dituttounpoco

Benvenuto a salire
con me il Monte del Signore.

giovedì 20 settembre 2012

Il Mare ci parla

Poesie ritmiche...



Il Mare ci parla
Il movimento del mare con le sue onde sulla spiaggia offre, con un suo linguaggio  ritmico, un messaggio, che si puo' indirizzare alla vita dell'uomo, che nasce e cresce, sviluppandosi nelle varie tappe dell'eta': dalla fanciullezza all'anzianita'.
L'uomo puo' vivere una  vita che si adagia o si impegna pur nella monotonia del quotidiano e nel variare delle forze. Il mare con le sue onde sulla batigia, lungo la spiaggia, nella sua monotona riepetizione dei movimenti, sembra dare un invito alla persona umana perche' non perda il coraggio e continui, secondo le possibilita', a rendere ricco di speranza ogni istante della sua vita.


L'onda ti culla,
su e giu';
la barca traballa
sul mare stupendo
col sole e la nebbia. 
Su... va l'onda
giù... va l'onda.






Quel sali
e quel scendi
bel bello,
che torna 
e comincia
di nuovo:
su giù, su giù,
su giù...
s'imprime di dentro 
nel cuore dell'uomo 
che a lungo vi vive 
lì accanto,
a marina.



"Io salgo, io scendo"
il mare ti dice
o antico abitante
sul mare...
o nuovo abitante
a lui succeduto
or ora...."





Su e giù
sale e scende 
nell'onda,
nel lento
del mare
respiro,
il mare.




S'imprime l'andare, 
s'imprime il tornare
nel cuore dell'uomo
e nuovo compare
un velo di vita, 
insegnamento:




" Non lasciarti
cullare! riprendi
con forza e vigore!
tu cosa non sei,
ma vivi di grazia,
di fede, di forza 
di mente che pensa 
che vuole,
che agisce sapendo. 
L'andare e il tornare
a te non si addice,
ma forza e volere
cosi ' il tuo vivere sia."






Simbolica l'onda
sospira e ripete
il suo dolce
movimento  
perenne...
alla vita.






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Ho paura.

Ho paura!...
Ho paura di volervi bene
quando mi fate irritare.
Ho paura di cercarvi
quando voi mi fuggite.
Ho paura dì appassionarmi
per voi che ricusate
con altezzosa pretesa
il mìo povero aiuto
di uomo che tenta di dare
quello che spera di avere.
Non vorrei “essere per voi”
quando vi parlo dolente
del vostro rifiuto,
ma ho paura che presto
dalla   vostra sarò,
appassionato di voi,
della vostra povertà:
perche’,lasciata la mia ricchezza,
mi sentirò di essere
uno di voi:
ricco di povertà suprema, 
di una sete profonda, 
sete di Cristo, 
sete di Dio. 
Ho paura, ho paura 
che presto vi ami dell'amore di un Dio 
che si è perso nell'uomo
perché l'uomo fosse 
con Dio...Ho paura!?





Se non diviene evidente che ci muo­ve solo l'amore del prossimo per amore di Dio, la nostra azione riu­scirà solo a irritare.

Se, personalmente, noi che esigiamo la conversione de­gli altri, dessimo l'esempio di una conversione interiore!



mercoledì 12 settembre 2012

I giovani oggi




I giovani oggi non soffrono piu' come una volta la fame, la miseria, la mancanza di vestiti, le malattie, anche se ci sono nuove poverta'. C'e' un benessere materiale diffuso nei nostri contesti. Ma i giovani di oggi, gli adolescenti in particolare, soffrono del mal di vivere, il malessere esistenziale, la mancanza di senso della vita"
- scrive lo psicologo De Pieri.
 E continua: "Questo e' il loro grande dolore". E' il dolore della vita senza senso, si chiedono quale sia il significato della presenza dell'uomo sulla terra e quale il proprio e altrui futuro.
E non trovano risposta, o non la trovano facilmente. Oggi sembra che il futuro non sia piu' programmabile. Incertezza. "Questo pesa come un macigno sul cuore di molti giovani".
- Avro' un lavoro che mi soddisfi? ed una famiglia che mi sia fonte di serenita' e di pace? Potro' godere un reddito soddisfaciente? avro' successo nella vita?...Ma soprattutto, come sara' il mio domani?
Non trovano risposta.



