dituttounpoco

Benvenuto a salire
con me il Monte del Signore.

domenica 5 agosto 2012

Mt 17,1ssgg Trasfigurazione

Il Tabor


Impariamo a guadare verso il Cielo!


Gesu' chiama sul monte tre dei suoi discepoli e mostra il suo volto splendente come il sole.
Una Voce dal cielo dice: " Questi e' il mio Figlio diletto, ascoltatelo!"
Il Volto di Gesu' dona coraggio ai discepoli per le sofferenze e le lotte future.
Nel tempo della seconda guerra mondiale,  suona l'allarme. Il papa' e la mamma conducono i figli nel rifugio anti-bombe.
Inizia un bombardamento a tappeto.
Il terrore invade le persone mentre si odono gli scoppi rumorosi delle bombe.
La mamma grida al marito: "Giovanni, guardami, volgi a me il tuo volto. Guardandoti non avremo piu' paura!"
Guardando il Volto di Gesu' trasfigurato, risorto, glorioso, noi non avremo piu' alcun timore.

Gesu' chiama i tre apostoli: Pietro, Giovanni e Giacomo, in disparte su un alto monte.
Anche noi abbiamo bisogno di momenti di raccoglimento di solitudine di riflessione da dare a noi stessi per incontrare il Signore che ci salva. E' il momento della preghiera.

Le vesti di Gesu', nella Trasfigurazione, divennero piu' bianche della neve.
Anche noi dobbiamo conservare il nostro abito bianco ricevuto nel Battesimo ed imbiancarlo nella Confessione dei nostri peccati.

Un giorno un missionario malato ritorno' in patria.
Un suo compagno di gioventu' lo invito' a casa sua e gli mostro' i palazzi che aveva costruito ed appartenevano a lui, i campi che aveva acquistato ed erano ricchi di messi. Lo condusse nelle stanze della sua abitazione e gli mostro' tutte le sue cose di enorme valore: quadri di pittori celebri, mobili di pregio, tappeti persiani, ricchezze enormi...E gli disse: " Vedi, in tutto questo tempo io ho radunato tutte queste ricchezze con le mie attivita'. E tu che cosa hai guadagnato andando in missione?...
 Il Missionario gli disse: " Si' tu hai guadagnato moltissimo ed hai messo da parte  grandi ricchezze, ti sei rivolto a destra e a sinistra e ti sei arricchito con il tuo lavoro. Ma ti sei dimenticato di rivolgerti verso il Cielo. Vedi, io mi sono rivolto in questo tempo verso il Cielo e spero di poter un giorno abitarvi per sempre...Ma tu?..."
Anche noi come gli Apostoli dobbiamo guardare verso l'alto, verso Gesu' che sta in Cielo glorioso.

Su certe tombe e' scritto: "Viandante, quello che sei tu son stato pure io, ma ora quello che sono io lo puoi essere un giorno anche tu!"
Gesu' al quale noi rivolgiamo il nostro sguardo, contemplandone il Volto glorioso, ripete pure a noi: "Ascoltami!  come io sono stato quello che sei tu sulla terra, cosi' tu potrai essere quello che son io in Cielo, se mi ascolterai!"

Impariamo a guardare verso il Cielo!



venerdì 27 luglio 2012

Vocazione e progetto personale di vita

Primo passo:attenzione a te stesso!




Secondo passo...Chiediti:
sono
posso
devo 

persona 
valore
personalita'

qualita'
capacita'
realizzazione di se'


?...


Terzo passo...Se vuoi... ora,... leggi cio' che segue:





" Per fare opere grandi, bisogna che seguiamo la nostra vocazione" (Don Bosco).


Vocazione.







