male

Alla radice di tutti i mali odierni il Papa vede – e denuncia – “le ambizioni economiche di pochi e l’avida ingordigia del dio denaro che porta alla schiavitù”


lunedì 12 dicembre 2016

Maturita'

Esempi di Papa Francesco


Sono esempi che rimandano alla formazione umana che tutti noi dovremmo curare nella sua pienezza.





Dal monastero dei Carmelitani scalzi di Snagov Bucarest


(da Vatican Va: ALLA COMUNITÀ DEL PONTIFICIO SEMINARIO REGIONALE PUGLIESE “PIO XI”)

1
Quando io, come maestro dei novizi e anche come superiore provinciale, avevo qualche problema con qualcuno, lo mandavo a parlare con suor Bernadetta.
 E lei, due “schiaffi spirituali”, e la cosa si sistemava. Quella saggezza delle donne di Dio, delle mamme. E’ una grazia crescere nella vocazione sacerdotale avendo vicino queste donne, queste mamme, che sanno dire le cose che il Signore vuole che siano dette. Lei poi è stata trasferita a Roma, e io sempre quando venivo la andavo a trovare. Ricordo che l’ultima volta che l’ho vista le ho telefonato, e lei: “Prima di andarsene, venga un’altra volta” – “Ma perché?” – “Voglio che mi dia la santa Unzione [degli infermi], perché non ci vedremo più”. Quel senso della donna, 85 anni già… 

E un giorno di Tutti i Santi le ho dato l’Unzione dei malati e lei 
se n’è andata a metà dicembre.

Questo lo voglio dire per rendere omaggio a questa donna e a tante come lei, che consacrano la vita al Signore e sono vicine all’apostolato dei preti, sono vicine alla formazione dei preti nei seminari; hanno quella saggezza, quella saggezza delle mamme; sanno dire quello che il Signore vuole che sia detto. 
E per me è un dovere fare il nome di Suor Bernadetta oggi. 
E ringrazio la vostra terra per averci dato una donna così.





(da Vatican Va: ALLA COMUNITÀ DEL PONTIFICIO SEMINARIO REGIONALE PUGLIESE “PIO XI”)
2

Padri che ricevono la paternità degli altri e la danno ad altri. 
E’ bello essere sacerdote così. 
Una volta ho trovato un parroco di un paese piccolo, un bravo parroco: 
“Tu cosa fai?” 
 “Io conosco il nome di ognuno dei miei parrocchiani, della gente” 
 “Dimmi, ogni persona?” 
“Tutti! Anche il nome dei cani!”. 

Era vicino alla gente.





a Snagov





3                       da Zenit 16 dic.2016.

All'Ospedale Gesù Bambino


il Papa ha ricordato la sua operazione a 21 anni per una grave polmonite. “Non si sapeva cosa fosse, pensavano fosse un’influenza, poi tanta febbre… Mi hanno portato in ospedale e subito mi hanno tolto tanto liquido dal polmone. Il dottore ha detto: ‘Gli dia un milione (per fare un esempio) di penicillina e 500mila grammi di streptomicina’. E se n’è andato. E la suora che era infermiera ha detto: ‘No, 3 milioni e 1milione. Perché aveva il fiuto della malattia”.
“Io non sparlo contro i medici, sono bravi eh!”, ha aggiunto Francesco con ironia, ma “voi ( Infermiere )avete il fiuto della malattia.




Papa Francesco - da facebook




4

Da retesicomoro 17 dicembre 2016

Messa e telefonino…
Dice Papa Francesco all’intervistatore belga:
- Mi fa ricordare quel sacerdote che avevo a Buenos Aires – che continua a celebrare la Messa e a lavorare, e ha 92 anni! –, e all’inizio della Messa dà sempre alcuni avvisi. È molto energico, 92 anni, predica molto bene, la gente lo va ad ascoltare…:
“Per favore, spegnete il telefonino”…
E durante la Messa, cominciava l’Offertorio, si sente un telefono…
Si fermò e disse: “Per favore, spengete il telefono cellulare”.
E il chierichetto, che stava accanto a lui, gli disse:
 “Padre, è il suo”.
…E lui lo tirò fuori e disse: “Pronto!” …

Da Intervista a Papa Francesco da parte del settimanale cattolico belga Tertio (7 dicembre 2016) in Retesicomoro venerdi’ 16 dicembre 2016.





Angelus 26 dicembre

Testimoni di Cristo.

 Ieri, giorno di Natale, i cristiani perseguitati nell’Iraq hanno celebrato il Natale nella loro cattedrale distrutta: è un esempio di fedeltà al Vangelo. Nonostante le prove e i pericoli, essi testimoniano con coraggio la loro appartenenza a Cristo e vivono il Vangelo impegnandosi a favore degli ultimi, dei più trascurati, facendo del bene a tutti senza distinzione; testimoniano così la carità nella verità.
( da Vatican.va)