dituttounpoco

Benvenuto a salire
con me il Monte del Signore.

lunedì 10 marzo 2014

Papa Francesco

Mi unisco con i mie due lettori 
alla gioia dell’anniversario dell’elezione 
di Papa Francesco al soglio Pontificio
e, con stima e riconoscenza, 
faccio nostre le parole 
di Sua Ecc. Mons Bruno Forte 
Vescovo di Chieti-Vasto.


Ecco:
da internet

Mons. Bruno Forte Vescovo di Chieti-Vasto
Parlando del Papa Francesco su Zenit:  

[ZI140309] Il mondo visto da Roma

PAPA FRANCESCO
Nell’anniversario della sua elezione.
Un anno dopo.

Come feci allora, a distanza di un anno proverò a guardare all’attuale Successore di Pietro muovendo da diversi angoli visuali, di cui il primo non può che essere quello della fede: Francesco, Jorge Mario Bergoglio, si è manifestato per ciò che è, un uomo dalla fede profonda, espressa in uno stile di vita semplice, austero, vicino ai poveri, capace di irradiare e suscitare amore. Questo Papa, che si presenta con un disarmante “buona sera!” e chiede che il popolo preghi su di lui prima di dare la benedizione “urbi et orbi”, ha saputo e voluto essere anzitutto il vescovo della Chiesa di Roma, che annuncia e alimenta la fede, portandosi addosso “l’odore delle pecore”.

Ci ha mostrato
 quello che anzitutto è un Papa: il vescovo della Chiesa di Roma, che per disegno divino presiede nella carità a tutte le Chiese. Lungi dallo sminuirne l’autorevolezza, questo carattere fortemente pastorale rende il ministero del Successore di Pietro più incisivo e attraente, anche nei confronti delle altre confessioni cristiane, e in generale più vicino al cuore delle donne e degli uomini di ogni parte della terra.

La gente lo sente come un padre e un fratello, un servitore degli umili, un amico dei piccoli, ai quali riserva tenerezza e profondo rispetto.
È l’evangelizzatore infaticabile della misericordia divina, specialmente nei confronti di chi si possa sentire giudicato o escluso da questo sguardo di amore infinito. Il suo sorriso e la semplicità dei suoi gesti riescono a ricordare o a far scoprire con meraviglia a tutti che Dio raggiunge ogni cuore e parla tutte le lingue ed è vicino a ogni dolore, perché la Sua è la lingua dell’amore! 


 Con gli Ebrei.
....commovente è il rapporto di amicizia di Francesco con il popolo ebraico: proseguendo in tutto quanto aveva già fatto a Buenos Aires, egli è andato mostrando come la relazione con i figli d’Israele sia una priorità nel suo cuore, un modo visibile di amare Gesù di Nazaret, ebreo per sempre, nel popolo eletto e nella missione che secondo l’Apostolo Paolo esso conserva fino alla fine dei tempi.


Con i cristiani non cattolici.
.....mostrano di guardare a Francesco con singolare simpatia e interesse, perché si presenta a loro come un fratello, il vescovo della Chiesa che presiede nell’amore, deciso a evangelizzare con nuovo slancio anzitutto Roma, e proprio così a offrire un servizio di testimonianza e di carità a tutte le Chiese. Era quanto da anni il dialogo ecumenico e l’ecclesiologia del Vaticano II chiedevano nel pensare a un ministero universale di unità per tutti i cristiani


Con i fratelli della Riforma.
...Da parte loro, gli eredi della Riforma guardano a lui con una sintonia speciale, per quel soffio di Vangelo che si avverte in tutto ciò che fa e dice e che può essere la vera sorgente dell’unità di tutti i discepoli di Cristo.



Ai credenti delle altre religioni.
...ad essi Francesco propone la via della reciproca fiducia, della fratellanza universale davanti all’unico Dio. La Sua franchezza, il suo profondo senso del divino hanno già toccato tanti cuori e apriranno certo la strada a incontri finora inediti. 


Chi non crede.
... sembra a sua volta attratto dal modo di essere di questo testimone di Gesù, amico degli uomini, che non vuole giudicare nessuno, che rispetta tutti e da cui tutti possono sentirsi accolti e amati.


La Chiesa nel suo insieme.
....Questa ricchezza di rapporti in movimento inciderà sulla Chiesa stessa, chiamata e in parte sfidata a vivere una nuova primavera di riforme e di rinnovamento nel nome del Vangelo.


Non mancheranno paure e resistenze, incomprensioni e ritardi. Francesco non sembra spaventarsene. Con convinzione e fiducia dimostra di avvertire che la Chiesa e il mondo avevano bisogno di questo nuovo corso, antico come la misericordia divina,
nuovissimo come la sete d’amore con cui ogni essere umano si sveglia ogni giorno!


Perciò, credenti e non credenti insieme,
... i primi rispondendo al suo continuo invito a pregare per lui, 
i secondi con quella simpatia che a tutti ispira,

e noi tutti..., 

possiamo dirgli 
dal profondo 
del cuore:


Auguri, Papa Francesco!