dituttounpoco

Benvenuto a salire
con me il Monte del Signore.

venerdì 7 ottobre 2011

pensieri...




Lo senti?...


C'e' qualcosa di grande oggi nel mondo, qualcosa di nuovo...
Non lo senti?
E' nell'aria...
Il rumore lo copre,
ma il cuore e la mente lo scopre...
E se la Voce lo grida
e il Rumore la ottunde,
io vedo tuttavia:
delle labbra si muovono e le leggo nella storia...
E' l'esempio!
che trascina anche un cieco,
anche un sordo,...
E' la Testimonianza silenziosa,
nata dalla Parola...
C'e' qualcosa di nuovo oggi nel sole,
forse d'antico,
nel giardino del mondo
 e' spuntata una Parola,
piccola, nuova,
fragile all'apparire,
ma tale da rompere le pietre,..
...del cuore,
di ogni cuore.
Il tuo.
"L'Uomo della Croce e' Vivo!"
E' qui,
con Noi!


La Risurrezione di Gesu', va al di la' della storia stessa e fino ad un certo punto le appartiene, perche' ha lasciato un' impronta nella storia, un sua impronta.
Per questo puo' essere attestata da testimoni diversi, come un evento di una qualita' tutta nuova che sorpassa la morte e realizza l'eterno e puo' illuminare il mondo.
Tra i testimoni della Parola, del Nuovo, c'e'  la Chiesa, le persone con il loro esempio, le tradizioni dei popoli cristiani, i segni della fede, le impronte nella storia come la Sindone.
Ecco!... qualcosa di nuovo germina nel mondo, piccolo all'inizio, ma forte da superare la prova dei secoli, della vita, perche' e' Vita nuova, eterna Gioia, perfezione, Santita', Comunione, Beatitudine eterna, di cui  le impronte sono qui, ora, nella mia realta' opaca , talora..
Occhi aperti e cuore accogliente con mente vigile e attenta  scoprono  realta' che rischiarano, che danno senso alla vita, alla storia.
"Se ascoltiamo i Testimoni col cuore attento e ci apriamo ai segni con cui il Signore accredita sempre di nuovo loro e se stesso, allora sappiamo: Egli e' veramente risorto. Egli e' Vivente. A Lui ci affidiamo e sappiamo di essere sulla strada giusta.
 Con Tommaso mettiamo le nostre mani nel costato trafitto di Gesu' e professiano:
 - Mio Signore e mio Dio!-"
(J.Ratzinger, Gesu' di Nazaret,vol. 2, 2011, pp.305-307).

giovedì 6 ottobre 2011

L'amicizia con Gesu’


 Robert Hugh Benson:


"Voglio dirvi com'io ho fatto la Sua conoscenza.
Avevo sentito parlar assai di Lui, ma non ci facevo caso.
Mi mandava ogni giorno dei regali, ma non Lo ringraziavo mai.
Mi parve più d'una volta che desiderasse la mia amicizia, ma io restavo freddo.
Io ero senza casa, e disgraziato, e affamato, e ogni momento in pericolo; ed Egli mi offriva ricovero, comodi, cibi, sicurezza; ma io Gli ero ingrato lo stesso.
Alla fine, Egli incrociò la mia strada, e, col pianto negli occhi, cercò dirmi: vieni a stare con me.
Voglio dirvi come ora mi tratta.
Colma tutti i miei bisogni.
Mi dà più di quanto oso chiedere.
Anticipa ogni mia necessità.
Mi supplica di chiedere sempre più.
Mai si ricorda della mia ingratitudine passata.
Mai mi respinge per le mie passate follie.
Voglio dirvi, anche, che cosa io penso di Lui.
Egli è tanto buono quanto è grande.
Il Suo amore è tanto vivo quanto vero.
È così prodigo nelle sue promesse, com'è fedele in mantenerle.
È geloso del mio amore, quanto Lo merita.
Io sono in ogni cosa il suo debitore, ma Egli mi comanda di chiamarlo Amico
".
Si chiama Gesu’.

mercoledì 28 settembre 2011

Una riflessione sulla Sindone

* Sindone


Che cos’e’ la Santa Sindone?