" Vivono la bellezza della vita, la gioia di star insieme, la comunicazione diffusa, la mentalita' pervasiva e poi cadono nella tristezza, nella disperazione. Dopo la notte in discoteca oppure dopo gli incontri insieme, per le strade, nei bar, nelle case o nei gruppi, c'e' la solitudine. Resti solo con la tua ombra, con il tuo specchio rotto".
E non avendo comunicazione con gli adulti che potrebbero aiutarli rimangono con i loro dubbi e le loro domande, che sono sempre in fondo le stesse: "Ci sara' un domani per me?..."
"Questa e' l'inquietudine nel cuore di moltissimi ragazzi, anche se non espressa..., un dolore lancinante, profondo,  E non sempre emerge una alternativa positiva".
Ma essi rivelano anche la voglia di un amore pulito, diverso da quello che presenta la televisione.
Vogliono un amore ove c'e' pulizia, castita', rispetto vero della persona: rifiuto di violenza e di abuso.

Hanno anche bisogno del nuovo, di crativita', " di linguaggi nuovi, come la comunicazione corporea, quella degli affetti, il linguaggio dello stare insieme. Desiderano una comunita' viva, immediata, attiva, un nuovo modo di essere comunita' e di essere Chiesa. Sentono il bisogno disperato di Dio, " sotto la maschera dell'indifferenza e della presunta negazione", proprio di Lui!
Il tempo libero, che potrebbe essere tempo sprecato o perduto, diviene per essi espressione del desiderio inconfessato di renderlo una opportunita', oportunita' per riequilibrare la crescita, per riscoprire il sorriso, la gioia di essere se' stessi, liberi e solidali, disponibili, capaci di donare agli altri qualcosa di prezioso di se' stessi.



Scoprendo i nuovi linguaggi dell'informatica, si mostrano capaci di futuro, "di andare oltre",  usando delle nuove risorse per capire, vivere e condividere con passione e con gioia.
La musica per loro , pur essendo  esposta all'ambiguita' e gravida di rischi, e' per essi un nuovo modo di far filosofia, un punto di risposte alle loro domande sul senso della vita...




In questo contesto o situazione e' opportuno riscoprire la vita "non come consumo, come stipendio, come posto di lavoro, come tassa da pagare" ma come risposta ad una Voce ad un Tu che ti chiama, che ti interpella e che ti da' il senso del vivere, che chiama nel futuro, ad un progetto di vita, che corrisponde ad un atto d'amore di Dio, che dall'eternita' ha pensato a ciascun giovane, a te.
Sono ali che  aprono ad orizzonti infiniti, un alito di vita, che ti fa sentire partecipe ed inserito in una grande chiamata.
Per questo nel cuore del giovane c'e un desiderio urgente:
"l'educatore"  che accompagni nella crescita verso l'identita' e  "un testimone" che offra garanzia con la propria esperienza di vita.


lunedì 3 settembre 2012

Dio ci ama.

"Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso, per questo i miei persecutori cadranno e non potranno prevalere." (Geremia 20,11)

Dio ci ama

Tante volte si sente dire questo e non possiamo dubitarne certamente. Basta guardare alla Croce e si capisce che Lui ci ama..pur come siamo!
Ma ho scoperto oggi qualcosa di nuovo, che mi ha commosso.. e lo voglio comunicare...
Forse sarà come la scoperta dell'acqua fresca...; per me è stato oggi molto di più. Lo voglio sussurare, ecco:...

Dio vuole il nostro bene 
e cerca in tutti i modi
di farcelo raggiungere.

...Che Dio voglia il nostro bene, mi era noto, ma la seconda parte la pensavo solo, forse; ma non ne ero convinto interiormente o almeno non me ne rendevo conto. Era come stagnante nel sub cosciente. Ora mi si è rivelata evidente e straordinariamente bella:

" ...e cerca in tutti i modi
di farcelo raggiungere".