Per colui che crede nel Trascendente non e' possibile pensare ad un progetto di vita senza ritenerlo parte di una realta' piu' eminente e vincolante: la vocazione.
Questa e' una realta' legata alla Volonta' amorosa di Dio, che e' Padre e Provvidenza e, nello stesso tempo, Via misericordiosa alla salvezza ultima di ogni persona. La vocazione, che racchiude in se' il progetto di vita, e' "appello interiore e dono" (De Pieri).
Essa "ha bisogno, nel suo percorso di maturazione, di essere non solo scoperta e accolta, ma soprattutto correttamente interpretata ed aiutata ad evolversi e a crescere in modo oggettivo ed autentico". 
Per scoprirla e realizzarla e' importante dissipare i pregiudizi in modo razionale e scientifico, accogliere i valori fondanti l'esistenza umana, capire le necessita' di un progetto di vita che faccia uscire dalla schiavitu' di idoli vani, di mode e dalla mancanza di autonomia responsabile. E' necessario pure riscoprire la dimensione religiosa e di apertura al Trascendente.
"Senza un rapporto autentico con Dio, ogni progetto umano finisce per diventare un castello di sabbia e crollare miseramente" (De Pieri).
Se invece e' "fondato sulla Volonta' di Dio, ogni progetto umano diviene una citta' forte, costruita sulla roccia".
La vocazione va poi vissuta in contemporanea con lo sforzo giornaliero di maturazione del progetto di vita, nelle scelte che sono ad esso conformi.
La vocazione si vive anche accettando le frustrazioni, ma non adattandosi ad esse, non lasciandosi andare perdendo il coraggio, la volonta' di migliorare e di crescere in maniera ad essa conforme, pur riconoscendone i ritardi, i condizionamenti e gli errori compiuti.
Presuppone l'apertuura agli altri con la donazione di se' e la solidarieta'.
Esige la verifica ed il discernimento per ogni scelta vocazionale.
   Il discernimento vocazionale comporta alcuni traguardi in vista della scoperta della Volonta' di Dio e della liberta' personale alla risposta vocazionale.
Il discernimento implica la verifica se la persona in causa ha detto " di si' alla vita" ed alla proposta che Dio fa ad ognuno di fare spazio a Lui, alla sua Presenza.
Inoltre, bisogna consigliarsi con persone competenti, anche specialisti talora, perche' non succeda che si sbagli strada e si debba poi perder tempo per trovare la via giusta o si resti "fuori posto", rendendo infelice la vita a se' ed agli altri.
E' necessario poi capire le esigenze ed i bisogni del tempo, che interpellano e suscitano scelte generose, talora. 
Anche la Chiesa e le istituzioni gettano luce a conferma circa una vocazione e sulla sua veridicita'.

La decisione vocazionale vera e propria non e' un atto volontaristico. Essa si commpie" dentro un percorso durante il quale vengono scoperte le inclinazioni, vengono chiariti gli interessi, vengono vagliate le motivazioni, vengono colti gli atteggiamenti, vengono intuiti i dinamismi spirituali, che possono condurre alla scelta definitiva". Esige un "cammino di maturazione".
In cio' il sistema preventivo di Don Bosco, che si basa su ragione religione e amorevolezza, diviene valido aiuto.
La maturazione per accogliere e vivere una vocazione, dopo averla scoperta, intuita, amata,
a quali stimoli reagisce? su quali vie si vive? quali ambienti vitali esige?...
Il suo clima migliore di sviluppo e rassodamento e' quello dell'amorevolezza. E cioe' un clima di rapporti autentici con Dio, con le persone responsabili della propria formazione, nonche' l'apertura agli altri, al sociale. Vuole rispetto, accoglienza, ma anche disponibilita' e donazione di se' nel servizio agli altri. Deve essere nello stesso tempo una risposta in qualche modo alle proprie domande piu' profonde. alle urgenze piu' personali di realizzazione di se' in pienezza.
   La presenza di persone significative, di educatori entusiasti della propria scelta di vita, persone motivate anche se imperfette, favorisce la matuazione della propria vocazione e del progetto personale di vita.
   La partecipazione a gruppi di impegno aperti all'ascolto, alla testimonianza, alla preghiera, alla Parola di Dio, matura la vocazionalita'.
   L'esempio credibile di comunita' "protese a realizzare progetti autentici di vita", apre all'opzione vocazionale ed alla sua maturazione.
E' necessario allora un supporto ambientale, in cui ciascuno vive o e' aiutato a vivere con l'accompagnamento vocazionale in modo autentico la propria vocazione o i valori corrispondenti alle diverse vocazioni.