Per rispondere a questo e’ necessario pensare alla Risurrezione.
Vorrei precisare che sto parlando non tanto dell’elemento materiale che costituisce la Sindone, quanto della sua realta’ in se’ nel suo rapporto con noi persone viventi.
E’ una realta’ di luce spirituale e sostanziale. Spirituale in quanto si collega al soprannaturale. Sostanziale in quanto si ricollega alla natura umana assunta dalla Natura divina.
E’ qualcosa dunque di misterioso che ha addirittura valore nella sua raffigurazione al naturale.
Quando tu la vedi cosi’ come e’ in realta’, sia come reliquia che come raffigurazione tale e quale, tu entri nel mistero di Luce soprannaturale.
Per  capire questo devi richiamare la tua fede e il tuo concetto di Rissurezione e di Rissurezione di Gesu’.
Quella di Gesu’ non fu una risurrezione come una rianimazione, tipo quella di Lazzaro di cui parla il Vangelo. Lazzaro piu’ tardi morira’ di nuovo e definitivamente (Gv. 11,1-44).
La Risurrezine di Gesu’, la Risurrezione dell’umanita’ non e’ una rianimazione come quella operata da medici specializzati: quella che essi possono fare riportando alla vita un essere gia’ clinicamente morto.
Cos’e’ allora la Risurrezione di Gersu’ (e la nostra)?
La Risurrezione di Gesu’ fu un fatto incomprensibile nella sua pienezza per gli Apostoli(Mc 9,9), tale che solo i fatti poterono in qualche modo rendere chiaro e che pur rimane superiore ad ogni aspettativa umana. E tale che fonda e da’ significato da sola a tutto il Cristianesimo.(! Cor.15,16-20).
La Risurrezione di Gesu’ e’ un salto di qualita’ dell’essere umano nella sua natura e sostanza.
“Nella Risurrezione di Gesu’  e’ stata raggiunta una nuova possibilita’ di essere uomo, una possibilita’ che interessa tutti ed apre un futuro, un nuovo genere di futuro per gli uomini.” 
E’ l’inizio, l’inaugurazione in Gesu’ di una nuova dimensione dell’esistenza umana...
Gesu’ e’ uscito verso una vita diversa, nuova, verso la vastita’ di Dio e, partendo di li’, egli si manifesta ai suoi. ...Una condizione definitiva e differente” della stessa natura e sostanza e persona umana che era ed e’ Gesu’ e questo “nel bel mezzo del mondo vecchio che continuava ad esistere.” (cfr Ratzinger Joseph, Gesu’ di Nazaret, parte seconda, vers. Italiana, pp.271-273).
Capito questo del grande mistero di luce della Risurrezione, possiamo rispondere alla domanda: ”Che cos’e’ la Santa Sindone?”

La Santa Sindone e’ la testimoninza visiva del passaggio dalla condizione naturale di prima alla condizione nuova del Risorto di Gesu’. E’ come la fotografia del momento in cui Gesu’ scavalca ogni barriera umana per entrare come Uomo in quella divina dell’Uomo risorto, come saremo noi che crediamo in Lui.
E’ dunque una testimonianza silenzioosa di un fatto non percepibile materialmente, ma solo credibile e ragionevolmente accettabile: Gesu’ e’ risorto, non e’ piu’ tra i morti . La condizione umana di morte, peccato e sofferenza e’ stata distrutta e ricomincia tutto ora con una dimensione nuova.
La Sindone e’ inspiegabile alla scienza, finora.
Da’ un’immagine che non dovrebbe esserci, qualcosa che supera i parametri conosciuti..Qualcosa al dila’ del reale che viviamo.
Questo e’ un messaggio nuovo. Ci parla di qualcosa di nuovo, di unico, una nuova dimensione. Ci dice: esiste un’ulteriore dimensione rispetto a quelle cose che finora conosciamo. Non puo’ Dio che esiste fare questa novita’?. Non aspetta forse tutta la natura, il creasto, una ulteriore novita’, un salto di qualita’? Non c’e’ in qualche modo iscritto nella natura questa possibilita’ di una qualita’ ulteriore, piu’ grande, duratura?...
Eccolo in piccolo un inizio, piccolo come un seme, ma reale, inaspettato, inspiegabile del tutto, ma reale e convincente, e’ la Sindone.
Ci parla di una realta’ umana tutta nuova e inimmaginabile finora, ci parla della Risurrezione...
Bello no?!
Grazie dunque, o Signore del dono della Sindone!



D. S.

mercoledì 21 settembre 2011

Ricominciare...

Una giovane dal comportamento di strada fu gettata in una fogna da un suo amante. Giaceva ferita e disonorata in quel luogo, quando qualcuno volle salvarla calandosi dentro. Quella giovane, ferita nel corpo e nell'animo, non volle esser tirata fuori per la vergogna di se' stessa e la disperazione in cui si trovava.
...Ebbene, tutti possono ricominciare una vita nuova, dignitosa e buona, in qualsiasi momento della loro vita. Con la grazia, che Dio, nella sua misericordia, da' abbondantemente in ogni momento della  vita, in ogni situazione, anche la piu' orribile, si puo' risalire la china e ricominciare ad essere creature buone e sane di fronte a Dio, a se' stessi e al prossimo. Sempre!...
Ci conferma in questa certezza il grido di Gesu' morente sulla croce: Ho sete!
Ha sete di Te e puo' salvarti, se tu lo vuoi!...

Cosi' scrive il Papa Benedetto XVI.mo:
" La grandezza dell'amore di Cristio si mostra proprio nel fatto che Egli, nonostante tutta la nostra miserevole insufficienza, ci accoglie in se', nel suo sacrificio vivente e santo, cosi' che diventiamo veramente il "suo corpo". (Ratzinger J.Gesu' di Nazaret, seconda parte, p.264).
Coraggio! La purezza si puo', il coraggio si puo', la bonta' si puo', l'onorabilita' si puo', la dignita' si puo', il perdono si puo', la pace si puo', la consolazione si puo', con Cristo si puo'!

sabato 10 settembre 2011

Iertarea Perdono



Il Cristiano perdona perche' vuole che tutti si salvino e perche' vuole farsi degli amici come Gesu', sulla Croce.


Iertarea.
Mt. 18,21-35

Duminica a X XIV.a . 




Se povesteşte despre persoană foarte importantă  că voia să nimicească pe duşmanii săi.
Mai târziu a fost văzută mâncând şi glumind cu  duşmanii săi.
-         Nu voiai să-i ucizi pe duşmanii tăi?...- a fost întrebat.
-         I-am nimicit!- răspunse el - pentru că mi - i - am făcut prieteni!