Ma allora..? quando mi imbatto nello tsunami del dolore, della disperazione, del disastro impensato?...
Sì !..
Allora Lui ...vuole il nostro bene e cerca in tutti i modi di farcelo raggiungere.
Ma allora anche "quel" disastro, "quella" disperazione, "quel" dolore,...rientra
nel suo "cerca in tutti i modi di farci raggiungere il nostro bene"!?...

Sì...Egli e' lì per farti del bene, perchè tu possa raggiungere il massimo del bene.

Non e' allora che egli voglia il dolore, la morte, il disastro, ma Egli è lì, accanto a te per aiutarti in tutti i modi a far sì che tu raggiunga il massimo del tuo bene.

Ma allora Dio è Padre buono! sempre!
Sì.

Egli vuole il tuo massimo bene e cerca in tutti i modi di fartelo raggiungere.

" Egli ha portato su di sè  i nostri dolori", sicché, uniti a Lui, vivendo con Lui le nostre situazioni anche estreme, possiamo raggiungere il nostro massimo bene.

Anche il dolore, persino la morte assume allora un senso diverso e persino felice.



Il Signore fa sicuri i passi dell'uomo
e segue con amore il suo cammino.
Se cade, non rimane a terra,
perché il Signore lo tiene per mano.
(Salmo 36, 23-24)

domenica 5 agosto 2012

Mt 17,1ssgg Trasfigurazione

Il Tabor


Impariamo a guadare verso il Cielo!


Gesu' chiama sul monte tre dei suoi discepoli e mostra il suo volto splendente come il sole.
Una Voce dal cielo dice: " Questi e' il mio Figlio diletto, ascoltatelo!"
Il Volto di Gesu' dona coraggio ai discepoli per le sofferenze e le lotte future.
Nel tempo della seconda guerra mondiale,  suona l'allarme. Il papa' e la mamma conducono i figli nel rifugio anti-bombe.
Inizia un bombardamento a tappeto.
Il terrore invade le persone mentre si odono gli scoppi rumorosi delle bombe.
La mamma grida al marito: "Giovanni, guardami, volgi a me il tuo volto. Guardandoti non avremo piu' paura!"
Guardando il Volto di Gesu' trasfigurato, risorto, glorioso, noi non avremo piu' alcun timore.

Gesu' chiama i tre apostoli: Pietro, Giovanni e Giacomo, in disparte su un alto monte.
Anche noi abbiamo bisogno di momenti di raccoglimento di solitudine di riflessione da dare a noi stessi per incontrare il Signore che ci salva. E' il momento della preghiera.

Le vesti di Gesu', nella Trasfigurazione, divennero piu' bianche della neve.
Anche noi dobbiamo conservare il nostro abito bianco ricevuto nel Battesimo ed imbiancarlo nella Confessione dei nostri peccati.

Un giorno un missionario malato ritorno' in patria.
Un suo compagno di gioventu' lo invito' a casa sua e gli mostro' i palazzi che aveva costruito ed appartenevano a lui, i campi che aveva acquistato ed erano ricchi di messi. Lo condusse nelle stanze della sua abitazione e gli mostro' tutte le sue cose di enorme valore: quadri di pittori celebri, mobili di pregio, tappeti persiani, ricchezze enormi...E gli disse: " Vedi, in tutto questo tempo io ho radunato tutte queste ricchezze con le mie attivita'. E tu che cosa hai guadagnato andando in missione?...
 Il Missionario gli disse: " Si' tu hai guadagnato moltissimo ed hai messo da parte  grandi ricchezze, ti sei rivolto a destra e a sinistra e ti sei arricchito con il tuo lavoro. Ma ti sei dimenticato di rivolgerti verso il Cielo. Vedi, io mi sono rivolto in questo tempo verso il Cielo e spero di poter un giorno abitarvi per sempre...Ma tu?..."
Anche noi come gli Apostoli dobbiamo guardare verso l'alto, verso Gesu' che sta in Cielo glorioso.