E Don Bosco ha da dire qualcosa sulla Vocazione?....

Vocazione e sistema preventivo di Don Bosco.
(da l'Azione )

"Il carisma salesiano privilegia l'educazione e la formazione per lo sviluppo di autentiche vocazioni in tutte le eta' della vita"(De Pieri).
E' suo il principio di fare una proposta di fede, ma anche querllo di considerare legittima la programmazione della propria vita in senso di " chiamata laica", quale base della formazione e delle scelte cristiane: "onesti cittadini e buoni cristiani".

La vocazione per Don Bosco e' in linea con l'educare.
 Egli intende l'educare non come un problema, ma come un atto d'amore.
Dice infatti il terzo successore di Don Bosco da lui formato come salesiano, Don Filippo Rinaldi, ora Beato:
"Educare e' stare in mezzo ai ragazzi non per imporsi, ma per conversare e trattenersi con loro, in modo che tutti si avvicinino e si possa cosi' guadagnare il cuore di tutti" per poi donarlo a Dio a bene della societa'. 
Educare, amare e preparare ad una vocazione per Don Bosco vanno insieme.

Per ogni educatore secondo il carisma di Don Bosco l'uomo e' un essere che si realizza nella relazione e nel dono di se' agli altri. "L'essere umano possiede se stesso soltanto quando si dona agli altri. Il compimento e la realizzazione interiore della persona avvengono nelle relazioni personali, nella capacita' di accoglienza e del dono di se' agli altri" (De Pieri).
Il carisma salesiano punta all'educazione che aiuta a realizzarsi donandosi.
Per questo esso diviene un validissimo sostegno per il giovane che vuol vivere un progetto personale di vita e fare della sua esistenza una risposta ad una vocazione scoperta e realizzata.
L'educatore, secondo Don Bosco, e' colui che orienta un giovane e deve essere "Una persona interamente consacrata al bene dei sui allievi" (D. Bosco), che non pensa di formare "in serie', ma ciascuno secondo le sue capacita' e inclinazioni positive. E questo  fa non solo conoscendo ciascuno personalmente ma anche  "con tenerezza fatta di familiarita' ".
Per questo l'educatore si forma continuamente operando sul capo di lavoro; ha coscienza del suo influsso e conosce la psicologia umana; fa propri i valori perenni; ha capacita' di relazione, ha il senso della comunita'; possiede attitudini di paternita' e maternita'; sa trovare il giusto equilibrio tra liberta' ed autorita', tra responsabilita' e corresponsabilita', per il bene dei giovani.
Forma il giovane come colui che dona la sua vita per lui, mentre educa sostiene e facilita il divenire della persona; nel suo compito rappresenta almeno inizialmente un riferimento fondante per costruire un progetto di vita e vivere una vocazione, ma poi scompare per lasciare alla persona del giovane la possibilita' di affermarsi nella sua identita'.
E' come la freccia che indica il sentiero.


Vocazione e accompagnamento.

"Accompagnare...", perche'?