Iertarea creştină este centrul liturghiei de azi.
Care este motivul de credinţa care ne duce la iertare?...
A două lectura ni-l dă. (Ro 14,7-9).
Isus cu moartea şi Învierea sa ne a cucerit pe noi. Noi suntem salvaţi din cauza sa, noi atunci suntem ai Lui care este izvorul vieţii noastre creştine.
Noi suntem  creaţi ca imagine de Dumnezeu, mântuiţi şi iertaţi de Dumnezeu, fericirea noastră se va realiza numai dacă noi  vom asemăna cu Isus; noi suntem pentru Domnul şi Viaţa şi fericirea nouă vin numai de la El şi prin El. “Ai Domnului suntem!”
Nu putem atunci să nu  trăim prin Isus, şi cum ar fi trăit El. 
Evanghelia spune clar:
-         Oare nu se cuvenea să ai şi tu la rândul tău mila de tovarăşul tău aşa cum Eu am avut mila de tine?
Trebuie să trăim cu aceleaşi sentimente ale Lui Cristos., adică trebuie să El trăiască în noi!
Trebuie că operele noastre să fie făcute cum El le ar fi făcute.
Dacă opere noastre sunt ale sale, semnifică că El trăieşte în noi şi noi El iubim pe El.
Dacă El iartă mereu şi noi trebuie să iertăm mereu.
Aceasta este probă sigură că noi iubim pe El.(1 Ioan 3, 1 s.).
Spunea de fapt Sfântul Apostol Ioan când îi întrebau să spună ceva din nou pe care avea spus Isus: - Iubiţi-vă uni pe alţi, cum Eu v-am iubit pe voi!
Şi dacă insistau spunând : - Dar Isus nu spunea altceva?
El repeta acelaşi frază şi explica zicând: - Dacă aţi făcut aceasta aţi fi făcut tot ce El vrea de la voi!

Şi prima lectura ne confirmă:
-         Dacă tu, care eşti un sărman muritor ţii supărare, atunci cine te va ierta păcatele?  
(Ecc. 33.28-29).
Cum se vede Isus ne cere o profundă schimbare de mentalitate. Petru crede că este suficient să se ierte de şapte ori; Isus spune : - Nu de trei ori, nu de şapte ori, mereu!
Iertăm atunci în viaţa noastră personală, familială şi comunitară, trebuie să iertăm (Sfântul Augustin): vom schimba pe duşmani în prieteni şi vom găsi pacea şi fericirea  şi acum şi pe deplin în veşnicie.



domenica 21 agosto 2011

Credinta

Duminica XXI în timpul anului A.


 Dar, cine sunt Eu pentru voi?
(MT 16,13-18)


Aşa a întrebat Isus pe discipolii săi.
Petru îi răspunde :
- Tu eşti Cristos, Fiul Dumnezeului  celui viu !( Mt 16,16).
Atunci Isus îl laudă, şi îi spune cât de mare este profunzimea credinţei  ale lui.
Si se uimeşte de darul pe care Petru a primit de la Dumnezeu, dacă credinţa aceea nu vine de la oamenii ci de la Dumnezeu Tatăl.
Din consecinţa, şi pentru aceasta adaugă o promisiune şi îi dă  sarcină de a confirma Biserica lui Cristos prin credinţa, primită de la Tatăl ceresc.
-         Tu eşti Petru şi pe această piatră voi zidi Biserica mea…

Dar noi, azi, nu ascultăm numai această poveste, ci trebuie să ne angajăm cum s-a întâmplat pentru  Petru.
Adică, faptul acela devine şi pentru noi ocazie de a primi de către Isus o întrebare:
-         Tu.., tu! Pe cine crezi că eu să fiu?
Întrebarea sună cam aşa:
-         Cine sunt Eu pentru tine?
Răspunderea noastră trebuie să iasă din inima noastră. Trebuie să fie o convingere propria şi profundă, o dorinţa netăgăduită:

-         Tu eşti Dumnezeul meu! Tu eşti mântuitorul meu!. Cel în care am pus toată încrederea mea.

Dar nu putem să limităm credinţa noastră la vorbele , mărturisirea noastră trebuie să fie adevărată , adică cuvintelor, trebuie să se însoţească şi faptele.
A şi rostit de fapt Isus:
- Nu cel care îmi spune:   Doamne, Doamne, va intra  în Împărăţia cerurilor, ci cel care face Voinţa lui Dumnezeu.
De pe muntele Tabor, când Isus s-a schimbat la faţa, Tatăl ceresc a spus care este Voinţa sa:
-         Să-l ascultaţi!
Şi sfânta Fecioară Maria a spus la Cana:
 - Să faceţi ce vă va spune vouă.
Şi El ne zice:
-         Iubeşte pe Dumnezeu tău din toata inimă ta şi pe aproapele tău ca pe tine însuşi.
Aşa încât cine iubeşte pe aproapele său iubeşte şi pe Dumnezeu.