Su certe tombe e' scritto: "Viandante, quello che sei tu son stato pure io, ma ora quello che sono io lo puoi essere un giorno anche tu!"
Gesu' al quale noi rivolgiamo il nostro sguardo, contemplandone il Volto glorioso, ripete pure a noi: "Ascoltami!  come io sono stato quello che sei tu sulla terra, cosi' tu potrai essere quello che son io in Cielo, se mi ascolterai!"

Impariamo a guardare verso il Cielo!



venerdì 27 luglio 2012

Vocazione e progetto personale di vita

Primo passo:attenzione a te stesso!




Secondo passo...Chiediti:
sono
posso
devo 

persona 
valore
personalita'

qualita'
capacita'
realizzazione di se'


?...


Terzo passo...Se vuoi... ora,... leggi cio' che segue:





" Per fare opere grandi, bisogna che seguiamo la nostra vocazione" (Don Bosco).


Vocazione.







Per colui che crede nel Trascendente non e' possibile pensare ad un progetto di vita senza ritenerlo parte di una realta' piu' eminente e vincolante: la vocazione.
Questa e' una realta' legata alla Volonta' amorosa di Dio, che e' Padre e Provvidenza e, nello stesso tempo, Via misericordiosa alla salvezza ultima di ogni persona. La vocazione, che racchiude in se' il progetto di vita, e' "appello interiore e dono" (De Pieri).
Essa "ha bisogno, nel suo percorso di maturazione, di essere non solo scoperta e accolta, ma soprattutto correttamente interpretata ed aiutata ad evolversi e a crescere in modo oggettivo ed autentico". 
Per scoprirla e realizzarla e' importante dissipare i pregiudizi in modo razionale e scientifico, accogliere i valori fondanti l'esistenza umana, capire le necessita' di un progetto di vita che faccia uscire dalla schiavitu' di idoli vani, di mode e dalla mancanza di autonomia responsabile. E' necessario pure riscoprire la dimensione religiosa e di apertura al Trascendente.
"Senza un rapporto autentico con Dio, ogni progetto umano finisce per diventare un castello di sabbia e crollare miseramente" (De Pieri).
Se invece e' "fondato sulla Volonta' di Dio, ogni progetto umano diviene una citta' forte, costruita sulla roccia".
La vocazione va poi vissuta in contemporanea con lo sforzo giornaliero di maturazione del progetto di vita, nelle scelte che sono ad esso conformi.
La vocazione si vive anche accettando le frustrazioni, ma non adattandosi ad esse, non lasciandosi andare perdendo il coraggio, la volonta' di migliorare e di crescere in maniera ad essa conforme, pur riconoscendone i ritardi, i condizionamenti e gli errori compiuti.
Presuppone l'apertuura agli altri con la donazione di se' e la solidarieta'.
Esige la verifica ed il discernimento per ogni scelta vocazionale.
   Il discernimento vocazionale comporta alcuni traguardi in vista della scoperta della Volonta' di Dio e della liberta' personale alla risposta vocazionale.
Il discernimento implica la verifica se la persona in causa ha detto " di si' alla vita" ed alla proposta che Dio fa ad ognuno di fare spazio a Lui, alla sua Presenza.
Inoltre, bisogna consigliarsi con persone competenti, anche specialisti talora, perche' non succeda che si sbagli strada e si debba poi perder tempo per trovare la via giusta o si resti "fuori posto", rendendo infelice la vita a se' ed agli altri.
E' necessario poi capire le esigenze ed i bisogni del tempo, che interpellano e suscitano scelte generose, talora. 
Anche la Chiesa e le istituzioni gettano luce a conferma circa una vocazione e sulla sua veridicita'.