E' necessario infatti avviare alla conquista dell'identita; personale, prospettando delle motivazioni ad essa.
La persona passa infatti dalla identificazione con modelli, alla identificazione di se' come personalita' in costruzione, che deve equilibrarsi tra coerenza e mobilita'. La cresita e maturazione della persona abbisogna percio' di accompagnamento iniziale.
L'educatore svolge la funzione di accompagnatore che sostiene e motiva, indica ed incortaggia, ma poi si ritira per lasciar campo all'individuo di crescere secondo la propria identita' personale. La medesima funzione e' riservata all'ambiente formato dalle persone e, con esso altre mediazioni comunitarie e relazionali.
Non deve mancare nondimeno per ogni vocazione umana la mediazione piu' valida: quella dello Spirito Santo, i quale "facilita l'accoglienza, nell'intimo, della Volonta' di Dio per una risposta d'amore, secondo una dimensione di fede, di saperanza e di carita' (amore)"
La persona, cosi' accompagnata e sostenuta, preparata e guidata, da' finalmente la sua risposta personale alla Vocazione.
"La decisione avviene attraverso un processo di ricerca e di valutazione, assumendo informazioni e trovando criteri di scelta, fondati su motivi di valore", passando alla presa di posizione personale in vista di una o di un'altra impostazione di vita, ma basandosi cosi' su una certa maturita' gia' raggiunta nel periodo dell'accompagnamento.
L'educatore segue queste linee nell'accompagnamento:
- Sta insieme ai giovani, vivendo insieme le esperienze fondamentali della crescita.
- Cerca insieme le soluzioni, chiarificando e trovando i comportamenti da assumere e ne fa poi la verifica.
- Indica quale sia la scelta di vita piu' opportuna.
- Facilita l'assunzione delle responsabilita'.
- Aiuta a raggiungere l'autonomia nel proiettarsi verso il proprio destino unico ed irrepetibile.



Le mediazioni.


Per affermarsi, una vocazione intesa come chiamata di Dio ha bisogno della mediazione, in particolare quella dell'ambiente, cioe' dei fattori educativi ed ambientali, dei quali il piu' importante e' una comunita' di fede e di testimonianza"(De Pieri).
Esse svolgono un ruolo di chiarificazione,di indicazione e di maturazione attraverso un itinerario vocazionale.


L'Itinerario vocazionale.

Consiste in questo:

1- L'annuncio vocazionale attraverso l'esperienza vissuta in un determinato ambiente-comunita', che viva intensamente la propria vocazione.

2- La proposta diretta fatta a chi rivela segni di vocabilita' in una determinata direzione.

3- L'accompagnamento in vista della maturazione delle qualita', degli ideali e delle motivazioni ad una specifica vocazione.

4- La decisione personale preparata, motivata e fatta con piena liberta' e senso di responsabilita'.
  
L'itinerario vocazionale segue degli obiettivi e usa determinati metodi a seconda dei momenti di vita che sta vivendo la persona in questione: Preadolescnza, adolescenza, giovinezza, eta' adulta.




Nella preadolescenza: Cosa mi piacerebbe essere?

Obiettivi:
Umanizzare, aprendo alla socialita, alla vita di gruppo, allo sviluppo delle abilita', al suscitare interessi, allo scegliere valori di vita.

Coscientizzare alla crescita ed all'impegno vocazionale.
Impegnare concretamente mediante micro-realizzazioni sociali e caritative.
Chiarire presentando le diverse vocazioni.
Aprire all'amicizia con Gesu' e alla preghiera.
Abilitare a decidere di fronte alle urgenze.

I metodi:
La proposta implicita, presentando situazioni concrete di vita secondo una vocazione.
Il colloquio con l'educatore amico.
Il sostegno del gruppo formativo.
La catechesi vocazionale aperta, presentando le diverse vocazioni secondo il disegno della Volonta' divina.
Esperienze significative forti.
Preghiera per le vocazioni.
La proposta esplicita, dopo un cammino.






Nell'adolescenza: Quali possibilita' e quali capacita' ho per...?

Obiettivi:

Costruire la propria identita' umana e cristiana.
Coscientizzare la necessita' di un progetto personale di vita.
Aprire all'oblativita' sociale.
Accogliere l'appello interiore di farsi dono agli altri.
Cercare la propria vocazione specifica.
Confrontarsi con modelli suggestivi.
Sperimentare percorsi vocazionali.