Atunci credinţa noastră în Isus va însoţită mereu cu iubirea. Crezi cu adevărat, când iubeşti începând cu fratele tău, cu aproapele tău.
Şi ultima parte a Evangheliei de astăzi ni arată până unde Isus ne a iubit: până a se dărui pe sine însuşi în Cruce.
În cele din urmă, nu este ceea  pe care o simţi aceea care va determina cât de adevărata este credinţa în Isus Mântuitorul nostru. În schimb contează cât de mult te laşi transformat
în El şi cât de mult arde în tine dorinţa de a-i sluji pe cei mai săraci, sau bolnavi, sau mai nevoiaşi decât tine, de a-i  apăra pe cei care vor naşte  şi pe cei care mor; dorinţa de a asigura un climat de pace, unitate şi respect în Familia, sau în comunitatea ta.
Atunci, Isus spune azi ţie:
-         Cine sunt Eu pentru tine?
Tu răspunzi: - Mântuitorul meu!
Şi Isus continua aşa: 
- Dacă Eu sunt Mântuitorul tău, pune în practică învăţământul meu:
Iubeşte aşa cum Eu am iubit!...

Termina la GMG

21 agosto domenica.

"La fede non è la semplice accettazione di alcune verità astratte, bensì una relazione intima con Cristo che ci porta ad aprire il nostro cuore a questo mistero di amore e a vivere come persone che si riconoscono amate da Dio." (Benedetto XVI alla Gmg 20 agosto 2011).

Si chiude un'esperienza indimenticabile.
Rimane il compito di testimoniare la fede ai propri coetanei e a vivere le espressioni dell'amore di Cristo.

Memori tuttavia che " si possono organizzare feste, ma non la gioia" (Benedetto XVI, Verbum Domini, n.123),
siamo convinti che le giornate della gioia trascorse  nel pellegrinaggio a Madrid continueranno nella gioia dei giovani. Essi hanno ricevuto e continueranno a ricevere questo dono della gioia dalla Parola di Dio che, ascoltata , ricevuta e vissuta in pratica, per opera dello Spirito Santo produce il frutto-dono della gioia e si rivela l'unica sorgente della gioia.

venerdì 19 agosto 2011

Madrid MGS





Il Papa Benedetto XVI ci ha detto:


“E' una grande felicità stare qui con voi. Che la fiamma dell’amore di Cristo non si spenga mai nei vostri cuori”.


  “Voi portate nel cuore delle domande e cercate delle risposte. E’ una cosa buona cercare sempre. Cercate soprattutto la verità, che non è un’idea, un’ideologia o uno slogan, ma una Persona, il Cristo, Dio stesso venuto tra gli uomini!”. 


“Fate della fiducia nella parola di Cristo il fondamento delle vostre vite!”.


Il suo messaggio da Madrid non ci lascia indifferenti.

giovedì 18 agosto 2011

Dormitio Maicii Domnului adica Assunzione di Maria.


15 agosto.
Il nostro cuore e' sereno, anzi nella gioia.Non c'e infatti motivo di angustiarsi senza speranza al pensiero tante volte eluso della morte. Si' anche noi moriremo, ma una luce di speranza ci viene dalla fede. La festa dell'Assunta in cielo o Dormizione di Maria ci ricorda che per chi ha accolto Cristo la morte non ha piu' il segno della disperazione o della fine senza speranza. Ecco in Maria Assunta in Cielo l'esempio e la garanzia della nostra partecipazione alla Risurrezione di Gesu', proprio nella nostra morte.
La sua Assunzione al cielo dopo la sua morte, libera dalla corruzione del sepolcro, e' l'anticipo del destino finale di tutti coloro che aderiscono a Colui che e' la Risurrezione e la Vita:Gesu'.
E' bello vedere allora come i pittori anche nella Romania hanno voluto immortalare questa verita' garantita dalla nostra fede.
Un bellissimo affresco nella chiesa ortodossa di Lacu Rosu ci presenta questo mistero di luce e di speranza: Maria nella sua morte, essendosi resa come un bimbo nella sua vita di fede, e' degna di esser presa tra le braccia da Gesu' ed essere immediatamente accolta in Cielo nella integrita' spirituale e materiale della sua persona. Testimoni ne sono gli Apostoli.

giovedì 4 agosto 2011

5 agosto. Santa Maria Maggiore.

Oggi noi festeggiamo Sancta Maria ad nives, cioe' la dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore. La prima grande chiesa di Roma che onoro' Maria dopo il Concilio di Efeso (431), onorandola come Madre di Dio.
In quella Basilica ci fui anch'io molte volte nel passato.
Era chiamata anche la Basilica di Maria ad presepe, cioe' del presepio, poiche' si conservano alcune tavole della mangiatoia di Betlemme ove fu posto Gesu'.
A Betlemme,quest'anno,  ho visto il luogo vuoto dove era la mangiatoia nella Basilica della Nativita' e ho adorato Gesu' Figlio di Dio incarnatosi e nato li';  posto sul terreno, ove ora giace una stella, per un gesto delicato di Maria, e poi coricato nella mangiatoia, al riparo di alcune povere tavole della mangiatoia, ...povero, ma circondato dall'amore della sacra Famiglia.
Nella Basilica di Santa Maria maggiore si conservano dunque quelle tavole della mangiatoia di Gesu' . Ma cola' c'e' anche l'immagine della Madonna attribuita a San Luca, la Madonna Nera, cosi' detta, per il colore del volto.
Li' ho avuto piu' volte modo di confessarmi. Di quei momenti di grazia ricordo una frase del confessore che mi disse: "Passa Gesu' e ti dice: - Alzati e cammina!". Una frase che piu' volte e' risuonata nel mio cuore...