La decisione vocazionale vera e propria non e' un atto volontaristico. Essa si commpie" dentro un percorso durante il quale vengono scoperte le inclinazioni, vengono chiariti gli interessi, vengono vagliate le motivazioni, vengono colti gli atteggiamenti, vengono intuiti i dinamismi spirituali, che possono condurre alla scelta definitiva". Esige un "cammino di maturazione".
In cio' il sistema preventivo di Don Bosco, che si basa su ragione religione e amorevolezza, diviene valido aiuto.
La maturazione per accogliere e vivere una vocazione, dopo averla scoperta, intuita, amata,
a quali stimoli reagisce? su quali vie si vive? quali ambienti vitali esige?...
Il suo clima migliore di sviluppo e rassodamento e' quello dell'amorevolezza. E cioe' un clima di rapporti autentici con Dio, con le persone responsabili della propria formazione, nonche' l'apertura agli altri, al sociale. Vuole rispetto, accoglienza, ma anche disponibilita' e donazione di se' nel servizio agli altri. Deve essere nello stesso tempo una risposta in qualche modo alle proprie domande piu' profonde. alle urgenze piu' personali di realizzazione di se' in pienezza.
   La presenza di persone significative, di educatori entusiasti della propria scelta di vita, persone motivate anche se imperfette, favorisce la matuazione della propria vocazione e del progetto personale di vita.
   La partecipazione a gruppi di impegno aperti all'ascolto, alla testimonianza, alla preghiera, alla Parola di Dio, matura la vocazionalita'.
   L'esempio credibile di comunita' "protese a realizzare progetti autentici di vita", apre all'opzione vocazionale ed alla sua maturazione.
E' necessario allora un supporto ambientale, in cui ciascuno vive o e' aiutato a vivere con l'accompagnamento vocazionale in modo autentico la propria vocazione o i valori corrispondenti alle diverse vocazioni.


E Don Bosco ha da dire qualcosa sulla Vocazione?....

Vocazione e sistema preventivo di Don Bosco.
(da l'Azione )

"Il carisma salesiano privilegia l'educazione e la formazione per lo sviluppo di autentiche vocazioni in tutte le eta' della vita"(De Pieri).
E' suo il principio di fare una proposta di fede, ma anche querllo di considerare legittima la programmazione della propria vita in senso di " chiamata laica", quale base della formazione e delle scelte cristiane: "onesti cittadini e buoni cristiani".

La vocazione per Don Bosco e' in linea con l'educare.
 Egli intende l'educare non come un problema, ma come un atto d'amore.
Dice infatti il terzo successore di Don Bosco da lui formato come salesiano, Don Filippo Rinaldi, ora Beato:
"Educare e' stare in mezzo ai ragazzi non per imporsi, ma per conversare e trattenersi con loro, in modo che tutti si avvicinino e si possa cosi' guadagnare il cuore di tutti" per poi donarlo a Dio a bene della societa'. 
Educare, amare e preparare ad una vocazione per Don Bosco vanno insieme.

Per ogni educatore secondo il carisma di Don Bosco l'uomo e' un essere che si realizza nella relazione e nel dono di se' agli altri. "L'essere umano possiede se stesso soltanto quando si dona agli altri. Il compimento e la realizzazione interiore della persona avvengono nelle relazioni personali, nella capacita' di accoglienza e del dono di se' agli altri" (De Pieri).
Il carisma salesiano punta all'educazione che aiuta a realizzarsi donandosi.
Per questo esso diviene un validissimo sostegno per il giovane che vuol vivere un progetto personale di vita e fare della sua esistenza una risposta ad una vocazione scoperta e realizzata.
L'educatore, secondo Don Bosco, e' colui che orienta un giovane e deve essere "Una persona interamente consacrata al bene dei sui allievi" (D. Bosco), che non pensa di formare "in serie', ma ciascuno secondo le sue capacita' e inclinazioni positive. E questo  fa non solo conoscendo ciascuno personalmente ma anche  "con tenerezza fatta di familiarita' ".
Per questo l'educatore si forma continuamente operando sul capo di lavoro; ha coscienza del suo influsso e conosce la psicologia umana; fa propri i valori perenni; ha capacita' di relazione, ha il senso della comunita'; possiede attitudini di paternita' e maternita'; sa trovare il giusto equilibrio tra liberta' ed autorita', tra responsabilita' e corresponsabilita', per il bene dei giovani.
Forma il giovane come colui che dona la sua vita per lui, mentre educa sostiene e facilita il divenire della persona; nel suo compito rappresenta almeno inizialmente un riferimento fondante per costruire un progetto di vita e vivere una vocazione, ma poi scompare per lasciare alla persona del giovane la possibilita' di affermarsi nella sua identita'.
E' come la freccia che indica il sentiero.