I metodi:

Fare delle esperienze forti circa valori umani.
Liberarsi da condizionamenti culturali.
Parte cipare a comunita' di ricerca e di proposta.
Sperimentazine insieme ad accompagnamento e sostegno.
Creare un clima di piena liberta' ed espansione emozionale.
Favorire una sicura maturazione personale.




Nella giovinezza: Per quale motivo o ideale vorrei essere...?

Obiettivi: 

Concepire la vita come vocazione e di conseguenza progettarsi.
Consolidare la personalita' con la verifica quotidiana dei fatti.
Recuperare lo slancio vitale.
Chiarificare la specificita' nella scelta del donare la vita.
Verificare se la scelta e' opportuna e se si e' idonei a quel modo specifico di donarsi.
Iniziare un cammino spirituale ascetico con una direzione spirituale


I metodi:

Rendiconto ad una guida spirituale ( un cammino che inizia...).
Verifica in una comunita' adatta       (     "                  "      "         ).
Accettare i propri limiti, ma aprirsi all'azione nel concreto.



Nell'eta' adulta:  Quale progetto  e quali ideali da vivere mi propongo nella mia 
                                vocazione a....?

Obiettivi:
Verificare l'autenticita': non una vocazione "rifugio"...
Assicurare l'equilibrio psichico.
Considerare le controindicazioni nel settore psichico, affettivo e nel vivere comunitariamente.

I metodi:

Verifica.


CONCLUSIONE

Circa la vocazione di ciascuno, "l'esperienza comune dimostra che la chiamata ad una forma specifica di essa si manifesta, il piu' delle volte, attraverso la proposta esplicita di qualcuno".
Ma "la risposta non dipende solo dalla generosita' dei giovani, ma anche dalla sapiente guida di tutti coloro  che , a diverso titolo, sono o devono essere orientatori" (De Pieri).
Quanto poi all'accompagnamento vocazionale, esso e' necessario a tutte le eta', soprattutto nei momenti fondamentali delle scelte; e' essenziale nelle crisi; e' necessario per mantenere la fedelta'. E' realizzabile anche a livello culturale, coe' mediante libri, i mezzi di comunicazione sociale, l'informatica.

























domenica 8 luglio 2012

Poesie


Una generazione narra all’altra le tue opere,
annuncia le tue imprese.
Il glorioso splendore della tua maestà
e le tue meraviglie voglio meditare.(Ps. 144)




Al Ponte De La Pagia.

Il Ponte de la Pagia
sospira
a Venezia,
sul largo d'argento 
bacino;
e s'incurva e riposa,
a San Marco 
rivolto;
di gente cosmopolita
incontro
di Pace! 






Partenza della Nave.

A lidi lontani,
dolce calamita,
la nave se' n va.
Ad ardenti richiami,
a fervore di vita,
la prora non rista'.

E' un'onda schiumosa
il resto di quella
nell'ampio canale.
E' trina di sposa,
che veste e abbella
quel tratto di mare.

Orami e' passata,
ricordo lontano
rimane nel cuore.
Persona amata,
sul volto ha una mano,
e asciuga l'amore.
  
"Ritorna, ritorna!
- or mormora l'onda
con tenue richiamo-
Chi viaggia ritorna!
Straniera la sponda
non resta nel cuore."







TEMPO A VENEZIA

Quando l'Angelo di San Giorgio
a ovest vedrai voltato
di San Marco il bacino
sara' tutto annebbiato,
sara' tutto arruffato,
sara' tutto assolato.
E' il tempo a Venezia.



giovedì 5 luglio 2012

Spicca il volo...Progetto di vita- Vocazione


Una generazione narra all’altra le tue opere,
annuncia le tue imprese.
Il glorioso splendore della tua maestà
e le tue meraviglie voglio meditare. (Ps.144)

E cioe'?...


Il progetto di vita...