 

sabato 30 luglio 2011

Chi sono io per Dio e chi sono gli altri per me?...

L'uomo si trova in una situazione di incertezza talora sul senso della sua vita, ma la fede in un Dio d'Amore che lo ama con estrema fedelta' e rispetta la sua dignita' di persona libera fino a sopportarne il peccato, basta per ritrovare quel senso che credeva perduto...
" Esiste una ragione ultima per cui vale la pena di vivere, cioe', Dio e il suo amore imperscrutabile".

In fin dei conti ogni uomo custodisce nel suo cuore una tendenza irresistibile: quella di voler amare Dio di cui conserva la somiglianza in se stesso e di cui conserva insistente, ma come in segreto, la percezione e che intuisce confusamente come un Amore  che e' la sua gioia e che lo cerca...

A proposito di questa "tendenza', un grande Santo, San Francesco di Sales, dice nel "Trattato dell'amor di Dio":

"L'inclinazione ad amare Dio sopra tutte le cose, che ab­biamo per natura, non è  per niente che si trova nei nostri cuori: poiché, da parte sua, Dio se ne serve co­me di un appiglio per poterci prendere più soavemente ed attirarci a sé, e così sembra che la divina bontà tenga, in qualche modo, i nostri cuori legati a sé, come uccellini, con una rete per mezzo della quale ci cattura quando piace alla sua misericordia avere pietà di noi. Quanto a noi, ci serve quale indizio e memoria del nostro primo principio e Creatore, al cui amore ci esorta, rammentandoci che ap­parteniamo alla sua divina bontà; come quei cervi al collo dei quali i principi a volte fanno porre dei collari col pro­prio stemma, poi danno ordine di lasciarli andar liberi nel­la foresta;  e cosi' vengono riconosciuti da chi li incontra,  non solo che in precedenza sono stati pre­da del principe, di cui portano lo stemma, ma anche che gli appartengono ancora. Fu così infatti che si seppe della incredibile vecchiaia di un cervo incontrato, secondo l'affermazione di alcuni storici, trecento anni dopo la morte di Cesare; portava un collare che ne recava il mot­to: Cesare mi ha lasciato libero.
Senza dubbio, la nobile inclinazione che Dio ha messo in noi, fa sapere ai nostri amici e ai nostri nemici che non soltanto siamo stati in passato di proprietà del nostro Creatore, ma che ancora, benché ci abbia sciolti e lasciati liberi in balia del nostro libero arbitrio, siamo sempre sua proprietà e si è riservato il diritto di riprenderci per sal­varci quando la sua santa e dolce provvidenza lo deciderà. Ecco perché il Salmo 4 chiama questa inclinazio­ne non soltanto luce, perché ci fa vedere verso che cosa dobbiamo tendere, ma anche gioia ed allegria, perché ci consola nello smarrimento dandoci la speranza che colui che ci ha lasciato l'impronta e il segno della nostra origine, voglia ancora e desideri ricondurci e riprenderci, se siamo veramente tanto avveduti da lasciarci riconquistare dalla sua divina bontà."
Ed ecco perche' nella scoperta di cosi' delicato amore ritroviamo il senso della nostra vita ed il valore del nostro prossimo. Viviamo per conoscere, amare Dio e, dopo aver riscoperto il suo amore soffrendo, per goderlo  nella gioia del Paradiso.
Ma in queasta verita' e nel pensiero di San Francesco di Sales i Salesiani di Don Bosco ritrovano la sorgente della loro spiritualita' che faceva dire a San Domenico Savio: "Noi facciamo consistere la santita' nello stare sempre allegri!"
E' l'allegria, la "luce" e "gioia ed allegria" di cui parla San Francesco di Sales, l'inclinazione di amare Dio che fa si' che non si cerchi la propria soddisfazione al di fuori di cio' che realmente soddifa: l'amore di Dio, il compiere la Sua Volonta'...


lunedì 18 luglio 2011

Il Male e il Timore

Se ti chiedi perche'?...se hai timore e angoscia...
Abbandonati con speranza e fiducia nelle Mani di Dio.

Esodo 14,13-27.

L'impressionante scena del passaggio del mar Rosso ci è di grande aiuto a capire meglio le meraviglie che Dio opera nella nostra vita, nella storia umana, e di cui è figura la liberazione degli Ebrei, compiuta con mano potente, malgrado gli sforzi dei nemici. Anche noi siamo stati liberati, liberati dal peccato, con un gesto di potenza e di amore infinito: la morte di Gesu' in Croce e la sua risurrezione. La nostra liberazione si estende dal peccato ad ogni male.
Il grande evento del passaggio del Mar Rosso ci insegna infatti che le stesse realtà possono servire alla vita e alla morte , ma che tutto, se siamo uniti a Dio, può cooperare al bene.
Ecco il mare!...  per gli Israeliti è cammino sicuro, una protezione meravigliosa, "una muraglia a destra e a sinistra", mentre per gli Egiziani è acqua di perdizione.
 Guarda poi a Gesù! che ha trasformato l'acqua amara della sua passione in acqua viva per la nostra salvezza. Se, nella Passione di Gesu', morte e vita si intrecciano sarà proprio la morte del Figlio a donare a noi la vita di figli di Dio.
E dunque tutta la realta', il bene e il male, se posti nelle mani di Dio, trovano come esito finale il trionfo del Bene.
Se poni con fede nelle mani di Dio le gioie e i dolori, il bene e il male, Egli sempre sapra' trasformarlo a tempo opportuno in uno spettacoloso successo per la tua gioia immensa di figlio, per la gioia infinita donata a tutti i suoi figli riavuti per sempre...
Restiamo saldi nella fiducia.
Questa è la vittoria che vince il mondo: la nostra fede.