Vocazione e accompagnamento.

"Accompagnare...", perche'?

E' necessario infatti avviare alla conquista dell'identita; personale, prospettando delle motivazioni ad essa.
La persona passa infatti dalla identificazione con modelli, alla identificazione di se' come personalita' in costruzione, che deve equilibrarsi tra coerenza e mobilita'. La cresita e maturazione della persona abbisogna percio' di accompagnamento iniziale.
L'educatore svolge la funzione di accompagnatore che sostiene e motiva, indica ed incortaggia, ma poi si ritira per lasciar campo all'individuo di crescere secondo la propria identita' personale. La medesima funzione e' riservata all'ambiente formato dalle persone e, con esso altre mediazioni comunitarie e relazionali.
Non deve mancare nondimeno per ogni vocazione umana la mediazione piu' valida: quella dello Spirito Santo, i quale "facilita l'accoglienza, nell'intimo, della Volonta' di Dio per una risposta d'amore, secondo una dimensione di fede, di saperanza e di carita' (amore)"
La persona, cosi' accompagnata e sostenuta, preparata e guidata, da' finalmente la sua risposta personale alla Vocazione.
"La decisione avviene attraverso un processo di ricerca e di valutazione, assumendo informazioni e trovando criteri di scelta, fondati su motivi di valore", passando alla presa di posizione personale in vista di una o di un'altra impostazione di vita, ma basandosi cosi' su una certa maturita' gia' raggiunta nel periodo dell'accompagnamento.
L'educatore segue queste linee nell'accompagnamento:
- Sta insieme ai giovani, vivendo insieme le esperienze fondamentali della crescita.
- Cerca insieme le soluzioni, chiarificando e trovando i comportamenti da assumere e ne fa poi la verifica.
- Indica quale sia la scelta di vita piu' opportuna.
- Facilita l'assunzione delle responsabilita'.
- Aiuta a raggiungere l'autonomia nel proiettarsi verso il proprio destino unico ed irrepetibile.



Le mediazioni.


Per affermarsi, una vocazione intesa come chiamata di Dio ha bisogno della mediazione, in particolare quella dell'ambiente, cioe' dei fattori educativi ed ambientali, dei quali il piu' importante e' una comunita' di fede e di testimonianza"(De Pieri).
Esse svolgono un ruolo di chiarificazione,di indicazione e di maturazione attraverso un itinerario vocazionale.


L'Itinerario vocazionale.

Consiste in questo:

1- L'annuncio vocazionale attraverso l'esperienza vissuta in un determinato ambiente-comunita', che viva intensamente la propria vocazione.

2- La proposta diretta fatta a chi rivela segni di vocabilita' in una determinata direzione.

3- L'accompagnamento in vista della maturazione delle qualita', degli ideali e delle motivazioni ad una specifica vocazione.

4- La decisione personale preparata, motivata e fatta con piena liberta' e senso di responsabilita'.
  
L'itinerario vocazionale segue degli obiettivi e usa determinati metodi a seconda dei momenti di vita che sta vivendo la persona in questione: Preadolescnza, adolescenza, giovinezza, eta' adulta.




Nella preadolescenza: Cosa mi piacerebbe essere?

Obiettivi:
Umanizzare, aprendo alla socialita, alla vita di gruppo, allo sviluppo delle abilita', al suscitare interessi, allo scegliere valori di vita.

Coscientizzare alla crescita ed all'impegno vocazionale.
Impegnare concretamente mediante micro-realizzazioni sociali e caritative.
Chiarire presentando le diverse vocazioni.
Aprire all'amicizia con Gesu' e alla preghiera.
Abilitare a decidere di fronte alle urgenze.

I metodi:
La proposta implicita, presentando situazioni concrete di vita secondo una vocazione.
Il colloquio con l'educatore amico.
Il sostegno del gruppo formativo.
La catechesi vocazionale aperta, presentando le diverse vocazioni secondo il disegno della Volonta' divina.
Esperienze significative forti.
Preghiera per le vocazioni.
La proposta esplicita, dopo un cammino.