Ce l'hai o non ce l'hai. Ma e' necessario come l'aria, come l'acqua, come il senso della responsabilita', come la gioia di vivere, come il senso del proprio esistere





E' come lo spiccare il volo dell'uccello, dell'aquilotto, il primo e perenne volo!
Perche' il primo? Perche' il perenne volo?...
Stammi ad ascoltare!..ecco il perche'.


Il Progetto di vita e' un fattore dinamico per la crescita della personalita'.
E' costruttivo.
Si realizza fin dall'adolescenza, cui appartiene come una realta' tutta ad essa propria.
Crea identita' personale.
E' mosso da una intuizione profonda e fondamentale nei riferimenti alla propria esistenza.
Unifica le energie attorno ad un ideale. Crea unita' tra le energie e le dimensioni della persona aprendola alla personalita'.
Imprime una direzione autonoma alla propria esistenza.
E' una esperienza unica nella vita e ricca di emozionalita'. Viene rafforzato dall'entusiasmo senza di cui non si fa nulla di grande.
Corrisponde e si pone sul piano della vocazione personale, conformemente ad un'idea divina nascosta nel cuore di ogni uomo.
Ha in se' allora qualcosa di grande, sublime e misterioso , ma e' fortemente pratico.
Lo puoi fare solo tu.
Ma il Signore ti accompagna e le persone, che ti amano, ti possono aiutare assieme alle circostanze provvidenziali che accompagnano ogni uomo nella sua esistenza.
Coraggio, trova, scegli, delinea e vivi questa perla che ti conduce alla gioia.
E' il tuo progetto per la tua vita nella comunita' umana, un dono per te e per gli altri.




Il Progetto di vita  e' dinamico, suppone una certa utonomia e stabilita' nel proprio carattere e nella propria personalita'. Gli e' necessaria la conoscenza di se' , di colui che lo vuol realizzare. Esige l'accettazione di se' stessi: deboli e limitati, soggetti ad una necessaria e continua conversione. Suppone l'accettazione del proprio passato senza sterili rimpianti, cercando invece di migliorare, senza lasciarsi prendere da sensi di frustrazione e da complessi di inferiorita'. Si richiede l'accettazione del buono in se' e la volonta' di allontanare il male in se' stessi, con fiducia.

Per realizzarle il Progetto di vita e' necessario superare la paura del giudizio degli altri, il timore di non essere accettati o di esser "etichettati" dagli altri.
"L'io reale, conosciuto, stimato e amato, e' il fondamento reale dell'immagine di se' proiettata nel futuro; sta cioe' alla base del progetto di vita." (De Pieri)
Di qui nasce la costruzione ideale del progetto di vita personale e la sua realizzazione a tappe.

Chi progetta la propria vita, sceglie e accetta dei valori a base del proprio preferire ed operare.

I valori, nella loro scelta, vanno distinti tra quelli autentici e quelli meno significativi. Tra i valori importanti emergono quelli che riguardano il modo di essere della persona, quali:
la liberta',
l'autenticita',
l'amicizia,
la solidarieta',
la donazione di se',
la ricerca di senso,
l'attuazione di una vocazione specifica.


La decisione e' parte del progetto di vita.
Essa e' la capacita' di decidere conformemente agli ideali scelti a base della propria vita.
Essa deve orientarsi al futuro ed agli scopi prefissi. Non e' sulla linea di reazioni difensive e di inconscio, ma su quella della razionalita', dell'intelligenza, dell'autocontrollo, della sana critica e giudizio.
Si rafforza con le decisioni quotidiane da prendere. Essa insaporisce e da' momenti di felicita'.


Per elaborare un progetto di vita, si puo' seguire questa traccia:
  1. VEDERE per conoscersi ed accettarsi, per conoscere ed accettare gli altri, per conoscere ed accettare la realta', per conoscere ed accettare cio' che Dio vuole da noi.
  2. GIUDICARE con attenzione e studio la situazione concreta, consigliandosi poi sulle possibilita' di attuazione del progetto, in vista di programmarne le tappe.
  3. AGIRE concretamente con stabilita' e costanza, senza rimpianti e con motivazioni.