Gesu', Confido in te!


Mt 12,38-42



Coraggio, ti chiama!




Possiamo capire l'angoscia degli Ebrei stretti fra il mare e l'esercito egiziano e riconoscerci anche nella loro reazione di viltà che li fa rimpiangere la schiavitù prima aborrita e la decisione di seguire Mosè: "Forse perché non c'erano sepolcri in Egitto ci hai portati a morire nel deserto?... Non ti dicevamo in Egitto: Lasciaci stare e serviremo gli Egiziani?". La loro soluzione sarebbe di arrendersi e tornare in schiavitù.
Ma vediamo piuttosto la soluzione di Dio. Il Signore disse a Mosè: Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino". La soluzione è da cercare in avanti, nella continuazione del cammino intrapreso fidandosi di lui.
E qui viene l'insegnamento per noi. In ogni cammino vitale si incontrano ostacoli, difficoltà anche gravi e tante volte possiamo essere tentati di bloccarci, di tornare indietro, alla situazione che oggi ci sembra più tranquilla, con meno problemi. Ma questo non è il pensiero di Dio. "Chi mette mano all'aratro e poi si volta indietro non entrerà nel regno dei cieli" ha detto Gesù. La soluzione non è nel voltarci indietro, ma nel pregare il Signore che ci faccia trovare la sua soluzione. Essa potrà essere inaspettata, ma sempre in continuazione al cammino iniziato in obbedienza alla sua volontà. E neppure dobbiamo chiedere "segni", come i farisei nel Vangelo di oggi. Dio agli Israeliti nel deserto ha dato segni strepitosi e li darà anche ai nostri tempi, se così gli piacerà, ma non tocca a noi chiederli. La richiesta di segni è molte volte un alibi per la nostra pigrizia, per la riluttanza a compiere la volontà del Signore.
Oggi la liturgia della parola ci dà una lezione di coraggio e di fiducia. Dio è forte ed è fedele, e ci chiama ad avanzare insieme con lui, che fa delle difficoltà mezzi per "dimostrare la sua gloria", la sua presenza vittoriosa. "Io sono il Signore", dice a Mosè. Da noi vuole solo una totale fiducia, come la richiedeva al popolo di Israele per dargli la Terra promessa.(Commento al Vangelo. La Chiesa.it)


Putem înţelege angoasa a evreilor prin;i între mare şi armata egipteană. Este vizibilă în reacţia lor de laşitate care îi face să regret sclavia prima detestată şi să regret decizia de a urma lui Moise.Soluţia lor ar fi să se predea şi să revină la sclavie.
Dar Domnul Dumnezeu a zis lui Moise: Spune lui Israel pentru a merge înainte Soluţia este aceasta: să aştept cu nerăbdare în continuarea călătoriei întreprinse şi încrederea în el..
Şi aici este lecţia pentru noi. În orice trăire de viaţă ne confruntăm cu obstacole, probleme grave si de multe ori putem fi tentaţi să ne blocăm pentru a reveni la situaţia pe care noi credem mai calmă, cu mai puţine probleme. Dar acest lucru nu este gândit de Dumnezeu, care spune: "Care preia plug şi priveşte înapoi nu va intra în Împărăţia cerurilor". Isus a spus că soluţia nu este în a ne întoarce, dar în a ne ruga la Domnul pentru a găsiţ cele mai bune soluţii după Voinţa sa. Aceasta poate să fie neaşteptată, dar întotdeauna în continuare a călătoriei  începute în ascultare de Voia Lui. Nici nu trebuie să cerem "semne", ca fariseii din Evanghelia de astăzi. Dumnezeu a dat israeliţilor în deşert semne senzaţionale şi le va da şi la vremurile noastre, dacă vrea, dar nu e bine pentru noi să-i întrebăm semne. Cererea de semne este adesea o scuză pentru lenea noastră, Sau este o formă de reticenţa de a face voia Domnului.
Astăzi, liturgia cuvântului ne dă o lecţie de curaj şi încredere. Dumnezeu este puternic şi este credincios, şi ne cheamă să avansăm împreună cu el, ceea ce face ca dificultăţile dovească slava Lui şi ca prezenţa lui să se arate victorioasă. "Eu sunt Domnul", spune El lui Moise. De la noi El vrea doar o încredere totală, astfel cum o-a cerut Israeliţilor pentru a oferi poporului lui Israel Ţara promisă.( mia traduzione)



Affidandomi a Lui in tutto e fidandomi di Lui appieno,
ritrovo la pace e la serenita'.
Coraggioso, riprendo il cammino iniziato.

sabato 9 luglio 2011

Parola di Dio

La Parola di Dio rivolta a noi ne svela il Pensiero, il Pensiero e' la Vita e laVita e' Dio.
E il Pensiero e' la Conoscenza, la Conoscenza di Dio. E' cosi' che il Pensiero in Dio diviene Parola per noi e la Parola offre a noi la Verita', la Via, la Vita. E la Parola-Pensiero-Conoscenza del Padre per noi e' Gesu' che ci fa simili a Se' per mezzo dell'Amore del Padre che e' lo Spirito Santo.



