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con me il Monte del Signore.

martedì 19 febbraio 2019

Le sorprese di Dio

NB: questa riflessione si serve del materiale offerto dal commento al Vangelo
 (Mc 8,22-26)
di mercoledì 20 febbraio 2019 in  La Chiesa.it 




Dio opera ed è in modo sorprendente


Quanto è grande il tuo nome o Signore su tutta la terra!
Oh, quanto grande, santo , imperscrutabile e buono sei TU!...
Che bello cheTu ci sia e ci hai chiamati a partecipare al tuo essere; e ci sei vicino  e condividi con noi la mutevolezza dell’esistenza dell’uomo, pur essendone del tutto al di sopra e immutabile nella tua perfezione esistenza ed azione! 

Conoscendoti ci meravigli e nello stesso tempo ci lasci scioccati non capendo come sei, come vivi o come agisci, pur percependo qualcosa di Te dalle cose create, dalla storia, da tutta la realtà, che parla di Te e di ne porta l’impronta.
...E capiamo che pur capendo, non capiamo di Te ciò che sei!

Tu sei ineffabile e irraggiungibile dalla nostra mente eppure il nostro cuore pulsa per Te!.. e ti sente vicino, pur sapendo la lontananza che ci separa da Te per la tua stessa essenza e grandezza, ma gode e vibra nel tuo abbraccio d’amore di una gioia stellare per la tua magnanimità, che si fa tenerezza di Padre!

Questi sentimenti nascono in me alla lettura della pagina della Genesi, che si riferisce al tempo del diluvio e dal leggere nel Vangelo di Marco come tu agisci  nei giorni della tua vita in Palestina, quando ad esempio guarisci il cieco in disparte e in tempi successivi (Mc 8,22-26).

Quanto alla Genesi, essa asserisce quanto segue:


Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni intimo intento del loro cuore non era altro che male, sempre. E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo.
Il Signore disse: «Cancellerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato e, con l’uomo, anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito di averli fatti».

 Ma poi, ancora nella Genesi, si legge:

„Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore”( Gen 6,5-8; 7,1-5.10).

Tu dunque, Dio mio,  hai voluto l’uomo, poi cambi volere: ti addolori e ti adiri, ma  poi ti intenerisci e cambi ancora, come l’uomo e più dell’uomo...Tu il Giusto e l’eterno, l’immutabile?...



 E più avanti dice la Genesi (Gen 8,6-13.20-22):

„Trascorsi quaranta giorni, Noè aprì la finestra che aveva fatto nell’arca e fece uscire un corvo. Esso uscì andando e tornando, finché si prosciugarono le acque sulla terra.
Noè poi fece uscire una colomba, per vedere se le acque si fossero ritirate dal suolo; ma la colomba, non trovando dove posare la pianta del piede, tornò a lui nell’arca, perché c’era ancora l’acqua su tutta la terra. Egli stese la mano, la prese e la fece rientrare presso di sé nell’arca.
Attese altri sette giorni e di nuovo fece uscire la colomba dall’arca e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco una tenera foglia di ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra. Aspettò altri sette giorni, poi lasciò andare la colomba; essa non tornò più da lui.
L’anno seicentouno della vita di Noè, il primo mese, il primo giorno del mese, le acque si erano prosciugate sulla terra; Noè tolse la copertura dell’arca ed ecco, la superficie del suolo era asciutta. Allora Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali puri e di uccelli puri e offrì olocausti sull’altare. Il Signore ne odorò il profumo gradito e disse in cuor suo:
«Non maledirò più il suolo a causa dell’uomo, perché ogni intento del cuore umano è incline al male fin dall’adolescenza; né colpirò più ogni essere vivente come ho fatto.

Finché durerà la terra,
seme e mèsse,
freddo e caldo,
estate e inverno,
giorno e notte
non cesseranno».

 ...



Questa semplicità e mutevolezza divina, che può destare il nostro stupore, perché Dio cambia la sua decisione: «Cancellerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato „; ma poco dopo: "Non maledirò più il suolo a causa dell'uomo, né colpirò più ogni essere vivente come ho fatto", che a noi appare come una contraddizione in Dio.

Sorprese del genere appaiono anche nel Vangelo .
Leggiamo infatti nel Vangelo (Mc 8,22-26) :

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo.
Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano».
Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».

Questa semplicità ci meraviglia: 
Gesù qui sembra un operaio che fa una cosa e non vuole che sia vista finché non è completata. il Signore sembra limitato nel suo potere…

Mette della saliva sugli occhi del cieco gli impone le mani e gli domanda: "Vedi qualcosa?".
 Si direbbe che il miracolo è compiuto a metà: "Vedo gli uomini; infatti vedo come degli alberi che camminano".
 Di nuovo Gesù gli impone le mani e il miracolo è completo: "Vedeva a distanza ogni cosa".

„C'è qui qualche contraddizione, ma è una contraddizione che deriva dalla nostra limitatezza, che non può comprendere Dio.

Dice sant'Agostino che è una grande felicità poter comprendere qualche cosa di Dio, ma che non è possibile all'uomo comprendere Dio; se l'uomo lo comprendesse, non sarebbe più Dio.

 Se vogliamo fare come i filosofi, e insistere sulla immutabilità di Dio, avremo un'idea di Dio molto molto povera. Dio sarebbe per noi come un mucchio di pietre, che non si muove, non cambia, non ha sentimenti, non vive.

Se invece leggiamo con semplicità la Bibbia, vediamo che Dio pensa, ha dei sentimenti, ama profondamente, va in collera per i peccati del suo popolo, cambia le sue decisioni...
E abbiamo l'idea di un essere vivente, pieno di movimento, di ricchezza, e questo è più vero dell'idea dei filosofi.

Nella Bibbia si parla di Dio piuttosto come di un uomo, che è vivo, che riflette, prova delle emozioni, cambia parere, fa dei progetti... Questo è il modo più usato nella Bibbia.
 Talvolta anche la Bibbia fa delle osservazioni nella direzione dei filosofi, dicendo che Dio è perfetto, non muta, non si pente; generalmente però mostra Dio a nostra immagine, perché questo è più utile.

Dobbiamo sapere che la perfezione divina è una perfezione di pienezza, non una perfezione di immobilità; che questa immutabilità contiene in sé tutti i movimenti; che Dio non ha emozioni umane, ma è al di sopra delle nostre emozioni.
 E vero che Dio non ama come noi, ma egli ama più di noi, in un modo che noi non possiamo comprendere.

La rivelazione di Dio è avvenuta in modo pieno nella umanità di Gesù. Gesù vero uomo, che ha sofferto, ha amato, ha riflettuto, ha fatto dei progetti nella sua vita, che è stato ingannato, tradito, è la rivelazione del modo di essere di Dio” ( Cfr. La Chiesa.it).

Se non è possibile all'uomo comprendere Dio, è  spiegato da questo: 

se l'uomo lo comprendesse, Dio non sarebbe più Dio.

Quanto è grande il tuo nome o Signore su tutta la terra!