Il sistema educativo di Don Bosco, basato sulla ragione, religione ed amorevolezza
come dono di se', crea l'ambiente adatto per l'attuazione del progetto di vita.
Esso si serve del cosidetto "Sistema preventivo" (D. Bosco), che ha quattro istanze propulsive:
  • istanza liberatrice di energie,
  • istanza preventiva, che evita i condizionamenti.
  • istanza attuatrice, che opera su linee sicure,
  • istanza educativa,che usa il metodo dell'accompagnamento ed il sostegno della Fede e del Vangelo. 


(A tuo conforto, queste idee non sono puramente mie, ma ricavate dal magistero di un valido professore e psicologo contemporaneo, Don Severino De Pieri.
Le puoi confrontare sul libro da lui scritto: "Orientamento educativo e accompagnamento vocazionale",  Ldc, 2000 Leumann Torino, pp.36-43).






domenica 1 luglio 2012

Qualcosa su cui riflettere...

La Chiesa e il nostro tempo.

C'e' una pagina in Zenit del 30 giugno 2012 che sollecita la nostra riflessione e la nostra preghiera.





E' una pagina indimenticabile,che vorrei conservare e far conoscere …
Si esprime il pensiero di Mons. Aristide Pirovano.
Eccola.

"Mons. Aristide Pirovano (1915-1997), fondatore della diocesi di Macapà in Amazzonia brasiliana (1946-1965) e superiore generale del Pime (1965-1977), era un uomo, come si dice, tutto d’un pezzo. Uno dei suoi “chiodi fissi” era l’amore e l’obbedienza a Cristo e al Papa. In tempi di  diffusi relativismi e confusione di voci, parlando e scrivendo ai missionari si riferiva spesso al Papa, fino a dire e ripetere questo slogan: “La mia linea è quella di stare sempre col Papa”.
Da uomo di fede, semplice e pratico qual era, non si fermava a discutere di temi che riguardavano la fede (lui diceva che la sua fede era quella che gli aveva insegnato la mamma): se il Papa aveva parlato, lui era d’accordo con Paolo VI. E aveva la capacità e il
carisma di agire di conseguenza. 

Ecco alcuni passaggi del suo “Discorso ai missionari partenti”  tenuto il 22 settembre 1968 a Milano:

"La Chiesa non è certamente nuova alle bufere e ha conosciuto nei secoli lo strazio e le eresie che dilaceravano la veste inconsutile di Gesù…
La Chiesa poi, in virtù della sua vitalità divina, una volta localizzato il male, reagiva come un corpo sano reagisce alle infezioni, e creava quelle antitossine che erano: più santità, maggior spirito di preghiera, scienza più approfondita e comunicata obbedienza più filiale e devota e generosa, così che il volto della Chiesa brillava più bello e più puro. Infatti la storia delle eresie è tutta costellata da santi di prima grandezza.

Oggi, purtroppo, cari confratelli, quello che vi aspetta non è un'eresia, uno scisma. A mio modo di vedere è qualcosa di ben più grave, di più pericoloso.
 Oggi, oserei dire, è la potenza delle tenebre che con un infernale gioco di astuzia e con profonde parvenze di verità e di scienza, tende a trasformarsi in angelo di luce e pretende di insegnare al popolo di Dio, ma specialmente ai leviti e ai sacerdoti, nuovi principi di sociologia, di filosofia e persino di esegesi biblica, di morale e anche di teologia dogmatica.

E questa manovra non è una lotta aperta e leale, ma subdola e sottilmente velenosa; si dice di non voler negare la fede ma solo di volerla rendere più comprensibile, più razionale, più facile; si dice di non voler negare la morale  ma di voler soltanto renderla più personale, mettendo in maggior evidenza, vorrei dire "deificare" la cosiddetta personalità umana.