Nell'adolescenza: Quali possibilita' e quali capacita' ho per...?

Obiettivi:

Costruire la propria identita' umana e cristiana.
Coscientizzare la necessita' di un progetto personale di vita.
Aprire all'oblativita' sociale.
Accogliere l'appello interiore di farsi dono agli altri.
Cercare la propria vocazione specifica.
Confrontarsi con modelli suggestivi.
Sperimentare percorsi vocazionali.

I metodi:

Fare delle esperienze forti circa valori umani.
Liberarsi da condizionamenti culturali.
Parte cipare a comunita' di ricerca e di proposta.
Sperimentazine insieme ad accompagnamento e sostegno.
Creare un clima di piena liberta' ed espansione emozionale.
Favorire una sicura maturazione personale.




Nella giovinezza: Per quale motivo o ideale vorrei essere...?

Obiettivi: 

Concepire la vita come vocazione e di conseguenza progettarsi.
Consolidare la personalita' con la verifica quotidiana dei fatti.
Recuperare lo slancio vitale.
Chiarificare la specificita' nella scelta del donare la vita.
Verificare se la scelta e' opportuna e se si e' idonei a quel modo specifico di donarsi.
Iniziare un cammino spirituale ascetico con una direzione spirituale


I metodi:

Rendiconto ad una guida spirituale ( un cammino che inizia...).
Verifica in una comunita' adatta       (     "                  "      "         ).
Accettare i propri limiti, ma aprirsi all'azione nel concreto.



Nell'eta' adulta:  Quale progetto  e quali ideali da vivere mi propongo nella mia 
                                vocazione a....?

Obiettivi:
Verificare l'autenticita': non una vocazione "rifugio"...
Assicurare l'equilibrio psichico.
Considerare le controindicazioni nel settore psichico, affettivo e nel vivere comunitariamente.

I metodi:

Verifica.


CONCLUSIONE

Circa la vocazione di ciascuno, "l'esperienza comune dimostra che la chiamata ad una forma specifica di essa si manifesta, il piu' delle volte, attraverso la proposta esplicita di qualcuno".
Ma "la risposta non dipende solo dalla generosita' dei giovani, ma anche dalla sapiente guida di tutti coloro  che , a diverso titolo, sono o devono essere orientatori" (De Pieri).
Quanto poi all'accompagnamento vocazionale, esso e' necessario a tutte le eta', soprattutto nei momenti fondamentali delle scelte; e' essenziale nelle crisi; e' necessario per mantenere la fedelta'. E' realizzabile anche a livello culturale, coe' mediante libri, i mezzi di comunicazione sociale, l'informatica.

























domenica 8 luglio 2012

Poesie


Una generazione narra all’altra le tue opere,
annuncia le tue imprese.
Il glorioso splendore della tua maestà
e le tue meraviglie voglio meditare.(Ps. 144)




Al Ponte De La Pagia.

Il Ponte de la Pagia
sospira
a Venezia,
sul largo d'argento 
bacino;
e s'incurva e riposa,
a San Marco 
rivolto;
di gente cosmopolita
incontro
di Pace! 






Partenza della Nave.

A lidi lontani,
dolce calamita,
la nave se' n va.
Ad ardenti richiami,
a fervore di vita,
la prora non rista'.

E' un'onda schiumosa
il resto di quella
nell'ampio canale.
E' trina di sposa,
che veste e abbella
quel tratto di mare.

Orami e' passata,
ricordo lontano
rimane nel cuore.
Persona amata,
sul volto ha una mano,
e asciuga l'amore.
  
"Ritorna, ritorna!
- or mormora l'onda
con tenue richiamo-
Chi viaggia ritorna!
Straniera la sponda
non resta nel cuore."







TEMPO A VENEZIA

Quando l'Angelo di San Giorgio
a ovest vedrai voltato
di San Marco il bacino
sara' tutto annebbiato,
sara' tutto arruffato,
sara' tutto assolato.
E' il tempo a Venezia.