E Dio ci chiama alla Comunione con Lui attraverso la Conoscenza-Pensiero-Parola rivolta a noi in Gesu',con Gesu'e per Gesu'.

Vuoi entrare in questa Danza d'amore di Dio?

Spero che la Forza dello Spirito Santo ti illumini e ti riscaldi e ti dia la gioia di deciderti per il "Si!" incondizionato.

mercoledì 29 giugno 2011

Un esempio di conversione da non dimenticare.

Ho avuto la fortuna di avere tra mano il giornalino Nuove Frontiere, edito a Pordenone dal sig. Gianduzzo, un Salesiano doc!
E' un giornalino per gli studenti della scuola Media del Don Bosco di Pordenone, ma ha una notorieta', che merita le prime pagine dei giornali affermati.
Portava, nel numero 104 di Pasqua del 2011, anno corrente , una straordinaria testimonianza di una coversione . Si tratta dell'attrice  Klaudia Koll. Di essa gia' ne parlarono altre riviste e giornali e forse anche Zenit in internet. Ma nessuno ha parlato con tanta precisione e profondita' come la scrittrice di quell'articolo, Mariagrazia Pegolo. Mi perdonera' percio' quella gentile exallieva se mi permetto di riportare il suo articolo nel mio Blog. Non si puo' infatti tralasciare di render noto un articolo cosi' bello e significativo. Eccolo!...

L'ATTRICE CLAUDIA KOLL
al « Teatro don Bosco »
Quanta Grazia dì Dio sperimentiamo quando qualcuno ci fa dono della sua testimonianza di conversione. 
 Questa preziosissima Grazia ha illuminato i nostri cuori nella serata di venerdì Io aprile, quando

 la celebre attrice Claudia Koll è giunta nella chiesa parrocchiale del Don Bosco per raccontare alla comunità dei fedeli la sua conversione. Con un atteggiamento tranquillo e dimesso e uno sguardo raggiante di amore per Dio, Claudia ha iniziato con il ringraziarci della nostra presenza per delineare poi, a poco a poco, i passi che l'hanno condotta verso la vita nuova della fede.
Successo, soldi, vita comoda e lussuosa, ma nell'anima un grande senso di vuoto e nel cuore un peso opprimente, soffocante, intol­lerabile. Una notte, il turbamento interiore di Claudia è divenuto più forte, così forte che istintivamente ha afferrato un crocifisso riposto sul suo comodino e ha iniziato a pregare il Padre Nostro. Improvvisamente, ha rivelato l'attrice, una pace profonda, mai provata, si è riversata nella sua anima, placando subito il suo sgomento. Quest'attimo di Eterno ha lasciato nel cuore di Claudia un profondo desiderio di conoscere Dio, quel Dio che da tempo aveva dimenticato. Gesù stesso le ha donato subito l'opportunità di soddisfare questo desiderio, facendola incontrare con alcuni ragazzi del suo quartiere malati di AIDS.
Con loro Claudia ha iniziato a irequentare la santa Messa quotidiana che cominciava a sentire estremamente necessaria per alleviare le sue sofferenze interiori e quelle fisiche di quei ragazzi. Ma è in particolare l'esperienza di accudire uno di quei ragazzi, ormai malato terminale, a segnare definitivamente la conversione dell'attrice. A! suo capezzale, Claudia ha riconosciuto nel ragazzo il volto di Cristo sofferente e ha pensato intensamente al Getsemani, al terrore e all'angoscia umana che anche Gesù ha provato poco prima di morire. Ella ha compreso così che per incontrare e amare quel Dio, che tanto stava attendendo, doveva riceverLo nell'Eucaristia, per arrivare a scoprirlo negli altri, soprattutto nelle persone più bisognose. Gesù ha suggellato subito questa nuova consapevolezza nel cuore dell'attrice, dandole l'occasione di partire per la missione salesiana in Benin. La difficile realtà della fame, della sofferenza, della guerra non solo ha colpito l'anima di Claudia, ma ha radicalmente mutato il suo modo di pensare e di vivere
Alla luce di quelle povertà, ha provato una profonda vergogna per la vita lussuosa che aveva fino ad allora vissuto, iniziando ad avvertire la necessità di impiegare il suo denaro in modo più intelligente, ovvero a servizio dei più bisognosi.
Tornata in Italia per Natale, ha sentito subito con profondo fastidio il consumismo delle feste e il suo desiderio di andare controcorrente è divenuto più forte.
L'esigenza di compiere passi sempre più importanti nel suo cammino di conversione aveva ormai occupato tutti i suoi pensieri e tutte le sue giornate, cosicché, da lungo tempo, Claudia aveva smesso di dedicarsi alla sua professione di attrice. La mancanza di nuovi contratti di lavoro ha generato in lei un senso di inquietudine per il futuro e la sua giovane fede ha iniziato ad essere posta a dura prova. Decisa a non abbondare piu'  il prezioso tesoro dell'amore dì Dio, l'attrice ha rifiutato un paio di contratti che contraddicevano nettamente la sua conversione.
Poco dopo, visitata una chiesa di Roma dedicata al culto della Divina Misericordia, è rimasta colpita dalle parole delle rivelazioni di Gesù a s. Faustina («Gesù confido in te») e, da quel momento, ha deciso di affidare tutto il suo futuro personale e professionale nelle mani di Gesù, divenendo anche apostola della Divina Misericordia. Impegnatasi a diffondere il messaggio della misericordia dì Gesù, l'aiuto del Signore non è tardato ad arrivare.
Nel 2005, inlatti, lo Spirito Santo le suggerisce di fondare l'associazione "Le opere del Padre" che si prodiga in opere di misericordia spirituali e corporali a favore dei bisognosi e, in particolare, delle popolazione povere dell'Africa. Oggi, l'associazione sostiene a distanza molti bambini e famiglie della Repubblica Democratica del Congo, del Congo Brazaville e del Burundi.
Nel corso della serata, Claudia ci ha mostrato molte foto della missione che l'associazione si è impegnata a svolgere in questi luoghi. Lo Spirito Santo ha illuminato anche la sempre viva passione di Claudia per la recitazione, tant'è che ella oggi coordina una scuola di giovani attori ai quali insegna la professione e l'avvicinamento onesto e pulito al difficile mondo dello spettacolo.
Al termine della sua testimonianza, Claudia con parole decise ha affermalo: «Vi posso assicurare che Dio non mi ha tolto niente... ho dovuto si' rinunciare a tante cose... ma Dio non mi ha tolto niente! ». Anzi, Dio le ha fatto riscoprire la dignità altissima di essere Sua figlia e sappiamo che per questo in Cielo oggi si fa festa!
(Mariagrazia Pegolo - exallieva del Don Bosco di Pordenone)