"Non si nega il Concilio, dice Paolo VI, ma pensandolo già superato e non ritenendo di esso che la spinta riformatrice senza riguardo di ciò che quelle solenni assise della Chiesa hanno
stabilito, vorrebbero andare oltre, prospettando non già riforme, ma rivolgimenti che credono da sé autorizzare, e che giudicano tanto più geniali quanto meno fedeli e coerenti con la tradizione, cioè con la vita della Chiesa, e tanto più ispirati quanto meno conformi
all'autorità e alla disciplina della Chiesa stessa, ed ancora tanto più plausibili quanto meno differenziati dalla mentalità e dal costume del secolo". Così dice Paolo VI.

Ma esiste una medicina che garantisce la salute dell'anima, un'arma che garantisce la vittoria, un mezzo che ci rende invincibili.  
Quale? 
La roccia su cui Cristo ha fondato la sua Chiesa: 
PIETRO, il PAPA. "Tu sei Pietro e su questa pietra io edificherò la mia Chiesa"
(Mt. 16, 18).
E chi è il Papa? 
Rispondiamo con Paolo VI: "Il Signore stesso ha voluto definire la persona di Colui che Egli sceglieva come primo dei suoi discepoli, dalla missione che gli conferiva: non si sarebbe più chiamato Simone, figlio di Giona, ma Pietro, suo nome d'ufficio; dove
è evidente che Gesù dava al suo eletto una virtù particolare, e un ufficio particolare, raffigurati l'uno e l'altro nell'immagine della pietra, della roccia; e cioè la virtù della fermezza, della stabilità, della solidità, dell'immobilità, sia nel tempo che nelle traversie
della vita; e l'ufficio di fungere da fondamento, da caposaldo, da sostegno, come Gesù stesso disse nell'ultima cena a Pietro medesimo: "Conferma i tuoi fratelli" (Lc. 22,32). Pietro doveva essere la base sulla quale tutta la Chiesa del Signore è costruita. Il pensiero di Cristo è chiarissimo”....
"E' da ricordare poi, dice sempre Paolo VI, che nella Sacra Scrittura la figura della Pietra è dapprima riferita a Dio, come spesso si incontra nell'Antico Testamento; poi è riferita al Messia, a Cristo medesimo, la pietra viva e angolare (1Pietro, 2, 4-6). 
Ma poi da Gesù la figura della Pietra è attribuita al primo degli Apostoli.
"Dio, Pietra, Cristo, Pietro, il Papa".
Ecco, cari confratelli, l'unico parametro a cui tutto riferire: idee, dottrine, teorie, movimenti, tendenze, progetti, per verificare la loro ortodossia e la loro capacità di salvezza e di produzione di grazia.
Cari confratelli, solo col Papa e nel Papa si viene ad attuare quella unità, quella comunione con Cristo e con Dio, unità per la quale Gesù rivolse al Padre quella sublime preghiera del Cenacolo; unità che si allarga in giri concentrici da Pietro all'ordine sacerdotale, e da questo a tutto il popolo di Dio. 
Obbedienza totale e devota, sincera e fattiva al Santo Padre.Ecco la salvezza nostra e delle anime che saranno a noi affidate. ... E termino chiedendo al Signore per me, e per tutti voi...la grazia di rimanere fedeli a questa invocazione: 

"Padre Santo, ecco la nostra docilità in ascoltarvi come Maestro; la nostra prontezza di obbedienza come a Pastore, la nostra generosa tenerezza di amore come a Padre delle anime nostre e di tutto il Popolo di Dio". La Madonna ci aiuti e ci benedica."

 [ZI120630]









Il nostro tempo non si presenta molto  diverso.  
Linee di oscurita' e di sbilanciamento non mancano anche ora 
e questa pagina ci fa serrare i ranghi attorno alla nostra Fede, 
attorno alla Roccia che e' Pietro, attorno al Papa. 
Con Cristo.