Grazie,  MariaGrazia Pegolo!

venerdì 24 giugno 2011

Chi sei?

E' un chi piccolo piccolo, ma corrisponde ad un CHI grande grande...
Piu' vivo il Cistianesimo e piu' mi accorgo che la mia idea di Dio non corrisponde alla Maestuosita' del Dio che mi si rivela nel Cristianesimo.
Ma allora ...: come conoscerlo, come capirlo, come amarlo, come crescer nella fede speranza e carita' soprannaturale, come vivere la sua vita...?
Abbandonandosi in Lui.
Non e' facile.
Ma e' la soluzione.
Se Egli ti conduce e ti inabita e puo' disporre di te perche' liberamente lo segui e fai la sua Volonta', allora tutto diviene piu' semplice.. E Lui ti basta. E' lo vai conoscendo piano piano come Egli E'...

giovedì 26 maggio 2011

Luca 1,26-38





Se Dio e' sceso,
non c'e dubbio:
ci ama!
E se ci ama,
la realta' cambia segno
anche se non comprensibile.
Tutto e' pervaso di Gioia,
perche' c'e' un Padre
che ci ama.
L'impossibile
diviene possibile
per Lui
che ci ama!
Sta' in ascolto
con il tuo cuore attento,
ed Egli
ti sorprendera'
con il segno
del suo amore.
Un Abbraccio
ti viene incontro
E' Lui!
Dio che ama,
Dio Amore,
per sempre,
nell'Oggi,
che si fa eterno,
eterno Amore
Personale,
Gesu!

venerdì 20 maggio 2011

Vara impreuna

Tra pochi giorni comincera' questa grande attivita' all'Oratorio Don Bosco di Bacau.
Ed ecco l'inno che si cantera' durante la Vara Impreuna a Bacau:


Imn Vara Împreună

1.    Din vis eu m-am trezit,
La Oratoriu eu am venit
Şi mulţi copii am întâlnit.
Oare ce să fie?

E soare, e Vara Împreună,
Distracţie şi multă voie bună.
Salezienii sunt aici
Oare ce să fie?

Ref: Ooo… ce mult aş vrea
 Să fie mereu aşa:
 Jocuri, bansuri, desene
 Toţi participăm la ele.

Ooo… şi ai putea
Să schimbi puţin lumea:
Zâmbet, dăruire, iubire
         Şi Don Bosco e cu tine.

2.    Abraham tată bun,
Încredere tu ai avut
Şi Dumnezeu te-a ajutat
Mulţi copii  ţi-a dat.

Şi uite animatorii
Ne-ajută să fim mai buni.
Iubire ei ne dăruiesc
Sufletul ni-l încălzesc.

Ref: Ooo… ce mult aş vrea
 Să fie mereu aşa:
 Jocuri, bansuri, desene
 Toţi participăm la ele.


Ooo… şi ai putea
Să schimbi puţin lumea:
Zâmbet, dăruire, iubire
Şi Don Bosco e cu tine.




                                                                                                                                     

giovedì 19 maggio 2011

E' Lui!...

Dovunque c'e' silenzio intorno a me
Giorno e notte che sia.
Sussulto: e' un grido
Partito dalla Croce,
Per la prima volta l'udivo.
Andai fuori e guardai,
E trovai un Uomo crocefisso.
E: " Ti liberero' ", dissi,
E tentai di cavare i chiodi dai suoi piedi.
Ma Egli mi disse: "Lasciali,
Che io non posso essere deposto,
Fin quando ogni uomo e donna e bambino
Non verranno insieme a deporMi".
Diss'io: "Ma io non sopporto il tuo grido.
Che posso fare?".
Ed Egli a me: "Va' per il mondo
Ed a chiunque incontrerai di':
C'e' un uomo sulla Croce".

(E. Cheney)